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Nel 2010 il PIL è fermo al 94,7% di quello ante-crisi (2007). Il tasso di crescita non arriva a metà della media europea e la Borsa sta oscillando sui valori del 2009.
Dal 2008 il nostro Debito pubblico è cresciuto di quasi 290 miliardi.
Dopo i 24 mld di “tagli” decisi nel 2010 vedremo “aggiustamenti” da 3-5 mld l’anno. Poi, per riequilibrare il bilancio, ci vorrà un’ulteriore cura da almeno 40 miliardi.
Da quasi 7 mesi la cosiddetta “terza gamba” difende alla Camera la “trincea” di una maggioranza “purchessia” che risponde all’appello del “tutto tranne elezioni”.
Il paese non può più “vivacchiare”, ma la soluzione non è tornare alle urne senza una prospettiva credibile.
Serve da subito una “larga convergenza” su alcuni obiettivi prioritari.
Dalla riforma della legge elettorale ad un piano d’azione in grado di gestire le urgenze economiche, rivalutando l’equità sociale.
Un’agenda programmatica da svolgere in tempi brevi. Il passaggio obbligato di qualsiasi quadro o “percorso” politico improntato a responsabilità.
Più passa il tempo e maggiori saranno i “sacrifici” da caricare sul paese.
La storia insegna che la Febbre del Tribuno non rinuncia mai ai propri interessi fino a …
Masquerade >
Enfatizzare il “rigore” di Tremonti può servire solo a smorzare gli “appetiti” della speculazione internazionale. Tremonti è Ministro di Economia e Finanze.
Con la crisi la sua “creatività” ha partorito prima lo “scudo” fiscale, poi il condono delle case “fantasma” e poi le “ganasce” di Equitalia. Sue sono le sentenze del tipo “sono i numeri a dettare la politica” oppure “tenere i conti in ordine non è ragioneria”.
Sua è stata la politica dei tagli “lineari”.
Dal 2008 il nostro Debito pubblico è aumentato di quasi 290 miliardi mentre il tasso di crescita della nostra economia non arriva a metà della media europea. La Borsa sta regredendo ai minimi del 2009.
Ancora nel 2010 l’evasione fiscale è salita dell’11%.
Dopo i 24 mld di tagli decisi nel 2010 vedremo “aggiustamenti” da 3-5 mld e la Bce insiste per un’ulteriore “cura” da 40 mld.
Tremonti chiede di “trovargli 80 miliardi” per fare la “vera” riforma fiscale.
In gioco non c’è solo il riequilibrio del bilancio.
Dove e come trovare le risorse è fare “equità sociale”.
Dove e come tagliare è “dare il passo” all’economia.
Non è più tempo per le ‘performances’ da teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Manifesto padano >
Bossi, contrario all’intervento in Libia, avvertiva che “ci porteranno via il petrolio ed il gas e verranno qua milioni di immigrati” ed il 28 aprile La Padania titolava con il credo Leghista “bombe uguale più clandestini”.
La Russa garantiva che, d’accordo con gli Alleati, saremmo tornati a “neutralizzare” i radar libici e Frattini notava che “serve intensificare la pressione militare” per poter far partire l’iniziativa politica.
I fatti. Da quel 28 aprile Lampedusa ha visto approdare circa 11mila migranti “spediti” da Gheddafi. Tanti, ma solo 1/5 di quei 50mila “profughi” che, secondo Maroni, avrebbero “invaso” il paese. Una “manciata” rispetto agli 860mila profughi (fonte OIM) già fuggiti dal Rais.
Ora, finite le tornate elettorali, Maroni riscopre che “costa bombardare” e che i profughi costano. I nostri aerei hanno effettuato decine di missioni ogni settimana. Alla Francia la guerra è costata 1 milione al giorno? Per Bossi l’intervento in Libia ci è già costato 1 miliardo. A Maroni non basta che il Cnt di Bengasi voglia collaborare su immigrazione e rimpatri. Bossi è certo che “tutti i clandestini arrivano dalla Libia”.
A quando il “picco” dei prossimi 40mila "profughi"?
Forse Gheddafi è più occupato a prepararsi una via di fuga.
Nel paese del Barbiere e il Lupo in nome della sicurezza si dicono e si fanno cose davvero singolari …
Masquerade >
Enfatizzare il “rigore” di Tremonti può servire solo a smorzare gli “appetiti” della speculazione internazionale. Tremonti è Ministro di Economia e Finanze.
Con la crisi la sua “creatività” ha partorito prima lo “scudo” fiscale, poi il condono delle case “fantasma” e poi le “ganasce” di Equitalia. Sue sono le sentenze del tipo “sono i numeri a dettare la politica” oppure “tenere i conti in ordine non è ragioneria”.
Sua è stata la politica dei tagli “lineari”.
Dal 2008 il nostro Debito pubblico è aumentato di quasi 290 miliardi mentre il tasso di crescita della nostra economia non arriva a metà della media europea. La Borsa sta regredendo ai minimi del 2009.
Ancora nel 2010 l’evasione fiscale è salita dell’11%.
Dopo i 24 mld di tagli decisi nel 2010 vedremo “aggiustamenti” da 3-5 mld e la Bce insiste per un’ulteriore “cura” da 40 mld.
Tremonti chiede di “trovargli 80 miliardi” per fare la “vera” riforma fiscale.
In gioco non c’è solo il riequilibrio del bilancio.
Dove e come trovare le risorse è fare “equità sociale”.
Dove e come tagliare è “dare il passo” all’economia.
Non è più tempo per le ‘performances’ da teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Ultima chiamata >
Nel 2010 il PIL è fermo al 94,7% di quello ante-crisi (2007). Il tasso di crescita non arriva a metà della media europea e la Borsa sta regredendo ai minimi del 2009.
Dal 2008 il nostro Debito pubblico è cresciuto di quasi 290 miliardi.
Dopo i 24 mld di “tagli” decisi nel 2010 vedremo “aggiustamenti” da 3-5 mld l’anno.
Poi, per riequilibrare il bilancio, ci vorrà un’ulteriore cura da 40 miliardi.
Da quasi 7 mesi la cosiddetta “terza gamba” difende alla Camera la “trincea” di una maggioranza “purchessia” che risponde all’appello del “tutto tranne elezioni”.
Il paese non può più “vivacchiare”, ma la soluzione non è tornare alle urne senza una prospettiva credibile.
Serve da subito una “larga convergenza” su alcuni obiettivi prioritari.
Dalla riforma della legge elettorale ad un piano d’azione in grado di gestire le urgenze economiche, rivalutando l’equità sociale.
Un’agenda programmatica da svolgere in tempi brevi.
Il passaggio obbligato di qualsiasi quadro o “percorso” politico improntato a responsabilità.
Più passa il tempo e maggiori saranno i “sacrifici” da caricare sul paese.
La storia insegna che la Febbre del Tribuno non rinuncia mai ai propri interessi fino a …
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