Fare fuori un gruppo di 68 persone usando armi automatiche è questione di pochi minuti. La strage si è svolta in un boschetto e non in un luogo circoscritto (piazza, strada). Se l’omicida spara spostandosi in punti diversi dà l’impressione di non essere il solo ad agire. Contando sull’effetto panico l’attentatore ha avuto anche il tempo di dileguarsi.
Spiattellare certe teorie da assalto alla Bastiglia richiama i tratti di un Dossier Arroganza...
Con il “suo” federalismo leghista Bossi prometteva più soldi in tasca al popolo padano. Con il suo contratto del 2001 Berlusconi prometteva di ridurre le tasse (22 e 33%).
Il federalismo “votato” ha prodotto l’aumento di imposte e addizionali locali e del costo dei servizi sociali. La manovra appena “votata” produrrà tagli alle agevolazioni fiscali delle famiglie, ivi compresa la prima casa.
Berlusconi ripete che stiamo “meglio di altri” e che “gli italiani sono benestanti”. Bossi se la prende con la missione in Libia e con l’adozione dello euro. Intanto inaugura a Monza gli uffici di futura rappresentanza di 3-4 Ministeri.
Fino a quando riusciranno a “distrarre” i cittadini dal presentare il conto? Senza rilanciare la crescita intervenire con tagli e tasse porta a deprimere l’economia ed a ricorrere a nuovi “aggiustamenti” di bilancio.
Direbbero allora i latini, come piace a Tremonti, “simul stabunt, simul cadent” (insieme stanno e insieme cadranno). La storia ci insegna che la Febbre del Tribunonon rinuncia mai ai propri interessi fino a …
Già a fine 2009 Berlusconi affermò che eravamo usciti dalla crisi “meglio di altri”. Ancora oggi il Premier ed i suoi Ministri ripetono che “il paese è ricco” e che la situazione è “meglio di quella di altri paesi”. Dalla disoccupazione al tenore di vita, dall’economia alla tenuta dei conti pubblici.
Eppure 1 giovane su 3 è senza occupazione, la spesa alimentare è calata del 3% in un anno ed il tasso di crescita è metà della media europea. La Borsa è regredita sui valori minimi del 2009 e nei primi 5 mesi del 2011 il Debito pubblico è aumentato di 54 miliardi sfiorando quota 1900.
Ecco allora una manovra blindata per “aggiustare” i conti e pareggiare il bilancio 2014. Fonti autorevoli fanno però osservare che senza la crescita gli “aggiustamenti” non finiranno mai. Un Pil che cresce dell’1% non può “tenere il passo” di inflazione ed interessi in aumento del 3%. Moltiplicare “tagli” ed imposte rischia di deprimere ancor più l’economia.
Secondo Tremonti “non è scritto” che i fondi Europei debbano essere amministrati dalle Regioni. C’è un’enorme quantità, osserva, che non viene spesa. Tremonti suggerisce così una “regia nazionale” e la “concentrazione sulle cose grandi”.
Proprio come per i 6,2 miliardi di fondi Pon, a disposizione congiunta di Tremonti e Gelmini, che sono stanziati dalla UE per la ricerca e lo sviluppo in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Fondi pari al costo annuale dell’intera Università italiana e che farebbero crescere del 60% il Pil di ricerca/sviluppo delle 4 regioni meridionali.
Peccato che, dopo ben 3 anni dall’assegnazione, dei suddetti 6,2 miliardi il duo Ministeriale abbia impegnato meno di 1/5 ed erogato appena il 10%. Peccato che per 5 volte i Commissari UE abbiano bocciato il sistema nazionale di “governo, controllo e monitoraggio”.
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale (art.87). In due parole rappresenta l’Italia e tutti gli italiani. Solo a giornalisti cerebro lesi può sfuggire questa palese verità che rende inconciliabili certe "triviali" mescolanze con la cosiddetta "casta" dei politici. Altro che cattivo giornalismo. Tutto "va bene" quando si vuole "condizionare" quei soggetti affetti da PESCITUDINE che per esistere sguazzano anche nella melma mediatica ...