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Giorgio Zintu

Giorgio Zintu

Oltre trent'anni di lavoro nell'editoria specializzata, dalla redazione alla ricerca e documentazione, alla comunicazione, al marketing e alla formazione. Mi occupo di ambiente, salute e volontariato culturale.
Socio FIMA - Federazione Italiana dei Media Ambientali.
“Voi che siete una nuova generazione guardate ai fatti, leggete, informatevi, non prendete per garantito niente.
Non credete a niente di quel che vi viene raccontato, fatevi la vostra verità, una in cui potete credere ed a cui potrete dedicare la vostra vita. (…)
La verità è una grande cosa forse irraggiungibile, ma fatene la vostra meta nella vita, cercatela la verità, cercate anche quella dentro di voi; chi siete, cosa volete fare qui, che cosa ci siete a fare nel mondo.
Ponetevi questi problemi e la vita diventerà meravigliosa!”

(Tiziano Terzani agli studenti 2002)

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  • Primo articolo giovedì 07 Luglio 2011
  • Moderatore da lunedì 07 Luglio 2011
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Ultimi commenti

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.108) 24 febbraio 2012 13:58
    Giorgio Zintu

    Autorità contro la corruzione o leggi possono fare qualcosa ma non sarei ottimista se il tutto è affidato a una classe politica che dalla fine della guerra ha progressivamente smarrito il significato originale di cosa sia la politica.
    E inoltre servono magistrati che sappiano indagare su questi fenomeni, in crescita anche in territori che sembravano immuni da questo cancro, ma non così semplici da essere tradotti in condanne per gli autori. Ecco perché le uniche speranze sono affidate ai giovani e spero a quella società civile che viene emarginata dall’informazione "ufficiale", spesso relegata al ruolo di comparsa. La crisi economica accelera i processi di penetrazione della corruzione e della criminalità negli appalti e ovunque ci sia da fare scambi, posti, voti etc..

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.108) 24 febbraio 2012 10:11
    Giorgio Zintu

    Un giornalista che "giudica" un altro giornalista non è esattamente il miglior giudice, ammesso che si debba fare il giudice necessariamente. Questo per un semplice motivo: sono i lettori o, come in questo caso, le parti "in causa" o anche l’editore che hanno diritto di adire alle vie legali, sempre che la giustizia rappresenti il luogo dove vengono sanciti i diritti eventualmente lesi.
    Il resto sono solo opinioni, se è intelligente un’inchiesta, se è inutile una domanda. Certo ognuno farebbe in modo diverso qualcosa rispetto a un altro ma, nell’informazione, mettere limiti o paletti è molto più pericoloso che non metterli. E’ infatti comprensibile che chiunque debba dire qualcosa su qualcuno o confrontare mezzi o prestazioni, si trovi in una posizione in cui è meglio non rischiare nulla. e non dire nulla. Con il risultato che le informazioni che pervengono ai cittadini risultano addomesticate, non offendono nessuno, tutto va bene.
    Non credo che sia quello che noi vogliamo, anzi. 

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.212) 15 febbraio 2012 12:11
    Giorgio Zintu

    Rendere caro il lavoro "temporaneo" era presente sin dall’istituzione di questa forma di lavoro insieme ad alcune limitazioni, ad esempio per alcuni settori produttivi e dei servizi o per periodi limitati. Invece poi tutte le maglie si sono allargate ed è passato di tutto,come vediamo accadere.
    Molti ignorano che neanche gli Ordini professionali tutelano i professionisti. Ci sono Cliniche veterinarie che ogni mese assumono in prova un veterinario giovane, lo fanno lavorare gratis anche di notte e alla fine del periodo lo cambiano con un altro disgraziato. E quelli che rimangono lavorano a 3-4 euro l’ora. E questi giovani devono pagare poco meno di 2 mila euro di ente obbligatorio previdenziale. Ma che paese è mai questo?

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.212) 15 febbraio 2012 11:01
    Giorgio Zintu

    Alla redazione di Agoravox ho segnalato il fatto che è saltata la premessa all’articolo, senza la quale non si capisce la parte immediatamente successiva.
    "Uno spettro si aggira per l’Italia, la disoccupazione, in particolare quella giovanile, che ha raggiunto il 30%. Stando a giornali e televisione, sembra che la causa sia l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La cura, sbrigativa, richiederebbe quindi la sua abolizione, accompagnata anche da contratti “più flessibili”. Ma è altrettanto semplice sostenere come questi contratti non otterrebbero altro che il perdurare di quelle forme di occupazione precaria e discontinua che poco hanno a che vedere con la “dignità” del Lavoro, con la L maiuscola."

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.6) 20 gennaio 2012 18:31
    Giorgio Zintu

    Ci sono almeno tre problemi emergenti:
    - il primo è legislativo, quindi della classe politica o dirigente che ha ammesso, contro ogni logica, come rinnovabile quasi tutto quello che si può bruciare, a prescindere dagli effetti prodotti;
    - il secondo è relativo allo scarso interesse della collettività su questri temi;
    - il terzo, legato al precedente, è culturale, un ritardo sconsiderato nell’affronatre il problema dei rifiuti, la raccolta differenziata, l’uso di costosi imballaggi, etc..
    Tutto porterebbe a ridimensionare l’area dello spreco, ma faremo in tempo?


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