Napoletana, 60 anni, laureata in Materie Letterarie, ha insegnato Italiano e Storia negli Istituti Scolastici Superiori. Giornalista pubblicista è collaboratrice di Quaderni Radicali e di Nuova Agenzia Radicale, di cui cura la rubrica Eventi & Dintorni. E’ coordinatrice dell’Associazione per l’aborto farmacologico.
Comunque l’Islanda ha utilizzato il "potere dei debitori". Keynes scrisse nel 1919 la famosa opera critica nei confronti delle
riparazioni imposte alla Germania, in una situazione quindi di grande deficit
da parte degli Stati: chi ha il potere non sono i creditori, ma sono i debitori
e quindi il debitore dovrebbe usarlo questo potere. A tal proposito il Dubai
(Emirati Arabi Uniti) nel 2009 si è trovato in una situazione di insolvibilità
ed ha chiesto aiuto ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti). Quest’ultimo che aveva
disapprovato la politica perseguita dal Dubai, ciò nonostante ha garantito quel
debito, si è andati alla rinegoziazione del debito ed alla fine il Dubai ha
pagato una percentuale sostenibile (tra il 50 e il 60% del debito) e non è
successo assolutamente nulla, nessun default ed anzi l’economia poi ha ripreso
a crescere, nonostante la contrazione del 2008. Allora i paesi deficitari (Portogallo,
Italia, Grecia, Spagna -PIGS-) avrebbero dovuto organizzare un fronte comune e
presentare un programma di crescita e di espansione dell’economia, pretendendo
di avere quell’aiuto che una vera organizzazione, come l’Europa unita, avrebbe
dovuto dare a questi paesi, invece si è scelto di negoziare singolarmente con i
paesi ricchi ed è una via d’uscita che chiaramente non funziona. Insomma la
metafora della cicala e della formica (di stampo rigorista e protestante)
finisce per annientare i debitori e quindi risulta unicamente punitiva. Invece
la metafora keynesiana della forza dei debitori si rivela riconciliativa e
recupera alla possibile crescita i debitori (sottraendoli dall’eventuale
annientamento)! L’insolvenza (totale o parziale) è disonorevole e però è da
preferire al suicidio o comunque all’agonia (e la Grecia per non aver ricevuto
nel 2010 i richiesti 9 miliardi di euro in aiuto -un’inezia rispetto ai
cospicui PIL dei Paesi benestanti- sta tracollando)! Leggere tra l’altro Il mancato uso
del potere dei debitori e la moneta-debito e Tornare alla
moneta sovrana e spendere finalmente per i cittadini
Finalmente si sta sviluppando il dibattito
ed il confronto sulla sovranità monetaria! A tal proposito da
venerdì 11 novembre 2011 è possibile firmare on line al link http://www.petizionepubblica.it/?pi=MM1951 la Petizione sulla “Sovranità monetaria allo
Stato italiano!” (indirizzata al Presidente della Repubblica, ai Senatori ed ai
Deputati), il cui testo è: "Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità
d’Italia (1861-2011) richiedo che lo Stato italiano acquisisca la sovranità
monetaria e che vi adoperiate in tal senso!". Se centinaia, migliaia di
cittadini vorranno inviare tale richiesta si contribuirà a smuovere (in maniera
civica e nonviolenta) la classe politico-istituzionale italiana al fine di
realizzare la dovuta sovranità monetaria dello Stato italiano, eliminando così
la principale causa della formazione del debito pubblico, determinata
dall’emissione delle banconote da parte del sistema bancario (pur costituendo una
potestà dello Stato!). La mancanza di sovranità monetaria è uno dei fattori
portanti della formazione del debito pubblico (lo Stato che ha delegato al
sistema bancario privato l’emissione delle banconote e così si indebita innescando
la spirale perversa degli interessi!). Una possibile soluzione “radicale” (nel
senso che vada alla radice del problema) alla crisi mondiale è la sovranità
monetaria di ogni Stato. Gli USA potrebbero cominciare a farlo (ed Obama
passerebbe alla storia), laddove Abraham Lincoln, John F. Kennedy (che aveva
già iniziato a stampare Buoni Poliennali dello Stato direttamente, cioè senza
passare attraverso la Federal Reserve) e Robert Kennedy non ci sono riusciti e
perciò sono stati definiti "caduti per la moneta", in quanto tutti e
tre assassinati. Nell’Unione Europea siccome c’è l’euro, si acquisisca allora
la sovranità monetaria come “Stati Uniti d’Europa” (realizzando finalmente un
progetto politico e non solo un artificio monetario), sottraendo alla Banca
Centrale Europea (BCE) il ruolo politico che ha, in quanto emettitrice delle
banconote (laddove le
monete metalliche vengono già emesse da ogni singolo Stato). Del resto lo
stesso ex ministro Giulio Tremonti,
intervistato al TG1 il 6 marzo 2009, disse tra l’altro: “(…) la causa
principale della formazione del debito pubblico è che gli Stati hanno ceduto la
sovranità monetaria (…)”. Anche
l’articolo redazionale “Sovranità
monetaria, debito pubblico e crisi economica”, pubblicato su Il
Giornale del 11 dicembre 2009 così tra l’altro affermava: “Tuttavia queste
informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno
specifico divieto, una specie di congiura del silenzio.
È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla
segretezza, ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la
segretezza aggiunga alle notizie.Probabilmente si tratta del timore per
le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici
politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla
come dei caduti per la moneta.
Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi,
infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo
aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio”.
Infine il Giappone, nonostante un debito pubblico superiore al 200 per cento,
sta meglio di altri paesi, perché gode della sovranità monetaria e può stampare
moneta e svalutarla! Basta, dunque, con la banconota-debito, come ha ben illustrato l’autore dell’articolo!
Per approfondire il tema di come viene creata la moneta,
del ruolo e della funzione delle banche, della mancata sovranità monetaria
dello Stato e delle relative conseguenze si può cliccare il link http://www.youtube.com/watch?v=oEfMR3zK4HY&feature=player_embedded
e riflettere anche su quantoThomas
Jeffersonaveva scritto
aJohn Madisonnel 1816:
"Se mai il popolo americano permetterà alle banche private di gestire l’emissione
della sua moneta, allora, alternando inflazione e deflazione,le banche e le società finanziarie
spoglierannoil popolo di ogni proprietà, finché i suoi figli si sveglieranno
senza un tetto nel continente che i loro padri conquistarono. Credo cheleistituzioni bancariesiano più pericolose per la nostra libertà
che eserciti in armi... il potere
di emissione dovrebbe essere tolto alle banche e restituito allo Stato a cui
esso propriamente appartiene.”. Inoltre lo stesso ex ministro Giulio
Tremonti, intervistato al TG1 il 6 marzo 2009, disse tra l’altro:
“(…) la causa principale della formazione del debito pubblico è che gli Stati
hanno ceduto la sovranità monetaria (…)”. Anche l’articolo redazionale “Sovranità
monetaria, debito pubblico e crisi economica”, pubblicato su Il
Giornale del 11 dicembre 2009 così tra l’altro affermava: “Tuttavia queste
informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno
specifico divieto, una specie di congiura del silenzio.
È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla
segretezza, ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la
segretezza aggiunga alle notizie.Probabilmente si tratta del timore per
le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici
politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si
parla come dei caduti per la moneta. Abraham Lincoln, John
F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento
causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che
autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio”.Allora perché liquidare temi importanti con
termini svalutativi e gergali?
Per approfondire il tema di come viene creata la moneta,
del ruolo e della funzione delle banche, della mancata sovranità monetaria
dello Stato e delle relative conseguenze si può cliccare il link http://www.youtube.com/watch?v=oEfMR3zK4HY&feature=player_embedded
e riflettere anche su quantoThomas
Jeffersonaveva scritto
aJohn Madisonnel 1816:
"Se mai il popolo americano permetterà alle banche private di gestire l’emissione
della sua moneta, allora, alternando inflazione e deflazione,le banche e le società finanziarie
spoglierannoil popolo di ogni proprietà, finché i suoi figli si sveglieranno
senza un tetto nel continente che i loro padri conquistarono. Credo cheleistituzioni bancariesiano più pericolose per la nostra libertà
che eserciti in armi... il potere
di emissione dovrebbe essere tolto alle banche e restituito allo Stato a cui
esso propriamente appartiene.”. Inoltre lo stesso ex ministro Giulio
Tremonti, intervistato al TG1 il 6 marzo 2009, disse tra l’altro:
“(…) la causa principale della formazione del debito pubblico è che gli Stati
hanno ceduto la sovranità monetaria (…)”. Anche l’articolo redazionale “Sovranità
monetaria, debito pubblico e crisi economica”, pubblicato su Il
Giornale del 11 dicembre 2009 così tra l’altro affermava: “Tuttavia queste
informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno
specifico divieto, una specie di congiura del silenzio.
È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla
segretezza, ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la
segretezza aggiunga alle notizie.Probabilmente si tratta del timore per
le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici
politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si
parla come dei caduti per la moneta. Abraham Lincoln, John
F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento
causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che
autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio”.Allora perché liquidare temi importanti con
termini svalutativi e gergali?
Metto al corrente delle
informazioni richieste: “ (…) D.L. n. 70\13.7.2011 (“decreto sviluppo”), art.
8, secondo cui l’usura, che prima scattava quando il tasso medio veniva
superato del 50%, scatta ora quando viene superato di 8 punti, o anche del 25% + 4 punti. Due criteri il
secondo dei quali è in realtà ’fumogeno’ (serve a confondere), perché è un po’ più vantaggioso per i cittadini
solo con tassi molto alti, tipo 20%, come quelli dei crediti
al consumo. Ma per fare invece l’esempio che interessa il maggior numero di italiani,
nei mutui a tasso variabile, ora in media del 2,79%, prima, per verificarsi
l’usura, la banca doveva praticare il 4,18%, mentre ora il 10,79%. Anche se,
secondo la Banca d’Italia (un’illecita azienda privata di proprietà di quelle
stesse banche che finge di controllare), andrebbe applicato il criterio del 25%
+ 4 punti, per cui l’usura sui mutui inizierebbe “solo” dal 7,48%, contro il
4,18% di prima. Una posizione questa anch’essa rivolta a confondere, nel senso
che Banca d’Italia ha per il momento
indicato il criterio del 25% + 4 punti sapendo però che, di fatto, in sede penale, ove occorra, le banche
hanno sempre la possibilità di difendersi
invocando il criterio del +8%. Un
innalzamento che, ora che la barriera del “tasso soglia” è stata comunque
elevata, innescherà un aumento strisciante del costo del denaro,
e che serve inoltre alle banche per evitare le condanne per usura, da ultimo
sempre più frequenti. (…) La L. n. 10, art. 2, comma 61, del 26.2.11, con cui,
in contrasto frontale con decenni di giurisprudenza anche delle Sezioni Unite
della Cassazione, si è stabilito che la
prescrizione decennale nelle cause contro le banche, che decorreva dalla chiusura
del conto corrente, ora decorra dall’annotazione dell’operazione. Significa
che, ad esempio, in relazione a un conto durato venti anni e chiuso nove anni
fa potevi recuperare tutto, mentre ora puoi recuperare solo un anno, ovvero
solo le somme di cui la banca si è indebitamente appropriata tra oggi e dieci anni
fa (fonte: http://www.marra.it).”. Infine
segnalo che da venerdì 11 novembre 2011 è
possibile firmare on line al linkhttp://www.petizionepubblica.it/?pi=MM1951la Petizione “Sovranità
monetaria allo Stato italiano!” (indirizzata al Presidente della Repubblica, ai Senatori ed
ai Deputati), il
cui testo è:"Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia
(1861-2011) richiedo che lo Stato italiano acquisisca la sovranità monetaria e
che vi adoperiate in tal senso!". Se centinaia,
migliaia di cittadini vorranno inviare tale richiesta si contribuirà a smuovere
(in maniera civica e nonviolenta) la classe politico-istituzionale italiana al
fine di realizzare la dovuta sovranità monetaria dello Stato italiano,
eliminando così la principale causa della formazione del debito pubblico,
determinata dall’emissione delle banconote da parte del sistema
bancario (pur costituendo una potestà dello Stato!). Viene
ignorato e poco dibattito il tema della sovranità monetaria, che pure è
fondamentale per comprendere uno dei fattori portanti della formazione del
debito pubblico (lo Stato che ha delegato al sistema bancario privato
l’emissione delle banconote, indebitandosi!). Una possibile soluzione
“radicale” (nel senso che vada alla radice del problema) alla crisi è la
sovranità monetaria di ogni Stato. Gli USA potrebbero cominciare a farlo (ed
Obama passerebbe alla storia), là dove Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert
Kennedy ("caduti per la moneta") non ci sono riusciti. Nell’Unione
Europea siccome c’è
l’euro, si acquisisca allora la sovranità monetaria come “Stati Uniti d’Europa”
(realizzando finalmente un progetto politico e non solo un artificio
monetario), sottraendo alla Banca Centrale Europea (BCE) il ruolo politico che
ha in quanto emettitrice delle banconote. Infatti il Giappone,
nonostante un debito pubblico superiore al 200 per cento, sta meglio di altri
paesi, perché gode della sovranità monetaria e può stampare moneta e
svalutarla!