Il problema da lei accennato mi sembra interessante. Come competere con i paesi emergenti?
Credo che quasi tutti oggi pensino che il trattato che ha istituito la World Trade Organization abbia svantaggiato oltre ogni previsione l’industria dei paesi occidentali.
Non posso prevedere il futuro (mi auguro che sia roseo), ma oggi, l’unica strada che hanno i vecchi paesi industriali per competere con quelli in via di sviluppo, è la revisione di quel trattato. Attualmente i prodotti di lusso, o di alta tecnologia, non sono sufficienti a garantire un buon livello occupazionale. Nemmeno il settore dei servizi ad alta specificità lo è.
La crescita che si prevede nei prossimi anni (zero virgola) non sarà abbastanza per riassorbire la disoccupazione prodotta in questi anni.
trovo molto interessante questa discussione che si è aperta tra me (presunto difensore dell’austerity) e voi keynesiani (giusto?). Trovo anche molto verosimili alcune sue affermazioni, tra cui il fatto che per far ripartire l’economia siano necessario incrementare la spesa pubblica (sotto varie forme). Io penso che, al momento, quelle risorse semplicemente manchino, e costerebbe troppo chiederle in prestito ai mercati sotto forma di nuova emissione di debito pubblico. Oltretutto, finanziare le spese correnti degli italiani con dei finanziamenti nel lungo periodo sarebbe oltremodo dannoso.
L’idea di tornare alla lira non mi sembra praticabile, ma io non sono un economista.
L’unica strada praticabile sarebbe, forse, aggredire l’evasione fiscale (il famoso discorso del paghiamo tutti, paghiamo meno), ma una strada difficile e impopolare.
Per il resto il mio articolo si è solo occupato di come attribuire il debito pubblico ai vari governi della Repubblica.
Il tasso d’interesse è stabilito dalla banca centrale in
funzione della liquidità di cui il mercato ha bisogno. Ma questo è esattamente
quello che fa la BCE e che facevano le banche nazionali prima dell’euro. Il
problema nasce dal fatto che paesi come l’Italia e la Germania hanno, da
sempre, avuto politiche monetarie opposte. Il Sistema Monetario Europeo, il
trattato di Maastrich e la moneta unica, sono accordi volti a uniformare tali
politiche a livello europeo. L’Italia ha sempre aderito a questi trattati,
salvo poi non adottare le misure economiche necessarie alla sostenibilità di
essi.
Sono d’accordo con lei che per fare crescere l’economia lo
stato deve spendere, ma deve avere anche le risorse per poterlo fare. Oggi l’austerity
non è una scelta, è un dato di fatto. Io contesto le decisioni, irresponsabili,
dei governi precedenti, che hanno prodotto il dissesto.
Se a livello europeo ci si mettesse d’accordo per far stampare
moneta alla BCE (da usare solo per gli investimenti) sarei perfettamente d’accordo,
ma prima bisognerà convincere i tedeschi, e tutti gli altri, che questa volta
rispetteremo gli impegni. L’alternativa è il ritorno alla lira (ma ci
conviene?).