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Truman Burbank

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  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 28 marzo 2011 18:36
    Truman Burbank

    I primi 5 punti spiegano come rimediare (nelle idee dell’autore) al progressivo esaurimento dell’uranio, che quindi viene dato in esaurimento.
    Poi, come se non bastasse, si tira fuori il torio, magnificando le sue magnifiche proprietà.
    Evidentemente chi ha scritto l’articolo è schierato a priori a favore del nucleare, in modo così sfegatato da non rendersi conto che si contraddice ripetutamente da solo.

    Riguardo ai travolgenti progressi della tecnologia vorrei ricordare il mitico Internet Explorer di Microsoft, che in almeno 9 versioni ha avuto continui aggiornamenti, solitamente dovuti a problemi di sicurezza. Eppure gli allarmi di sicurezza su MS IE nel corso del tempo sono aumentati. Se prima bisognava ogni tanto aggiornare il sw, adesso bisogna scaricare gli aggiornamenti ogni giorno.

    Va ricordato che il software (i programmi dei computer) è una parte essenziale della sicurezza delle centrali nucleari. Eppure il sw più diffuso al mondo è sempre meno sicuro. Alla faccia delle generazioni tecnologiche.

    La lezione potrebbe essere che tutto ciò che è basato sul profitto è intrinsecamente insicuro, sia esso software o impianti nucleari.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.228) 25 marzo 2011 20:53
    Truman Burbank

    Avevo ben chiarito che a chi è fornito di logica ferrea potevo fornire poche certezze.
    Però pacifismo, pace e morale non mi sembrano temi che ho trattato. Anzi mi sembra che il moralismo sia proprio nel volere aiutare ad ogni costo i "rivoltosi".

    Qui il discorso sarebbe chiuso.

    Una nota vorrei solo fare sul conflitto. Ho a volte la sensazione che il conflitto, nella forma di rivoluzione o guerra dia una sensazione di realtà. Mi sembra di vedere esaltazione delle rivolta come se la rivolta fosse più reale della vita quotidiana. Come se normalmente ci cibassimo di recite e rituali, dei quali percepiamo un vuoto concettuale. E quando arriva il conflitto termina la recita e si scende in campo per decidere la propria vita. Sicuramente il conflitto fa male ma a volte decide qualcosa. E questa percezione che il mondo sta cambiando, che stanno avvenendo fenomeni epocali, entusiasma le persone. Ma non sempre l’entusiasmo è giustificato.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.228) 24 marzo 2011 23:53
    Truman Burbank

    C’è un punto opinabile nell’articolo principale:
    "L’Italia non sarà mai energeticamente sufficiente".
    Non è detto.
    Supponiamo di passare al nucleare, che le centrali nucleari esplodano in modo peggiore di Chernobyl e provochino trenta milioni di morti. Se si dimezza la popolazione italiana e comprendiamo che ci vuole uno stile di vita diverso, forse arriveremo all’auto sufifcienza energetica basata sul solare.
    Mi direte che l’ipotesi è apocalittica, non realistica. Non lo so quanto è irrealistica, se confrontiamo quanta gente è morta nel terremoto dell’Aquila, e quanta ne sarebbe morta in Giappone con lo stesso terremoto.
    E comunque quando si tratta di fare scelte di fondo è bene considerare anche gli scenari apocalittici.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.228) 24 marzo 2011 23:36
    Truman Burbank

    La ferrea logica dell’imbecille
    Molti discorsi qui sopra sono basati su una logica ferrea:
    - E’ risaputo che Gheddafi è un criminale, lo dicono tutti i mass media
    - qualunque persona che abbia un po’ di umanità è interessata a che terminino i crimini di Gheddafi contro la sua popolazione
    - per fortuna l’ONU, prestigiosa istituzione internazionale si è pronunciata in modo deciso
    - l’unico modo di fermare Gheddafi sono le maniere forti.
    - insomma l’intervento armato (che qualcuno chiama guerra) è l’unica soluzione.

    *************
    Ecco, il problema è che alla ferrea logica qua sopra posso solo contrapporre delle osservazioni particolari relative a fatti specifici, che potrebbero non essere generalizzabili.
    1) Petrolio: sembra che tutte le ultime guerre scoppino in paesi dove c’è petrolio o dove devono passare oleodotti / metanodotti (pipelines in inglese)
    2) mi pare che tutte le guerre alla fine dei conti abbiano massacrato la povera gente ed arricchito i furfanti, non è che sta succedendo di nuovo?
    3) Danilo Zolo, che di diritto internazionale ne sa più di me, dice che la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU è in contrasto esplicito con i principi dellì’ONU
    4) Le truppe speciali inglesi (SAS) stavano in Libia da fine febbraio, pronte a sabotare le difese contraeree dopo la risoluzione ONU. Presumibilmente leggevano il futuro. Oppure stavano lì in base ad un piano che includeva la risoluzione ONU.
    5) Gheddafi aveva accettato la no-fly zone ed aveva chiuso lo spazio aereo libico, chiedendo l’invio di osservatori. Era così difficile inviare gli osservatori? Perchè tanta fretta di bombardare?

    Ecco, queste domande tutte assieme potrebbero forse fornire la base per un quadro d’assieme. Ma non potrei fornire certezze. Diciamo però che ho seri dubbi su quello che dicono i giornali e la TV.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 24 marzo 2011 12:22
    Truman Burbank

    @Nicotra
    Io in Libia vedo tre regioni e i cosiddetti "ribelli" sono in quella che ha più giacimenti petroliferi. Lascio ai lettori le valutazioni e le somme del caso.

    Sugli imbecilli fornisco un riferimento.
    "Solo gli imbecilli non hanno dubbi";
     "Ne sei sicuro?";
    "Non ho alcun dubbio!"
    (da Il dubbio, di Luciano De Crescenzo).

    Conviene chiarire. Se qualcuno è convinto che i rivoltosi sono rivoltosi e non possono essere altro, egli manifesta una certezza, anzi un’identità che non può essere messa in discussione. Comportamento questo da perfetto imbecille.
    Ma io di quanto sopra non posso essere sicuro, altrimenti ricadrei anch’io nella categoria degli imbecilli. Diciamo però che può essere sensato considerarla un’utile ipotesi di partenza.

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