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Truman Burbank

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  • Di Truman Burbank (---.---.---.122) 2 aprile 2011 00:44
    Truman Burbank

    C’è un errore concettuale di Sartori che viene ripreso pari pari dall’articolista, ed è l’idea balzana che esistano una realtà vera ed una realtà virtuale meno vera. Come se la tv per la prima volta creasse mondi nuovi tramite la tecnica. Eppure il cannocchiale di Galileo ha secoli di vita, tutti quanti usiamo con una certa frequenza occhiali per vedere (per vedere meglio?) e stiamo tutto il tempo separati dal contatto con la terra tramite le nostre scarpe.
    Per Sartori e Miccolis la tecnica delle scarpe non altera la nostra visione del mondo mentre la tecnica della TV crea mondi immaginari. (Ma poi i mondi immaginari non esistevano già nei libri e prima ancora nei racconti a tradizione orale come l’Iliade?).
    A me appare che non esistono realtà virtuali che siano intrinsecamente diverse dalle realtà oggettive, né tanto meno la percezione del mondo tramite la tenica è una novità recente. Come minimo le cose sono più complesse di come le raccontano.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.122) 2 aprile 2011 00:25
    Truman Burbank

    Sarebbe facile notare che l’articolo (si fa per dire) di Nencioli è lunghissimo, inconcludente e pieno di aria fritta.
    Sarebbe facile notare che esso è dichiaratamente riferito al mondo del PD, il vuoto pneumatico trasformato in partito politico.
    Sarebbe facile notare la strana equazione progresso = aumento illimitato dei consumi.
    Sarebbe facile notare che nel "pensiero" del redattore l’unica via percorribile è tale crescita infinita, senza alternative.

    Però vale invece la pena di aiutarlo. Il pianeta Terra appare colpito da una malattia devastante, che si espande come un crancro maligno, tutto distruggendo. Questo cancro del pianeta è l’uomo, che si avvia rapidamente a distruggere non solo se stesso ma il pianeta intero. Eppure questo cancro può essere curato. Se diamo via libera ai sostenitori del nucleare forse l’uomo si distruggerà da solo. Le catastrofi nucleari sono sempre più violente, Three mile island, Chernobyl, Fukushima. Già Fukushima, che ormai ha superato Chernobyl, darà una sfoltita a questo cancro. Con un po’ di foruna il prossimo incidente sarà quello buono e spazzerà via, almeno in buona parte, questo crancro. E il pianeta Terra avrà una possibilità. In quanto all’uomo, forse è meglio che non ne abbia di ulteriori possibilità e faccia la fine dei lemming. Almeno se la razza umana considera ragionamento un discorso come quello qua sopra è meglio che si estingua.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 28 marzo 2011 18:36
    Truman Burbank

    I primi 5 punti spiegano come rimediare (nelle idee dell’autore) al progressivo esaurimento dell’uranio, che quindi viene dato in esaurimento.
    Poi, come se non bastasse, si tira fuori il torio, magnificando le sue magnifiche proprietà.
    Evidentemente chi ha scritto l’articolo è schierato a priori a favore del nucleare, in modo così sfegatato da non rendersi conto che si contraddice ripetutamente da solo.

    Riguardo ai travolgenti progressi della tecnologia vorrei ricordare il mitico Internet Explorer di Microsoft, che in almeno 9 versioni ha avuto continui aggiornamenti, solitamente dovuti a problemi di sicurezza. Eppure gli allarmi di sicurezza su MS IE nel corso del tempo sono aumentati. Se prima bisognava ogni tanto aggiornare il sw, adesso bisogna scaricare gli aggiornamenti ogni giorno.

    Va ricordato che il software (i programmi dei computer) è una parte essenziale della sicurezza delle centrali nucleari. Eppure il sw più diffuso al mondo è sempre meno sicuro. Alla faccia delle generazioni tecnologiche.

    La lezione potrebbe essere che tutto ciò che è basato sul profitto è intrinsecamente insicuro, sia esso software o impianti nucleari.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.228) 25 marzo 2011 20:53
    Truman Burbank

    Avevo ben chiarito che a chi è fornito di logica ferrea potevo fornire poche certezze.
    Però pacifismo, pace e morale non mi sembrano temi che ho trattato. Anzi mi sembra che il moralismo sia proprio nel volere aiutare ad ogni costo i "rivoltosi".

    Qui il discorso sarebbe chiuso.

    Una nota vorrei solo fare sul conflitto. Ho a volte la sensazione che il conflitto, nella forma di rivoluzione o guerra dia una sensazione di realtà. Mi sembra di vedere esaltazione delle rivolta come se la rivolta fosse più reale della vita quotidiana. Come se normalmente ci cibassimo di recite e rituali, dei quali percepiamo un vuoto concettuale. E quando arriva il conflitto termina la recita e si scende in campo per decidere la propria vita. Sicuramente il conflitto fa male ma a volte decide qualcosa. E questa percezione che il mondo sta cambiando, che stanno avvenendo fenomeni epocali, entusiasma le persone. Ma non sempre l’entusiasmo è giustificato.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.228) 24 marzo 2011 23:53
    Truman Burbank

    C’è un punto opinabile nell’articolo principale:
    "L’Italia non sarà mai energeticamente sufficiente".
    Non è detto.
    Supponiamo di passare al nucleare, che le centrali nucleari esplodano in modo peggiore di Chernobyl e provochino trenta milioni di morti. Se si dimezza la popolazione italiana e comprendiamo che ci vuole uno stile di vita diverso, forse arriveremo all’auto sufifcienza energetica basata sul solare.
    Mi direte che l’ipotesi è apocalittica, non realistica. Non lo so quanto è irrealistica, se confrontiamo quanta gente è morta nel terremoto dell’Aquila, e quanta ne sarebbe morta in Giappone con lo stesso terremoto.
    E comunque quando si tratta di fare scelte di fondo è bene considerare anche gli scenari apocalittici.

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