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Truman Burbank

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  • Primo articolo venerdì 11 Novembre 2012
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Ultimi commenti

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 15 novembre 2011 18:02
    Truman Burbank

    Il PD è il vuoto pneumatico fatto partito. C’è poco da spiegare, visto che non esiste niente dietro il simbolo del partito. O meglio, c’è solo un comitato d’affari che si vende al miglior offerente.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 15 novembre 2011 17:59
    Truman Burbank

    Goldman Sachs ha mandato il suo sgagnozzo per il recupero crediti. Crediti estorti a forza agli italiani con manovre truffaldine. E così continuerà il sacco dell’Italia da parte delle banche, fino alla devastazione totale.
    Nel nome di goldman Sachs.
    Finchè ci saranno ingenui o finti ingenui che crederanno alle balle degli strozzini non abbiamo speranza.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.133) 14 novembre 2011 23:35
    Truman Burbank

    Bah, negli accordi di Yalta l’Italia era assegnata all’occidente, e Stalin e successori hanno sempre rispettato gli accordi.
    Con tutto il rispetto per la DC, che più tempo passa e più apprezzo, il pericolo comunista in Italia non c’è mai stato. La cartina di tornasole fu il sequestro Moro, gestito dalla CIA, che fu accettato dal PCI facendo finta che fossero le BR. L’URSS aveva fatto sapere di stare zitti e buoni. E la sinistrà subì passivamente una sconfitta epocale.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.133) 14 novembre 2011 23:24
    Truman Burbank

    Le vie d’uscita sarebbero parecchie, il problema reale è che quasi tutte le istituzioni lavorano contro l’Italia. Esemplare in questo senso Attila Napolitano, che ha calpestato tutte le regole della Costituzione, designando il nuovo premier prima ancora che la crisi fosse formalmente aperta.

    Una via d’uscita banale sarebbe un accordo con Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda per l’uscita immediata dall’euro ed il contemporaneo passaggio ad un euro dei maiali.

    In alternativa ognuno degli stati ritorna alla valuta nazionale, ma tali valute vengono concordate come accettabili in tutti gli stati maiali. L’FMI non serve più. La BCE non serve più. Con accordi del genere si potrebbe tranquillamente rinegoziare il vecchio debito con le banche: tutti i debiti verranno onorati, con tasso d’interesse dello 0,1 % all’anno, imposto dai debitori. Prendere o accettare il default.

    Ma sarebbe sufficiente far balenare la concreta realizzabilità di questa prospettiva per convincere la BCE a finanziare i debiti nazionali allo stesso tasso, 0,1% all’anno.

    Certo servirebbe un premier, non un commissario liquidatore mandato dalle banche.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.133) 14 novembre 2011 23:07
    Truman Burbank

    Nel nome di Goldman Sachs
    Il Giornale non può parlare, deve dire cose inessenziali, ma forse si può qui dire che Monti è l’addetto alla riscossione crediti di Golman Sachs, quello che nei film è il gorilla, il picchiatore che si occupa di convincere il debitore a pagare ad ogni costo.
    Certo, nella società finanziarizzata di oggi il fisico del ruolo cambia, così l’addetto alla riscossione crediti inviato dagli strozzini sembra un bravo omino.
    Ma il suo mandato è completare il sacco dell’Italia. Niente deve restare agli italiani.
    Nel nome di Goldman Sachs lo sterminio è assicurato.

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