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Tiro al "piccione radicale"

La cosa se non fosse demenziale sarebbe davvero una gran comica. Franceschini prima e Bersani poi l’hanno detto chiaro. Più chiaro ancora Roberto Giachetti, deputato PD, su Agoravox: i Radicali non sono stati determinanti, né nella votazione sulla fiducia al governo né sul raggiungimento del quorum.

Ma quella brava donna della Rosy Bindi non ha sentito ragioni e si è messa ad inveire (così dicono le cronache) con imprecazioni a soggetto coprolalico. E il can can dei soliti commentatori da demenzial-web si sono scatenati fin dalla mattina, lapidando i cinque parlamentari sulla pubblica piazza virtuale per aver “salvato Berlusconi” e il suo governo che, a sentir loro, era in procinto di crollare miseramente sotto i colpi dell’assenteismo di sinistra (e un pò anche di destra), nemmeno fosse il governo di un paese normale.

La ridda di voci contrastanti sul quorum ha reso ancora più confuse le menti già offuscate dalla noiosa prassi parlamentare della chiama. L’Ufficio della Camera verso l’una aveva indicato una soglia a 265 o giù di lì, ma poi – non si sa bene secondo quali calcoli – si sarebbe arrivati a quota 315.

Gli accusatori puntano il dito contro i cinque disgraziati accusati di essere entrati in aula – disubbidendo ai diktat della presidenza PD (ma qualcuno poi ci dirà per quale motivo qualcuno lì dentro dà disposizioni anziché discutere e convincere ed altri devono ubbidire come soldatini: non è quello che si rinfaccia sempre ai peones berlusconiani ?) – prima che la soglia di validazione del voto fosse stata raggiunta dalla maggioranza.

Ma, dice Giachetti che era lì, i giochi si erano già chiusi quando prima dei Radicali, ha votato l'incerto Milo del PDL. A quel punto "a tutti coloro che conoscevano la situazione è stato chiaro che la partita era chiusa".

L’accusa parla di "effetto traino" per cui il quorum sarebbe stato raggiunto perché i 17 filogovernativi si sarebbero fatti trainare, trascinare, coinvolgere, dal turbinio radicale che entrava.

Io credo di non aver mai sentito – e non sono più così giovane – delle stupidaggini così travolgenti (queste sì che fanno un discreto effetto traino).

Un governo come quello di Berlusconi è pieno di plurinquisiti, di pluricondannati, di amici e di amici degli amici, di malpancisti che stanno sempre con un piedino di qua e uno di là per strappare al paperone di turno quanto più gli riesce e con un tot di (decisivi) saltapicchi di provenienza PD e IDV (tanto per dirsele tutte); gente con l’etica di un coccodrillo insomma, si sarebbe fatta trainare dalla decisione di votare dei cinque individui più sfigati (senza offesa) dell’universo politico mondiale.

E se anche non fosse stato raggiunto il quorum qualcuno pensa davvero che il governo sarebbe caduto per questo? Ma via! I 316 voti a favore ci sono stati oggi e ci sarebbero stati anche domani in caso di nuova votazione. Il governo cadrà quando la vecchia corazzata democristiana avrà messo a punto la rotta, imbarcato l'equipaggio, scaldati i motori e mollati gli ormeggi, altro che gli infidi radicali.

Per giorni ci hanno raccontato tutte queste panzane e un sacco di gente li ha presi sul serio andando subito a rivangare i voltagabbana storici che dalle file pannelliane sono passati al nemico. Le Roccella, i Quagliarello, i Vito, i Pera e i Capezzone, i Taradash e i Della Vedova tanto per ricordare i più noti. 

Scordandosi che sugli scranni del centrodestra siedono ben più numerosi gli ex comunisti e gli ex-extraparlamentari di sinistra. Verificare prego. Ma di questi è meglio non dire. Sarebbe scomodo, imbarazzante e anche un po' poco elegante.

La cronaca raccontata dal Fatto ci illumina quando scrive ”c’è chi non accetta scuse e va giù pesante. A partire dal deputato democratico, Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione Affari Europei, da sempre contro l’inclusione dei radicali nelle liste del Pd “perché contraddittoria con la presenza nel partito di noi ex Popolari, che del Pd siamo co-fondatori. Quello è stato il peccato originale”, ha detto Farinone rilanciando l’incompatibilità tra “la nostra cultura e quella radicale. Non si può stare insieme nello stesso gruppo parlamentare”.

Eccolo qua, dov’è il problema. La cultura radicale è incompatibile con quella degli ex popolari. Cioè di quei baciapile cattolici co-fondatori del PD, tipo la Binetti - ve la ricordate? - Quella che a starla a sentire avrebbe trasformato ogni peccato in un reato. Gente che i radicali proprio non li possono vedere.

Magari perché sono un po' anticlericali? Magari perché vogliono imporre l’ICI anche ai locali commerciali gestiti dalla Chiesa? Magari perché vogliono vederci chiaro su quella questioncella della pedofilia, un po' insabbiata dalle gerarchie d’Oltretevere? O solo perché non gestiscono nemmeno l’ombra degli affari, affarucci, affaroni che i partiti seri, quelli affidabili, sono soliti gestire?

E così la Presidente del PD cede ad un linguaggio da osteria, digrigna i denti, si perde l’aplomb, le si smotta la faccia di solito così atteggiata nel classico sorriso da sagrestia. Solo perché cinque parlamentari eletti dal popolo italiano hanno deciso di agire secondo la propria coscienza e volontà, senza arrecare alcun danno reale né ai propri elettori né alla loro parte politica di riferimento.

I politici cattolici non sopportano proprio i delitti di lesa maestà, questo è sempre stato il loro problema. Tanto più quando la maestà credono di incarnarla loro. E quando se la sentono minacciata comincia la disinformacjia. E un sacco di gente se la beve.

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.24) 17 ottobre 2011 16:41

    D’accordo probabilmente si è dato ingiustamente addosso all’untore ,cosi’ come sicuramente l’anima democristiana che alberga nelle opposizioni non vede di buon occhio questi anti cristo dei radicali , però ,al di là dei numeri , il segnale politico che si voleva dare , almeno cosi’ lo interpreto io, era quello di isolare la maggioranza sugli scranni parlamentari, dimostrare che a parte i berluscones (quelli doc e quelli in saldo) ,tutto il resto stava fuori mentre all’interno si consumava il rito della ennesima e topica presa per il culo istituzionale.Anzi sarebbe bene che ,preso atto una buona volta che questo parlamento non ha nulla di democraticamente eletto ,le opposizioni uscissero permanentemente dalle aule parlamentari .

    Questo a mio avviso bisogna confutare ai radicali che ,troppo spesso , sono in preda a distinguo di lana caprina .E non mi dire che di danni non ne hanno già fatti abbastanza ,traghettando in parlamento gente da caravan serraglio .Per onestà non solo loro. 

    • Di Il Gufo (---.---.---.35) 18 ottobre 2011 11:55

      Detto fuori dai denti:
      1) Se non si ritiene il Parlamento legittimo non ci si mette piede, punto.
      Sedere sullo strapuntino, prendere il grasso stipendio ed elaborare la fallimentare "tattica nascondino" fa delle opposizioni italiane una barzelletta tale e quale il Governo.
      2) Partecipare ad una tattica palesemente perdente fa dei peones PD e del "grande centro" l’ennesima stampella del Governo, altro che lo sparuto gruppo radicale.
      3) Com’era la storiella del dito e della luna?
      Regards

      P.S.
      Bersani si lamenta del "Governo dei voti di fiducia", l’opposizione per contrastare l’uso scandaloso del meccanismo parlamentare cosa fa? Rilascia una durissima intervista a Repubblica; ah beh.

  • Di (---.---.---.38) 17 ottobre 2011 19:59

    Non aggiungo nulla a quello che Paolo ha detto, salvo che distinguersi da una posizione che non si condivide (e che i Radicali non condividessero lo sapevano tutti in casa Opposizione) è segno di onestà politica e rettitudine.
    Siamo continuamente a rinfacciare al centrodestra la totale mancanza di orgoglio e di dignità quando obbediscono compatti al Capo come decerebrati e poi ? vogliamo che l’opposizione faccia lo stesso ?
    Ti ribalto la prospettiva, se posso; e se invece il PD - preso atto che i Radicali a quella tattica (fra l’altro, scusami tanto, ma è una tattica da disperati da sottoscala della politica) non ci stavano, non potevano - loro PD e altri - cambiare ?
    Perchè mai Casini, Bindi e Franceschini (di loro si tratta) devono mettersi d’accordo sui loro giochetti e poi dare disposizioni agli altri ?
    Questo a monte di tutto.

    A valle resta un’ ipocrita, falsa e repellente gogna mediatica che ha riempito i giornali, ed il web ed è costata all’ultraottantenne Pannella insulti, spintoni e sputi in faccia!

    Trovo che tutto questo sia ignobile!

  • Di paolo (---.---.---.3) 23 ottobre 2011 01:28

    Cari amici ,che ne dite dell’allegra cenetta tra Pannella ,Rita Bernardini e Silviuccio ?
    Adesso vi è un po’ più chiara la situazione ?
    Ora che i radicali sono formalmente e sostanzialmente fuori da ogni alleanza con l’opposizione che stiano pure alla corte del re .Faccio notare che Pannella non è nuovo a passaggi di questo genere e ho ancora nelle orecchie il panegirico che fece ,una ventina di anni fa ,su Salvo Lima (condannato per mafia) e Forza italiota .Già allora Pannella era alleato di Silvio Berlusconi.
    Poi facendo il saltapicchio ha sparso i suoi un po’ di qua e un po’ di là ,adesso che vadano pure a farsi friggere ,i loro digiuni mi fanno venire la nausea.
    ciao

    • Di (---.---.---.38) 23 ottobre 2011 09:36

      anche l’anno scorso pannella e berlusconi "cenarono" insieme e anche l’anno scorso si gridò allo scandalo e al tradimento. Poi, dopo, i radicali hanno sempre rispettato i patti con l’opposizione mentre dal PD e dall’IDV tante quaglie sono volate: chi direttamente ad appoggiare il governo, chi verso l’UDC chi verso Rutelli che saranno pure opposizione, ma insomma...

      Quindi ben vengano le cene di pannella se poi i suoi "tradimenti" sono quelli che abbiamo visto. Io starei invece un po’ più attento a quelli che non cenano ma poi sono veri compagni di merende...

  • Di paolo (---.---.---.175) 23 ottobre 2011 12:19

    Caro xxx.38 ,se ti piace aggiustarla cosi’ accomodati pure .In politica la coerenza dovrebbe essere il minimo dei requisiti ,sia nella sostanza che nella forma .Dimmi il senso di andare a cena con Silvio se non quello della ricerca dell’originalità e del distinguo a tutti i costi .A cosa serviva , a contrattare un piatto di lenticchie ?Per fare un ricattino a sinistra?
    Finora l’unico bischero che lo ha fatto (di andare a cena con Silvio) è Matteo Renzi che ,in un colpo solo ,ci ha definitivamente chiarito chi è "questo nuovo che avanza" .
    Silvio ,se qualcuno ancora non lo ha capito ,va isolato politicamente .
    Evidentemente invece c’è ancora chi ritiene di vivere in un paese normale .Boh!

    • Di (---.---.---.38) 23 ottobre 2011 12:32

      Caro Paolo, io non mi "aggiusto" proprio niente. Io cerco solo di capire che cosa succede nel mondo intorno a me. Spero altrettanto di lei. Le suggerisco di leggere il fondo di Emanule Macaluso su il Riformista di oggi, domenica. Ci troverà anche un’intervista a Cappato.

      Entrambe permettono di farsi un’idea un po’ più ampia su quello che si sta muovendo da qualche tempo in qua su cui ho cercato di scrivere, prendendo una posizione che certamente non riscuote molti consensi, ma che evidentemente ritego più corretta di altre.

      Se non le piace, legga pure altro, non mi offendo.

  • Di Claudia Del Vento (---.---.---.122) 23 ottobre 2011 13:58
    Claudia Del Vento

    Il Gruppo parlamentare di “Popolo e Territorio” alla Camera dei Deputati -gli ex “Responsabili” confluiti nella maggioranza di Governo a ridosso del voto di fiducia del 14 dicembre 2010- ad oggi è composto di 28 deputati. Circa la metà sono stati stati eletti, nel 2008, nelle liste dell’attuale cosiddetta “opposizione”:              * 5 dall’UDC (Giuseppe Ruvolo, Francesco Pionati, Pippo Gianni, Michele Pisacane, Francesco Saverio Romano);                              * 3 dall’IdV (Americo Porfidia, Antonio Razzi, Domenico Scilipoti);         * 3 dall’MpA (Elio Vittorio Belcastro, Arturo Iannaccone, Antonio Milo);    * 2 dal PD (Massimo Calearo, Bruno Cesario).                         I promotori iniziali -che sono stati Massimo Calearo (ex PD), Bruno Cesario (ex PD) e Domenico Scilipoti (ex IdV) - possono con le loro scelte far riflettere chi li ha votati  a  cercare, trovare, magari scegliere -nella prossima occasione- un’unica, vera, storica ed  attuale Alternativa, piuttosto che … “liquide” (e liquidanti)  alternanze partitocratiche.                          I nove  parlamentari Radicali “eletti nelle liste del PD” hanno -dall’inizio della legislatura  ed  in tutti i successivi circa 50 voti di fiducia- sempre votato la “sfiducia” contro questo Governo  e sono sempre restati “delegazione Radicale” (distinguendosi comunque da questa “opposizione”).

     

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