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Tennessee, Usa: costretto a difendersi da solo, ora rischia l’esecuzione

Aggiornamento: il 21 maggio, dopo un’ora di tentativi per trovare una vena in cui praticare l’iniezione letale, l’esecuzione è stata annullata. Il governatore ha poi disposto un rinvio di un anno.

Nel giorno in cui pubblica i dati sulla pena di morte nel 2025, Amnesty International lancia un appello in favore di Tony Carruthersla cui esecuzione è prevista nello stato del Tennessee il 21 maggio.

 

Se così sarà, si tratterà della prima persona messa a morte in 100 anni dopo essere stata costretta a difendersi da sola.

Nel febbraio 1994 due uomini e la madre di uno di loro vengono ritrovati uccisi a Memphis, la capitale del Tennessee. Uno dei sospetti assassini viene ritrovato impiccato in cella. Gli altri due, il fratello di quest’ultimo e Carruthers, vanno a processo nel 1996.

A Carruthers vengono assegnati vari difensori d’ufficio, tutti rifiutati con varie intemperanze. Il giudice allora stabilisce che l’imputato non ha più diritto a un avvocato e che dovrà difendersi da solo.

Carruthers viene condannato a morte, come l’altro imputato la cui pena in seguito verrà commutata. Dopo il verdetto, si convince ad accettare di essere rappresentato dall’ultimo avvocato, gli chiede scusa e questi è d’accordo. Ma è troppo tardi.

Nel 2020 la Corte suprema del Tennessee dà ragione al giudice del primo grado, “pienamente giustificato nel ritenere che Carruthers avesse perso il diritto all’assistenza legale…”

Quello che durante i vari gradi del processo statale non emerge è che Carruthers è affetto da disturbi mentali e presenta gravi danni cerebrali.

Negli appelli delle ultime settimane per fermare l’esecuzione, gli avvocati di Carruthers (ora ne ha!) affermano che all’epoca il loro cliente non era in grado di affrontare il processo né di difendersi e che dunque, come del resto stabiliscono gli standard internazionali sui diritti umani, non sia passibile di pena di morte.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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