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Sardegna | I pazienti al centro della Sanità: sulla chiusura della Chirurgia Plastica e Centro Ustioni di Cagliari. Cronaca di un disastro annunciato

Non sempre è piacevole avere ragione, anzi, si può dire che in certe situazione si preferirebbe essere smentiti... Così oggi la pensano i pazienti di un Comitato, che si è scelto di chiamare "No alla chiusura della Chirurgia Plastica e Centro Ustioni dell' Ospedale G. Brotzu di Cagliari" per far capire l' intenzione che ha motivato questa "unione": impedire la soppressione del Reparto dove vengono curati. Sono malati oncologici, anziani con patologie gravi, pazienti ustionati con esperienze diverse, ma tutti accomunati dall'unico desiderio di voler guarire presto ed avere la speranza di un futuro sereno.

Il Comitato ha lottato fin dalla sua costituzione, nell'Ottobre 2017, urlando la paura di ognuno dei componenti per questa chiusura, che avrebbe determinato un azzeramento delle cure. Era logico che chiudendo il Centro d'eccellenza di riferimento regionale della Chirurgia Plastica Ricostruttiva non si avrebbe avuto la possibilità di proseguire il percorso terapeutico intrapreso, ma era altrettanto intuitivo che sopprimendo l'unico Centro Ustioni per i cittadini del Sud Sardegna si sarebbe assistito all'azzeramento delle cure per gli Ustionati, creando per entrambe le specialità un drammatico vuoto assistenziale. Ed invece, chi poteva e doveva valutare la situazione di un disagio annunciato, ha preferito tacere e non intervenire.

Ed oggi, dopo pochi giorni dalla soppressione della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica Ricostruttiva- Centro Ustioni dell'Azienda Ospedaliera Brotzu, avvenuta il 1° Agosto, emerge la drammaticità di una situazione che appare già irrecuperabile.

I malati oncologici, in cura presso la Struttura Complessa fino al 31 Luglio, non hanno nessuna indicazione sulla fruizione delle cure future: in un batter d'occhio sono diventati pazienti invisibili, che esistono solo nelle scartoffie e che prima o poi, chissà, verranno sistemati.

Nonostante siano tutti in attesa di intervento chirurgico. Nonostante ci sia stato il pre-ricovero. E sia stata persino fissata la data per sottoporsi al tanto agognato intervento. Invece la Direzione Sanitaria dell'Azienda Ospedaliera Brotzu non ha dato alcuna comunicazione ufficiale, figuriamoci a ciascuno di loro. D'altra parte, anche il Personale Medico ed Infermieristico operativo presso la Struttura Complessa fino al 31/07/2018, su disposizione della Direzione dell'Azienda Ospedaliera Brotzu, è diventato  invisibile: i Chirurghi Plastici e gli Infermieri Specializzati non sanno se potranno continuare ad assistere questi pazienti invisibili... Ormai l'assistenza sanitaria nella disciplina della Chirurgia Plastica Ricostruttiva è stata affidata alla direzione della Chirurgia Generale.

Quindi, sono stati cancellati i Pazienti Oncologici e dispersa la professionalità dei Chirurghi Plastici e degli Infermieri Specializzati. 

Allora, non si può non interpretare questa gestione come umiliante per la dignità del paziente, il cui diritto alla salute è COSTITUZIONALMENTE GARANTITO ALL' ART.32, ; "Un diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività" appunto.

Ma i poveri Ustionati hanno avuto anche un trattamento peggiore: nessuna indicazione sulla futura assistenza di cui hanno bisogno. Il Centro Ustioni non esiste più a beneficio dei cittadini del Sud Sardegna. Devono averlo capito i due Ustionati che hanno avuto la sfortuna di essere ricoverati presso l'Azienda Brotzu il 2 Agosto. O meglio sono transitati nel reparto di Chirurgia Generale, in locali non idonei, perché per il loro stato si richiedono spazi appositi.

Invece, sono diventati due degenti qualunque, ai quali non si è potuto nemmeno approntare un primo soccorso perché, come già detto, l'ex Personale Medico ed Infermieristico del Centro Ustioni non può più occuparsi autonomamente di loro, in base ad un Protocollo aziendale schizofrenico che relega il Personale competente ad un ruolo residuale e coinvolge piu figure professionali inappropriate per la trattazione delle Ustioni. Quindi, quasi non si è potuto nemmeno procedere ad una semplice medicazione dei due pazienti, perché la cura delle Ustioni richiede una specializzazione ad hoc che gli infermieri della Chirurgia Generale non possiedono. 

Il 3 agosto, si è proceduto al trasferimento dei due pazienti verso Sassari. Addirittura, uno dei due Ustionati è stato trasportato con l'elisoccorso dell'AREUS mentre l'altro con un'ambulanza dove a bordo è stata imposta, dalla Direzione dell'Azienda Brotzu, la presenza dell'ex Personale del Centro Ustioni, poiché chi doveva accompagnare l'Ustionato secondo il citato Protocollo schizofrenico, cioè il Personale della Chirurgia Generale/ D'Urgenza, non era disponibile.

Quindi, 2 giorni di inutile attesa per i pazienti ustionati prima del trasferimento a Sassari, con probabile deterioramento delle condizioni, per essere poi sottoposti ad interventi chirurgici che venivano ordinariamente eseguiti presso il Centro Ustioni di cui si è decisa la soppressione. Che dire...? Una spesa incalcolabile si profilerà per il sistematico trasporto dell'Ustionato verso Sassari con l'utilizzo dell'elisoccorso, ad esito di una presa in carico dell'Ustionato presso il Brotzu a dir poco caotica e drammatica. Ed i familiari dei pazienti costretti a seguirli a centinaia di Km da casa!

Uno scenario critico si apre dopo la soppressione della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica Ricostruttiva - Centro Ustioni del'Azienda Ospedaliera Brotzu, disposta da una Delibera illegittima per la cui verifica si auspica l'intervento dell'autorità giudiziaria competente.

Questa è, purtroppo, la cronaca di un disastro annunciato, dell'ennesimo sfacelo della Sanità sarda.

Pazienti del Comitato Spontaneo Volontario "No alla chiusura della Chirurgia Plastica e Centro Ustioni dell'Ospedale G. Brotzu di Cagliari" 

 

Esmeralda Puxeddu 

 

 

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