Lavoro come sistemista in progetti sulla comunicazione; programmo in python, ruby ed amo i linguaggi dinamici; studio la rete e l'evoluzione del sistema dei media.
Trovo molto bello quest’articolo, cara Patrizia. Sono cose di cui non parla nessuno eppure così importanti. Grazie per averle postate e grazie ad Agoravox.it che ha avuto la sensibilità di lasciarle per qualche ora come editoriale del giornale.
Le ultime versioni di tutti i più importanti client, ad esempio
µTorrent, accettano indistintamente i due formati poi c’è un’estensione di Firefox Magnetiser che trasforma con un clic un qualsiasi torrent in un magnet link. Poi c’è anche qualcosa per Chrome...
Rispetto al contenuto dell’articolo è necessaria una precisazione perché, avendolo scritto ieri, ho ulteriormente approfondito la cosa e le idee mi si sono chiarite meglio. Trovo, nel mio articolo, piuttosto vaga la spiegazione sul funzionamento del magnet link rispetto al file torrent il che lascia la cosa avvolta da un mistero che mal si adatta alla natura razionale dell’informatica moderna.
Riassumo la domanda per coerenza espositiva. Il file torrent si appoggia su un server, un tracker e contiene la descrizione in pezzi del contenuto quindi è facile capire come fa un client, ad esempio µTorrent, a ricostruire la risorsa cercata. Il magnet link non si appoggia su un server ed allora su che si appoggia?
La risposta è DHTs cioè tabelle di hash distribuite.
Questa è la vera grande novità del peer to peer. Queste tabelle sono distribuite in nodi cui partecipano tutti gli utenti dei network p2p. senza entrare nel dettaglio, che ha una certa complessità, l’identificazione e la descrizione della risorsa è distribuita su tanti nodi e questo spiega la velocità e l’ottimo comportamento di questa tecnologia.
Mi dispiace Francesco che alla tua analisi, per tanti argomenti condivisibile da parte mia, sfugga, però, completamente il punto dirimente che fa la differenza e spiega tanta unanimità di giudizi contrari a quello che si è visto sabato pomeriggio a Roma. La gente vive nella violenza, nella prepotenza dei ricchi e della classe dirigente che offre uno spettacolo penoso che noi tutti abbiamo sotto gli occhi.
C’è grande mobilitazione nella pubblica opinione e mai come in questo momento c’è un baratro tra chi governa ed il paese reale.
Si sente la necessità di apportare dei cambiamenti alle regole del vivere comune e questo desiderio è diffuso, forse come non mai.
Quello, però, che tutti, o quasi tutti, pensano e che il processo di cambiamento debba avvenire senza violenza.
C’è troppa tradizione violenta nella storia italiana, in particolare, ed in quella del mondo perché si possa sperare che da quella radice venga qualcosa di buono.
Tu hai visto che si discuteva delle ragioni degli indignati poi dopo i botti ed il fuoco per le vie di Roma la discussione è finita e sono rimasti solo i comportamenti violenti.
Dunque puoi trovare tutte le ragioni che vuoi per spiegare la disillusione, l’avversità, il distacco ma se sfocia in comportamenti violenti allora va nel torto subito ed irrimediabilmente.
Insomma questo secolo deve esser diverso da quello passato ed i cambiamenti devono avvenire nella legalità e nella civiltà.
Chi non ci sta deve essere emarginato e represso.
Gli piaccia o meno... Quale che siano le sue ragioni.
vedo che lei non ha letto l’articolo. Mi dispiace. Nell’articolo non si parla d’incentivi e anche se lei strilla (tale essendo il maiuscolo nei commenti in rete) non ha per questo ragione.