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Prospettive politiche: il Ventennio salviniano

Prima o poi.

Prima o poi pure il PD dovrà decidersi su cosa farà da grande. E quale leader si vorrà dare. Fino al 4 marzo ha dominato la prospettiva renziana finalizzata alla costruzione di un "fronte repubblicano" (à la Macron) che coprisse tutto l'arco democratico, dalla sinistra interna al PD (salvo fuorusciti) fino alla destra liberale e conservatrice di Forza Italia passando per i Radicali. Un fronte con finalità antisovraniste ed europeiste.

Questo progetto è uscito duramente sconfitto dalle elezioni politiche che hanno poi visto nascere il governo M5S-Lega. I successivi mesi hanno registrato (secondo i sondaggi) una crescita tumultuosa della Lega stessa che è arrivata quasi al raddoppio dei consensi.

La strategia politica di Salvini – unita alla fumosa inettitudine di Di Maio e dei ministri pentastellati – ha sancito l’affermazione di una destra reazionaria capace di cannibalizzare, come non era difficile prevedere, buona parte della destra conservatrice berlusconiana. Oltre a erodere consensi anche agli alleati di governo.

Nel mentre la sinistra radicale, che con la destra sovranista condivideva alcune tematiche economiche, non è risultata credibile ed ha subìto i contraccolpi della sconfitta reagendo nel classico modo di passare di scissione in scissione fino alla totale irrilevanza politica. E anche questo non era difficile da prevedere.

Come scrivevo il 2 marzo, due giorni prima delle elezioni, «LeU non è riuscita a incidere, nonostante i vari apporti in successione, sul corpaccione del partito democratico né a portare via voti (ad oggi i sondaggi si attestano sugli storici livelli delle liste di sinistra-sinistra) e mostra una intrinseca fragilità interna esposta al rischio delle tendenze centrifughe già ora evidenti e pronte ad esplodere nell’immediato dopo elezioni. Con alcuni, come Fassina, attratti dall'area Eurostop di Cremaschi (Potere al Popolo), altri che ammiccheranno ai Cinquestelle, altri ancora che tenteranno un rientro - purché non umiliante - nel PD. Tantomeno sarà utile a modificare gli assetti di governo l’ennesimo partitino di sinistra-sinistra, Potere al Popolo - ultimo nato di una serie di microscissioni dell'atomo marxista-leninista - capace di qualche idea aggregatrice fra centri sociali e movimenti antagonisti - ma nessuna capacità di compromessi politici e di programmi che chiunque sottoscriverebbe a occhi chiusi se solo avessero la minima possibilità di concretizzarsi; la lista è molto appesantita da una zavorra vetero-sessantottina dalle impresentabili simpatie financo staliniste (!) e ha forse qualche prospettiva di crescita futura, ammesso che regga alla distanza, ma resta sostanzialmente ridotta nell'irrilevanza politica nell'immediato».

La prospettiva che appare sempre più probabile ad oggi è quella di un ritorno alle urne – forse prima delle elezioni europee del maggio ’19 – con cui Salvini tenterà di monetizzare il successo ipotizzato dai sondaggi, rispolverando la coalizione di centrodestra con cui si era presentato al voto del 4 marzo. Coalizione che appare essere in grado di riunire nuovamente, sotto l’egida della Lega, sia l’ala berlusconiana che quella meloniana per costituire un nuovo governo di destra-centrodestra.

In questa ottica non può restare nulla del progetto renziano, se non qualche briciola della destra liberale, presumibilmente inferiore al 5% e peraltro controbilanciata immediatamente da equivalenti smottamenti a sinistra. Un progetto quindi che, se aveva più di una ragion d’essere il 4 marzo, nella nuova prospettiva non sembra averne più alcuna.

L’unica prospettiva che si apre – molto ipoteticamente – è un nuovo dialogo fra gli oppositori del governo che verrà: sinistre e M5S.

L’alternativa – in caso di mancato dialogo – è una frantumazione delle opposizioni, schierate l’una contro l’altra armata, e conseguente sopravvivenza senza problemi di un governo di estrema destra. Diciamo per un nuovo Ventennio.

Ma a che condizioni il dialogo sinistre-M5S potrà avvenire?

Dopo il bagno di umiltà richiesto al PD, il partito dovrà prendere atto che il progetto renziano non ha più alcuna possibilità di riuscita nella situazione attuale. E accantonarne perciò protagonisti e prospettive. Vedremo se saranno queste le conclusioni delle prossime primarie, ma i segnali che arrivano dal partito sono tutt'altro che coerenti e sembrano al contrario indicare una dura resistenza interna - o in alternativa una scissione - dei renziani.

Specularmente l’insuccesso dell’esperienza di governo sotto la guida di Di Maio – e l’esclusione dal governo salviniano a tutta destra che verrà – dovrà ipoteticamente imporre un bagno di umiltà anche al Movimento 5S che dovrà trovare la capacità di elaborare il delirio di onnipotenza vissuto fino al 4 marzo e prendere atto che il progetto grilliano di governare da soli con il 51% dei suffragi non è più raggiungibile (ammesso e non concesso che lo sia mai stato). Dovranno quindi essere accantonati protagonisti e prospettive di quella stagione a Cinquestelle.

Solo nel momento in cui queste due prospettive di revisione ed elaborazione del passato saranno portate a termine nei due diversi partiti si potrà immaginare un dialogo fra le due forze maggiori di opposizione. Con quale terreno programmatico condiviso si vedrà.

Ma né Renzi né tantomeno Grillo sembrano così indeboliti da poter essere tranquillamente accantonati. E se il primo potrà contare su alcune forze del mondo liberale alla riscossa (quindi con qualche prospettiva futura di poter riproporre un "fronte democratico"), il secondo potrebbe aver invece coltivato l’idea di causare – paralizzando l’opposizione – il collasso del “sistema”, cosa che già faceva parte della prospettiva messianica del progetto elaborato a suo tempo con Casaleggio.

Non appaiono perciò concrete le ipotesi di una aperta, sincera, esaustiva rielaborazione del passato recente. Il renzismo continuerà a perseguire una prospettiva centrista radicandosi in pochi fortilizi postilluministi a difesa dello statu quo ante e il grillismo continuerà a declamare onnipotentemente le sue tesi di riscatto populista, trovando ascolto e ragion d’essere nei territori sempre più scontenti e arrabbiati del Meridione. E trovando qui, forse, una sintesi con le formazioni dell’estrema sinistra radicale su temi sociali.

Se questa è la prospettiva delle future forze di opposizione alla destra di governo, sembra evidente che tra il perdurante arroccamento del PD e la prospettiva ribellistica senza alcuna prospettiva reale di incidere sulla realtà (se non quella di provocare alla lunga sommovimenti di piazza) del M5S, non esistono comuni terreni d'intesa.

A meno quindi di una riflessione seria all’interno di questi due partiti/movimenti, la prospettiva più realisticamente drammatica sembra dunque essere quella di un perdurante Ventennio salviniano.

Con meno pericoli sul fronte strettamente economico – con l’accantonamento delle impegnative richieste 5S sul reddito di cittadinanza anche i diktat europei saranno meno perentori – e molti più pericoli sul piano etico e culturale. Se il sovranismo monetario potrà essere messo tra parentesi – salvo portare lo scontro direttamente nel Parlamento europeo – altrettanto non accadrà per le forme più virulente di suprematismo a danno di migranti, rom, donne, gay e altre minoranze etnico-religiose e quindi genericamente dei "diritti civili" a favore dell'ottica reazionaria propria del tradizionalismo cattolico ultraconservatore. Affiancate da nazionalismo esasperato accompagnato da forme sempre più tossiche di revisionismo storico e di manifestazioni orgogliosamente neofasciste.

Se queste sono le prospettive, una preghiera - rivolta a PD e M5S - è d'obbligo: pensateci bene.

 

 

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.49) 17 novembre 2018 19:50

    Carissimo Fabio, dall’ultima volta che ci siamo sentiti è trascorso un pò di tempo e molta acqua è passata sotto i ponti, ma vedo che non perdi la speranza di una ricostruzione a sinistra, dove anche i radicali (che pure hanno fatto parecchi salti della quaglia) possano trovare una collocazione. Ma veniamo al punto.

    Non credo che Salvini (leggi Lega) avrà il consenso elettorale che indicano i sondaggi. Sono sondaggi del tutto strumentali che vengono propinati da chi non ci ha mai azzeccato neppure per sbaglio solo e unicamente nel tentativo di spaccare l’attuale governo. Aumenterà i voti, certamente, ma col cavolo che prenderà il 30%, mentre è probabile, se non certo, che drenerà Silvio e la Meloni . Quindi nessun ventennio salviniano. Probabile centro destra si, ma ancora tutta da definire.

    Il PD è uno straccio di partito senza capo né coda che con la sinistra centra come i cavoli a merenda. Renzi ha avuto il grande merito di rottamare il PD, un partito di destra neo liberista (cattolico integralista) mascherato da pseudo sinistra. L’unica strada per questo signore è raccogliere l’eredità di Silvio e farsi un partito ad hoc sulle spoglie del vecchio sultano di Arcore. Ma il suo futuro probabilmente sarà quello di nascondersi nel parlamento europeo. Qui da noi ormai è visto come il fumo negli occhi, dubito che persino a Firenze qualcuno lo abbia ancora in pancia.

    L’unica alternativa valida quindi è la rifondazione della vecchia Democrazia Cristiana, espressamente richiamata nel nome e ben definita politicamente, con ambizioni di centralità, cosa che sembra contraddire l’opzione bipolare.

    A sinistra spariranno i cespugli dei diversamente renziani, dove capi e capetti si fanno ognuno un partitino su misura. Gli italiani non li sopportano più, soprattutto man mano che verranno meno ( per via naturale) i nostalgici del comunismo e i rintronati del sindacalismo.

    Rimane il dubbio sul M5S. E qui mi fermo perché se è vero che potrebbe avere un respiro a sinistra, tutto dipende da come butta questa vicenda di governo, dove la mina vagante è proprio la Lega.

    Vedremo. Un caro saluto.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 17 novembre 2018 21:29

    Caro Paolo, mi fa piacere ritrovarti, ma non sono molto d’accordo con te (forse a parti invertite rispetto al passato?). La mia è una riflessione che si basa semplicemente sui sondaggi e sulla sensazione che Salvini abbia sfondato nel ruolo di leader effettivo (quantomeno come immagine), oltre che su quanto leggo dalla stampa. Quindi non sono l’unico a ipotizzare che non manchi più molto ormai a garantire alla coalizione di centrodestra una autonoma maggioranza di governo. Posto che Berlusconi è stracotto e la Meloni minoritaria come ovvio che sia, è palese che Salvini sarà il leader indiscusso sia della coalizione che del governo prossimo venturo. 

    Dal momento che ogni maggioranza si dovrà confrontare con una opposizione, è lecito chiedersi cosa faranno gli unici due competitor esclusi dal governo, cioè PD e M5S. Gli altri sono e probabilmente resteranno, irrilevanti. Qui si innesta la mia riflessione; ovviamente è probabile che il renzismo tenterà la strada di un centralismo che io chiamo ’liberale’ e tu Democrazia Cristiana. Cioè che non dialogherà con il Mov5s. e che quest’ultimo tenterà di rinverdire i fasti del "tutti a casa". Cioè due posizioni inconciliabili e perdenti (almeno nel breve periodo). Da qui il titolo: Ventennio salviniano.

    Vedremo, ovviamente. Di più non potrei fare. Un caro saluto anche a te.

  • Di paolo (---.---.---.49) 19 novembre 2018 14:32

    Stamani, facendo zapping mi sono imbattuto in un giornalista( o pseudo tale) che affermava" il PD senza Renzi è nulla ma anche Renzi senza il PD è nulla". Aveva ragione in entrambi i casi perché il nulla+nulla = nulla. Traduzione : Il PD o quello che sarà dopo la giostra saracena sulla nuova ( o vecchia) segreteria non può costituzionalmente stare alla opposizione, o va al governo con la qualunque o si estingue. Ergo o si butta al centro con una chiara connotazione neo liberista di matrice cattolico integralista (ovvero DC 3.0) , raccogliendo il disperato grido di dolore di tutte le anime belle aduse in questo paese a fare i comodacci propri protette dalla divina provvidenza, o se fini’, morto, sepolto.

    La mia speranza è che Renzi continui ancora a dettare la linea del PD per completare l’opera distruttiva. Un clone renziano del tipo Richetti sarebbe l’ideale per portare a termine l’operazione. Boccia, Minniti o Zingaretti ne prolungherebbero la vita, continuando l’imbroglio a sinistra. Damiano e Martina sono solo outsider di riempimento. Escludo invece Dario Corallo che è giovane troppo valido e serio, oltre che di vera sinistra; quella sinistra che parte dal basso, da chi conosce il disagio sociale e non dai salotti affaristico finanziari del tipo Leopolda. La Lega ha una visone camaleontica di lungo respiro, troverà il posto giusto al momento giusto, non importa chi saranno i suoi interlocutori, ma è sicuro che sarà il perno centrale del prossimo governo.

    Quindi nel prossimo futuro all’opposizione, se ed eventualmente perché tutto sembra congiurare ( dall’interno e dall’esterno) in questa direzione, io vedo in sostanza solo il M5S.

    Augh! ho detto ciao 

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 19 novembre 2018 15:38

    E se le cose prenderanno la direzione che ipotizzi tu, sarei tentato di riformulare il mio titolo: non più un Ventennio salviniano, ma un salviniano Quarantennio. Buona giornata!

  • Di Un italiano (---.---.---.109) 19 novembre 2018 16:05

    Possibile che sappiate parlare solo di fascismo e di fascisti? Avete dei ragionamenti limitati. La faccia girata all’indietro. Ovviamente solo per mera convenienza. L’antifascismo di maniera e per prassi vi ha garantito 80 anni di governo (e che governo!). Vi permetteva di zittire chi vi contestava attribuendogli la scomunica antifascista senza la possibilità di controbattere. Adesso un po’ di cose sono cambiate e voi non ve ne capacitate. La gente ne ha le scatole piene di furti e ruberie di regime. Poi vi siete impelagati con gli extracomunitari (e questo sarà la vostra fine). Un comportamento inspiegabile ed autolesionistico.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 19 novembre 2018 17:42

    No, oserei affermare che so parlare anche di altro (ad esempio dello scontro antropologico tra ebraismo rabbinico e cristianesimo su cui ho scritto un libro di 400 pagine che uscirà a breve titolo Dall’impuro al peccaminoso, Ed. Licosia. Se ne vorrà comprare una copia mi pagherà una birra che berrò volentieri alla sua salute). Ma, ogni tanto, mi piace anche occuparmi delle cose che accadono in Italia, in Europa e nel mondo, se non è di troppo disturbo. Ad esempio della deriva reazionaria della Lega, perché no? su cui ho scritto qui: https://www.agoravox.it/Dalla-Lega-all-allarme-neonazista.html

    Quanto alla convenienza che me ne sarebbe venuta, me ne indichi solo una una qualsiasi — e pagherò io una birra a lei.

    Sulle ruberie di regime direi che non ho visto a oggi (e studiando un po’ di storia nemmeno nell’ieri e nell’altro ieri) grandi esempi di onestà al potere. Né durante il Regno, né nel Ventennio in orbace, né nel Cinquantennio democristiano, nel Ventennio berlusconiano e a seguire (ivi compresa la gestione vaticana delle cose del mondo). Ma indiscutibilmente ho visto uno dei più lunghi periodi di pax europea che la storia conosca. E tanto mi basta.

    Sul zittire chi contesta le ragioni dell’antifascismo invece le dò ragione: ho sempre avuto un gran gusto a zittire quegli infami, luridi, fetenti nostalgici di un regime di assassini che hanno fatto e collaborato a fare stragi in Spagna, Etiopia, Libia, Francia, Grecia, Albania, Jugoslavia, Russia e, dulcis in fundo anche in Italia. Ivi compresa parte della mia famiglia. Ho sempre pensato che l’amnistia del dopoguerra (sottoscritta anche dal comunista Togliatti) sia stata ingiusta, ottusa e deleteria e che le leggi repubblicane contro il neofascismo siano state solo una spruzzatina di acqua di rose rispetto a quello che sarebbe stato utile e necessario. Forse che lei fa parte di questa categoria di persone? Se sì, le consiglierei di non leggere più niente di mio. Mai. Buona serata.

  • Di Un italiano (---.---.---.69) 19 novembre 2018 18:43

    Come al solito avete una sola verità: La vostra! L’approccio democratico a cui ci avete abituato. La storia dimostra che non solo voi avete avuto vittime in famiglia (ovviamente i morti di una parte contano molto di più di quelli dell’altra) ed il vittimismo di sinistra lo dimostra e lo ha dimostrato per più di 80 anni. Si dà il caso che mio nonno paterno, persona + onesta e mite della terra, sia stato oggetto di colpi da fuoco (e quasi ammazzato) da un eroe della resistenza (appena "liberato" dalle patrie galere durante la cosiddetta guerra di "liberazione" come l’agiogafia dominante ha voluto farci credere durante questi miserabili anni) solo perché segretario del fascio del paesello dove abitava. E perché era segretario del fascio? Perchè mia nonna, maestra di campagna del paesello, ha dovuto iscriversi al partito fascista per poter continuare a lavorare, come la quasi totalità degli italiani (a parte qualche eversivo comunista ispirato da Stalin) e quindi suo marito, con l’occasione, si è interessato di amministrazione del comune dove abitava. Non era quindi un criminale assetato di sangue ma una persona assolutamente in buona fede che crede ed era convinto di fare il suo dovere di cittadino. Vedete di raccontarla giusta, la maggior parte degli italiani vi ha sgamato, finalmente. Ed evitate i toni truci per favore perché non ci fate più paura. Arriverà la resa dei conti, nonostante siano passate due generazioni, abbiamo la memoria lunga!

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 19 novembre 2018 18:50

    Senta "un italiano", non ha nemmeno i cosiddetti per firmarsi con nome e cognome e minaccia sfracelli. Si faccia un favore, prenda una bella camomilla calda e si faccia un sonno ristoratore. Vedrà che domattina starà meglio.

  • Di Un italiano (---.---.---.69) 19 novembre 2018 18:56

    E lei, per favore, mi scenda dalla pergola.

  • Di Un italiano (---.---.---.69) 19 novembre 2018 19:03

    Quando non si hanno argomenti si si insulta l’avversario. O gli si dà del fascista. Oramai l’abbiamo capito.

    Ed adesso non vada a piangere dalla redazione per fare moderare anche questi interventi. Quando danno fastidio si fanno cancellare. Metodo altamente democratico.

    Per quanto riguarda l’anonimato è purtroppo una necessità derivante dai vostri metodi democratici dal dopoguerra ad oggi.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 19 novembre 2018 19:03

    miiiiii un livello da vero itagliano

  • Di Un italiano (---.---.---.69) 19 novembre 2018 19:09

    Siamo allo scherno? Non è da Emerito autore da come vuol far credere nella Sua presentazione.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 19 novembre 2018 19:16

    Veramente io non ho mai chiesto alla redazione di cancellare nessun commento a meno che non fosse palesemente offensivo. Non comincerò con lei, di cui mi importa meno di zero. Le faccio solo notare che lei qui viene a esporre liberamente le sue idee (ammesso che siano idee) e nessuno glielo impedisce, quindi non venga a piagnucolare con questo suo vittimismo ridicolo e fuori luogo. Lei è l’unico che frigna qui, non se n’è accorto?

    Al contrario è noto che durante il regime di cui lei è appassionatamente nostalgico a uno come me non solo sarebbe stato impedito di parlare (pena il confino o la galera) ma dal momento che il mio è un cognome ebraico sarebbe stato anche impedito di VIVERE a prescindere da qualsiasi cosa avessi detto, fatto o anche solo pensato. Perché il fascismo di cui lei è nostalgico era un regime assassino, non lo sapeva?

    E ora vada pure per la sua strada; uno che si ripara nell’anonimato per fare il gradasso non merita nemmeno la stima minima per continuare a discutere.

  • Di Un italiano (---.---.---.69) 19 novembre 2018 19:22

    Amen!

  • Di Un italiano (---.---.---.69) 19 novembre 2018 20:32

    Tanto per precisare (e poi mi taccio, tanto contro le posizioni ideologiche è inutile andare) visto che mi si è stato dato dell’assassino (o quanto meno simpatizzante per tale pratica) i regimi che praticano l’assassinio seriale sono (e sono stati) più di uno a partire dai paradisi socialisti (che ci volevano regalare i nostri benemeriti comunisti). E che non sia mai che i regimi fascisti siano nati per arginare la deriva bolscevica di quegli anni.

    Non di meno in tale campo sono (e sono state) molto attive, e con ottimi risultati, le teocrazie (di cui tratta con forbiti ed interessati passaggi l’emerito autore mio interlocutore).

    Quindi è proprio il caso di dire: chi è senza peccato scagli la prima pietra.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 19 novembre 2018 21:00

    Ha letto da qualche parte che io abbia mai ritenuto innocente un qualsiasi regime totalitario e stragista, comunista o no che fosse? Non mi pare proprio. È lei che ne sta difendendo uno in nome di non so cosa, e quindi si è dichiarato simpatizzante di un regime totalitario e assassino, non io. Quindi dei suoi deliri sul dualismo storico non so che farmene. Per quanto riguarda le teocrazie non ho alcun dubbio che il cristianesimo in molte sue forme sia gerarchiche che popolari ha avuto le sue indiscutibili responsabilità. A meno che non voglia insinuare che gli ebrei di ottant’anni fa furono i responsabili del loro proprio sterminio, cosa che farebbe ridere anche i polli. E ora vada per la sua strada e la faccia finita di importunarmi.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 19 novembre 2018 21:21

    E comunque pensare che qualsiasi antifascista debba necessariamente essere un comunista  al di là del fatto che il comunismo italiano non sia stato la stessa cosa di quello sovietico o cinese indica una grossolanità e un’ottusità storica davvero rimarchevole. Davvero, perché non va a ripassare qualche buon libro di storia invece di perdere tempo a far perdere tempo agli altri?

  • Di Un italiano (---.---.---.2) 20 novembre 2018 09:26

    Eggià, italiani brava gente. I nostri comunisti sono diversi dagli altri. Non le viene in mente che se non sono diventati come gli altri è perchè fortunatamente li hanno fermati in tempo?

    Altra cosa, lungi da me essere razzista nei confronti degli ebrei, ma faccio solo una constatazione. Come mai nel corso dei millenni e della storia occidentale sono stati sempre perseguitati? A partire dai ghetti in avanti? E ogni tanti anni esplode, non si sa perché, una azione di forza tesa a sopprimerli? Se qualcuno riesce a darmi una spiegazione logica. È un interrogativo che mi porto dietro da sempre. Grazie.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.116) 20 novembre 2018 09:44

    "Italiani brava gente" si riferisce alla falsa ipotesi che durante la guerra gli italiani siano stati appunto "brava gente" rispettando i diritti umani dei nemici. Cosa storicamente falsa. Sui comunisti italiani è palese in quanto storicamente dimostrabile nei fatti che non abbiano mai instaurato in Italia una dittatura di tipo sovietico, ma abbiano al contrario combattuto, rischiando e spesso perdendo la vita per la repubblica. Si può ipotizzare quello che si vuole sulle loro intenzionalità più o meno latenti, ma la storia è questa: i fascisti hanno portato un totalitarismo, i comunisti no. Sul resto del discorso sorvolo. È la classica scusante dei razzisti antisemiti: se tutti ce l’hanno avuta con gli ebrei...qualche ragione ce la devono pur avere avuta! Se lei è un antisemita non dia la responsabilità ad altri: è solo sua, "un italiano".

  • Di Un italiano (---.---.---.254) 20 novembre 2018 11:03

    Come le ho già precisato non sono assolutamente antisemita, ci mancherebbe! Non ne vedo la motivazione. Però certi quesiti vengono naturalmente.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.112) 20 novembre 2018 14:10

    Vengono a lei. A me no.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 20 novembre 2018 18:06
    Enzo Salvà

    Diritti Civili: ha ragione, questo governo ha grattato via la patina che copriva razzismo, xenofobia ed il rifiuto di tutto ciò che può apparire "diverso": una delusione vedere i consensi salire. 

    Non sono certo che questo sarà sufficiente a costruire "il ventennio" e nemmeno il quinquennio, fermo restando che credo che dopo il probabile scontro con la Commissione Europea, il Consiglio dei Capi di Stato e di Governo ricomporrà la cosa permettendo a tutti di dichiarare vittoria.

    Ma i nodi prima o poi vengono al pettine e non è detto che si tratti del cosiddetto Reddito di cittadinanza che piano piano viene dipinto sempre più simile allo HARTZ IV tedesco, anzi, Di Maio lo ha persino dichiarato. Il problema più immediato è il nostro Welfare State che sta soffrendo da anni e che con i chiari di luna dello spread, ammesso che le cose con l’UE si ricompongano, con questo bilancio soffrirà ulteriormente; è sempre successo ma ora stiamo andando verso il limite.

    Salvini ha qualche gatta da pelare qui al nord in particolare con Confindustria e PMI: non sono bastate le promesse di condono, sulla flat tax per le sole piccole partite IVA, poi, comincia a montare il malumore anche di Confartigianato. Questo Governo dovrebbe anche concedere le ulteriori competenze Regionali promesse a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: che non si pensi non siano sentite. Il problema è la concessione delle competenze assieme ai relativi trasferimenti finanziari.

    Ulteriore problema per gli elettori 5S è vedere approvati i vari decreti peraltro promossi anche da loro - Dignità—con ulteriore precarizzazione  Genova  utilizzo in agricoltura di fanghi industriali più inquinanti di prima, condono edilizio, -Sicurezza- i mal di pancia sono anche in Parlamento, -Condono Fiscale- si forse no, vedremo, -Reddito di Cittadinanza?- se riesce, senza soldi non si fa nulla, ma prima viene lo stipendificio per i centri per l’impiego, se ne riparlerà. -ILVA, TAP E TAV- , tutto "combinato" in pochi mesi.

    Dei sovranisti non mi preoccuperei: più diventano forti e più guarderanno solamente a casa loro: gli italiani sono tra i sovranisti deboli, poveri e, come dicono i tedeschi, scrocconi ........ sarei curioso di vederli all’opera, certo rischiano di lasciarci macerie.

    Credo abbia ragione quando dice che Salvini potrebbe far saltare il banco prima delle elezioni Europee, ma bisogna vedere in quali condizioni "economiche" ci arriviamo. Le scuse, cattiva Europa e cattivi mercati, serviranno a poco.

    Non sono certo che 5S e PD siano una coppia da desiderare, io sarei contrario. Non mi piacciono i qualunquisti e nemmeno quelli che tradiscono il loro stesso Manifesto dei valori.

    Restano quindi i "diritti civili", che oggi in generale si possono calpestare senza problemi, e un inizio di dio-patria-famiglia, molto gradito. Di questo è giusto continuare a parlare. Come sempre saranno i deboli e le minoranze a pagare per primi il prezzo più alto.

    Un Saluto

    Es.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.112) 20 novembre 2018 19:05

    Condivido in buona parte il suo commento, Salvà, ma nel frattempo noto che Salvini sta sempre più tirando la corda (dai termovalorizzatori alla dichiarazione di oggi sul decreto sicurezza, che tanti mal di pancia provoca nel M5S: "o si approva entro il 3 dicembre o salta tutto"). Corda tirata in corrispondenza di una progressiva salita dello spread già ai limiti del pericoloso — e di un piazzamento dei BTP Italia andato maluccio. L’idea quindi che si vada a una resa dei conti nel governo, forse anche parecchio prima delle europee, per me resta valida. Quindi si apre tutta la riflessione sul prossimo futuro che ho cercato di delineare nel mio articolo. Non pretendo di avere la sfera di cristallo, ma solo di qualche capacità di ragionamento sulle cose che vedo e che leggo. Ovvio che se il governo che verrà sarà di destra-estrema destra a guida leghista, una riflessione su chi e come sarà all’opposizione si impone: e di forze di un qualche peso che saranno all’opposizione vedo solo le due indicate. A meno di improvvisi colpi di scena che non posso prevedere. Saluti.

  • Di pv21 (---.---.---.157) 20 novembre 2018 19:58

    Atto di fede >

    I saldi della manovra non si discutono e la Legge di Bilancio è “credibile e seria”?

    SALVO CHE ancora diverse misure sono “ballerine” per contenuto ed entità, per decorrenza e destinatari, per durata e modalità.

    Tutto è in divenire per milioni di cittadini: dal lavoro al reddito, dall’alloggio alle pensioni, ecc..

    IMPRESA davvero proibitiva è tentare la quadra tra l’avere ed il dare.


    C’è di più.

    Oltre alla Commissione UE, anche investitori e operatori finanziari dovrebbero saper aspettare l’evolversi di siffatta situazione, avendo “piena” fiducia sia sulla durata e lungimiranza del governo come sull’efficacia delle decisioni man mano elaborate e varate. E questo a fronte di uno scenario internazionale affatto lineare e “stabile”.


    Mentre il DEBITO e lo spread corrodono la Borsa (-16%) ed i risparmi, ci godiamo (?), grazie agli alfieri della compagine di governo, le frecciate e le giravolte su tematiche come condoni, conflitto interessi, prescrizione, preservativi e via dicendo.


    Presupposto è aspettare e avere fede.

    Governare un paese non è alimentare la Pescitudine di chi …

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