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Per Napolitano, Casini e Renzi: per una democrazia compiuta e un’Europa vera

"La democrazia incompiuta" è il titolo di un recente supplemento del "Corriere della sera" in cui si raccoglievano scritti significativi di Aldo Moro. Si tratta della realtà politica italiana di fondo e anche del nucleo dell'impegno politico del grande statista: portare, guidare verso una democrazia compiuta. Portare verso un'Europa vera, come volevano due altri grandi statisti cristiani, Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer.

Una democrazia è però tale quando i cittadini possono scegliere liberamente i loro rappresentanti senza trucchi e finzioni. Un presupposto che si è sempre scontrato con le realtà delle gerarchie di partito di tutti i partiti, da destra a sinistra. L'impegno di Giorgio Napolitano in questo senso per una nuova legge elettorale è una delle vere grandi priorità di questo momento. Si tratta di un cambiamento inderogabile riguardante tutte le forze politiche. Un cambiamento che - come sostiene bene Matteo Renzi - deve andare sino all'interno di ogni partito, come è stato recentemente fatto purtroppo nel solo PD con la introduzione delle "primarie" dove è dato ai cittadini di scegliere anche il segretario del proprio partito, realtà a cui lo stesso PD - in forte contrasto con la propria base - pare cominci a disaffezionarsi ed a cui nessun altro è volto.

E' la realtà imprescindibile "dal basso". Per quella "dall'alto", si è - una volta tanto - d'accordo con PierFerdinando Casini: per un'Italia che sia di nuovo veramente Italia - quell'Italia Vera per cui il mondo ci apprezza e stima, come apprezza e stima Mario Monti - è necessaria la collaborazione tra tecnici e politici, la quale, a dispetto dei politicanti di vario segno che l'hanno preceduta, ha portato frutti e risultati. "Per noi dopo Monti c'è solo Monti (...) per un'Italia vera... (...) e per costruire gli Stati Uniti d'Europa". Tanto per cambiare - è la prima volta che gli si è udito un vero discorso da leader politico di spessore - sono perfettamente d'accordo con lui.

Un'osservazione importante giunge infine dallo stesso Monti: ormai la politica italiana si fa per molta e consistente parte a Bruxelles con politici italiani scelti dai cittadini italiani. Si tratta, è il vero problema di fondo, di giungere ad una democrazia compiuta e, soprattutto, al senso civico di essere cittadini europei. Una vera rivoluzione, già Albert Soboul, nella sua celeberrima "Storia della Rivoluzione francese" osservava che le vere rivoluzioni non consistono nei grandi sovvolgimenti storici e politico culturali, che spesso ricadono nell'opposto, dalla servitù alla libertà per poi ricadere in una servitù peggiore, ma nel mutamento delle coscienze, nell'acquisizione di una coscienza civile e politica più elevata. 

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