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OWS: gli scrittori occupano Wall Street e difendono la biblioteca del popolo

Continuano gli scontri a New York. Dopo le decine di arresti fatti dalla polizia newyorkese qualche giorno fa, quando decise di sgomberare il quartier generale della rivolta Occupy Wall Street a Zuccotti Park, nella notte italiana se ne sono avuti degli altri.

A due giorni dal compimento dei due mesi di occupazione il Sindaco aveva deciso che era ora di pulire e mettere a posto il parco. Lo stesso sindaco che poco prima aveva twittato: 
“gli occupanti di Zuccotti devono temporaneamente lasciare il parco e rimuovere le tende e i teloni. I manifestanti possono tornare dopo che il parco sarà stato ripulito” 
Parole che non hanno convinto gli occupanti, che avevano opposto resistenza.
 
Ieri, invece, era l’Action day, organizzato per festeggiare il secondo mese di occupazione e il bilancio finale degli scontri è stato di più di 240 arresti e 17 feriti, di cui 10 indignados e 7 poliziotti
 
Ventiquattro ore di protesta, in cui gli occupanti hanno cercato di bloccare Wall Street, non riuscendoci, per poi tornare a Zuccotti Park e chiudere con una marcia sul Ponte di Brooklyn. Sarebbero stati più di 30 mila, a detta dei manifestanti, meno di un migliaio per il sindaco di New York Bloomberg.
 
Ma come sempre ci sono storie nelle storie che si dipanano, secondarie ma non meno importanti. A Zuccotti Park, l’ex quartier generale degli indignados, era stata creata una biblioteca pubblica che, stando a chi la gestiva, è stata quasi distrutta durante lo sgombero e con lei tantissimi tra i i suoi 5554 libri, raccolti in poche settimane.
 
Qui un video in cui si vedono i poliziotti caricare i libri su dei carrelli, mentre la folla grida "Shame on you"

 
La biblioteca della gente è “collettiva, pubblica e aperta”, come si legge sul blog ufficiale e fornisce accesso “libero, aperto e senza restrizioni alla nostra collezione di libri, riviste, giornali, magazine, saggi e altro materiale che è stato donato, raccolto e scoperto durante l’occupazione”.
 
Che fine ha fatto la Biblioteca? La Biblioteca adesso “è su carretti mobili”, spiega ad AgoraVox Italia Mandy, una 'bibliotecaria della gente' - come si definisce, sottolineando l’orizzontalità gerarchica che contraddistingue il movimento - e non si sa dove sia ora con precisione: “Dove sono, ora? Chi lo sa!”. “Abbiamo perso molti libri – continua – e non siamo molto sicuri del numero attuale dei volumi: probabilmente un migliaio sono tornati indietro dal deposito, ma altri sono ancora confiscati”.
 
Ma come è nata l’idea di questa Biblioteca? La sua genesi l’ha fatta qualche settimana fa Alexia Nader sul New Yorker:
 
Durante la mia visita alla Biblioteca, questa mattina, mi è stata raccontata tutta la storia dell’istituzione da chi se ne sta prendendo cura, Betsy Fagin. Qualche giorno fa, Betsy, una bibliotecaria che vive a Brooklyn, venne per protestare per la prima volta e trovò un cumulo di libri per terra dove in molti erano accampati. Decise di andare in uno dei punti di incontro dell’organizzazione e chiese se qualcun altro pensasse che sarebbe stata una buona idea cominciare a tenere seriamente una biblioteca. La gente acconsentì. Così Betsy cominciò a chiedere donazioni di libri, giornali e poesie. E dice che da quel momento manifestanti, passanti, gente di Wall Street hanno fatto un salto al parco con pile di libri.
 
Una parte importante del mondo della cultura e della letteratura in particolar modo è da tempo dalla parte dei manifestanti. A supportare l'accampamento sono stati musicisti (Jeff Magnum, Pete Seeger, Sean Lennon, Rufus Wainwright), filosofi e intellettuali (Naomi Klein, Noam Chomsky, Slavoj Žižek, Joseph Stiglitz) ma a muoversi sono stati anche molti scrittori.
 
“Noi, sottoscritti scrittori e tutti quelli che si uniranno a noi, supportiamo Occupy Wall Street e l’intero movimento in tutto il mondo”
 
 
Con poche righe, infatti, il mondo letterario americano e non solo ha appoggiato la protesta. Quasi 2000 firme provenienti da tutto il mondo e a scorrere la (lunga) lista saltano agli occhi tanti nomi noti: Jonathan Lethem, George Saunders, Gary Shteyngart, Salman Rushdie, Jon Savage, Sam Lipsyte, Margaret Atwood, A.L. Kennedy, Nick Hornby, Jennifer Egan, Michael Cunningham, Ursula K Le Guin, Noam Chomsky, Naomi Klein, Henning Mankell... Tra gli italiani Roberto Saviano e il collettivo Wu Ming.
 
Alcuni tra essi, come Jonathan Lethem, autore di libri come La Fortezza della Solitudine e Amnesia Moon, il premio Pulitzer per la letteratura 2010 Jennifer Egan (di cui è appena uscito in Italia il libro che le ha fatto guadagnare il premio: "Il tempo è un bastardo" per minimumfax) sono stati proprio a Zuccotti Park. Lethem che ha definito l’occupazione “la più grande chiamata di controllo mai fatta” ha donato anche uno scritto che trovate qui (altri li trovate qui). La trascrizione del suo discorso è, invece, qui. Un altro autore, Salman Rushdie ha paragonato il sequestro dei libri al pari della distruzione dei libri da parte dei nazisti: "I nazisti distruggevano i libri per "purificare" la cultura tedesca. I bigotti lo fanno in nome di Dio e Allah. Qual è la scusa di Bloomberg? 'Igiene'"
 
 
Domani, invece, sarà un italiano, uno degli autori italiani più conosciuti al mondo, a far capolino tra gli occupanti. Roberto Saviano, infatti, invitato dal movimento OccupyWallStreet, ha deciso di sostenerlo non solo con la firma della petizione, ma anche con un discorso pubblico che si terrà il 19 novembre alle ore 12.00 locali (18.00 in Italia). L’intervento di Saviano verterà su “Crisi economica e criminalità organizzata”.
 
Salve, sono Roberto Saviano. Sabato19 novembre alle 12 sarò a Zuccotti Park insieme a molte persone. Sono contento di essere stato invitato dagli organizzatori di Occupy Wall Street a parlare di come la crisi economica sia sfruttata dalle mafie per conquistare sempre più soldi e potere. Invito tutti voi che volete protestare contro i crimini della Gomorra finaziaria e tutti voi che volete capire i meccanismi che stanno dietro alla crisi dalla Grecia agli Stati Uniti passando per l’Italia. Spero di vedervi sabato per dimostrare che questa protesta non può essere zittita. See you soon. Roberto Saviano
 
Un aiuto, quello dello scrittore di "Gomorra" che di cui i ragazzi non possono che essere contenti e Mandy, infatti ce lo dice: "Siamo contenti che persone come Roberto Saviano ci stiano appoggiando. Abbiamo bisogno di tutto il supporto possibile per costruire un mondo migliore".
 
LEGGI ANCHE: Occupy Wall Street: il sostegno di artisti, politici e intellettuali a un mese dall’inizio della protesta
 

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.43) 18 novembre 2011 18:57
    Damiano Mazzotti

    Mi sbaglierò, ma la guerra si vince lottando sullo stesso piano. La finanza e le grosse banche d’affari (sporchi) usano il denaro e noi dobbiamo usare il denaro il denaro e i boicottaggi per combattere le varie battaglie. Io sono uno che ama molto i libri e propri per questo ne conosco molto bene i difetti e i limiti. Purtoppo in molti casi i libri sono riduttivi e impediscono alle persone di discutere della realtà particolare delle cose e pure agire. Le chiacchiere sono una cosa e le discussioni mirate e le manifestazioni e i movimenti intelligenti sono un’altra cosa ancora.

    Per capire meglio, bisognerebbe stare calmi e usare il cervello come i boscimani del Kalahari in Africa, che per salvarsi da un ampio incendio della savana, appiccano da subito un altro incendio davanti a loro, dopodiché aspettano che l’incendio si allontani e se ne stanno nella zona incenerita e aspettano che il primo incendio dietro di loro si esaurisca o passi abbastanza lontano da loro.

    Presto arriverà l’incendio finanziario e noi cittadini dobbiamo stare molto uniti e dobbiamo lavorare tramite il Web per trovare il modo di salvare la pelle.

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