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Muos, a che punto siamo

Il 19 giugno scorso il Senato ha approvato la mozione a firma di Aldo Di Biagio (Sc) e Manuela Granaiola (Pd) sul Muos, il sistema militare di comunicazione satelittare che dovrebbe essere costruito nella riserva naturale della Sughereta a Niscemi (Caltanissetta) e che verrà gestito dalla Marina Militare degli Stati Uniti.

Il Muos è il frutto di un accordo bilaterale USA-Italia del 2001, sottoscritto nel 2006, ma mai ratificato dal Parlamento, e di un provvedimento di autorizzazione all'installazione rilasciato dall'Assessorato regionale territorio e ambiente della Sicilia, a seguito di apposita Conferenza di servizi del settembre 2008. Il 1º giugno 2011 Ministero della difesa e Regione Sicilia firmano un protocollo d'intesa con il quale le parti si impegnano, tra l'altro, a far sì che l'installazione del sistema Muos avvenga nel rispetto della salvaguardia della salute della popolazione e della tutela dell'ambiente.

Ma l'Istituto Superiore della Sanità, in collaborazione con l'OMS e l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), su richiesta del Ministero della salute, presenta il 5 settembre 2013 una relazione che invita a una “particolare attenzione e cautela” e alla realizzazione di un “sistema di sorveglianza epidemiologica dello stato di salute delle persone residenti a Niscemi”.

Questione controversa, dunque, quella dell'impatto del Muos sulla salute dei cittadini.

Ma cosa significa l'approvazione di questa mozione da parte del Senato? 

Il Senato ha approvato la mozione PD-Scelta Civica che esprime il responso seguito ai lavori delle Commissioni Ambiente e Sanità e che fa il punto sulle “installazioni attuali della NRTF8, un'importante centrale di telecomunicazioni composta da 44 antenne, di cui 21 operanti (20 in alta frequenza per comunicazioni di superficie ed una in bassa frequenza per comunicazioni sotto la superficie del mare), e su quelle future, che prevedono il Mobile User Objective System (il MUOS), un sistema militare di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza, composto da 4 satelliti e da 4 stazioni di terra, una delle quali in fase di realizzazione a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, all'interno della riserva naturale Sughereta. L'impianto di Niscemi sarà composto da 3 antenne paraboliche basculanti, di diametro pari a 18,4 metri, e da due antenne elicoidali alte 149 metri.”

L'imponenza dell'impianto e i dubbi scientifici (ammessi dagli stessi senatori favorevoli alla realizzazione dell'impianto, come il Senatore Mazzoni, di Forza Italia) hanno polarizzato la discussione parlamentare: PD e Scelta Civica hanno chiesto al Governo di porre dei paletti inerenti il monitoraggio dell'impatto delle onde elettromagnetiche sulla salute, la diffusione dell'informazione, la partecipazione degli enti locali e la rimozione delle antenne in disuso (la mozione è stata accolta). Al contrario i provvedimenti M5S e SEL, che chiedevano fondamentalmente lo smantellamento del progetto, sono stati respinti. La Lega ha domandato che il sistema di radar venga utilizzato anche in tempo di pace, per “monitorare” i barconi di migranti, ma il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, ha spiegato che non è possibile.

Cosa significa quindi? Che i lavori vanno avanti, facendo "attenzione". 

La questione del Muos, con il cambio di atteggiamento del Presidente della Regione Sicilia Crocetta, è particolarmente delicata, sia per l'indecisione della politica (del Pd regionale/nazionale ad esempio), sia per i controversi pareri tecnici inerenti l'impianto. Il prof. Zucchetti del Politecnico di Torino, ad esempio, ha sconfessato la relazione dell'ISS che esclude pericoli sensibili per la salute dei cittadini. In Aula il M5S ha fatto notare come la scelta del sito, a 15 chilometri dal petrolchimico di Gela e a 110 chilometri dal petrolchimico di Augusta-Priolo, impatti su un territorio già gravato dauna situazione particolarmente difficile, e renda anche difficoltosa una valutazione ambientale dell'impatto autonomo del Muos sull'ambiente (vi sono antenne già attive che sono lì dal 1991).

Intanto, sul territorio, la battaglia continua. Dal fronte NO Muos dichiarano in una nota che “La decisione adottata dai parlamentari nazionali del Pd di avallare la costruzione del Muos dimostra ancora una volta come il problema sia stato affrontato con superficialità. Il problema della salute dei cittadini di Niscemi e del territorio, in un quadro di assoluta incertezza sulla nocività delle onde elettromagnetiche che si svilupperanno, avrebbe dovuto imporre l’ applicazione del principio di precauzione, ma così non è stato”.

Intanto, in attesa della grande manifestazione indetta per il 9 agosto a Niscemi, il fronte No Muos sbarca a Cosenza, e prosegue la sua battaglia nonostante le decine di provvedimenti notificate nei giorni scorsi agli studenti “No Muos” palermitani, per la manifestazione contro i radar del primo marzo.

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