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Manovra, riunione a Palazzo Chigi: ma Di Maio non si è affacciato al balcone

Al termine della riunione a Palazzo Chigi, ieri sera, il balcone è rimasto chiuso! Conte, Salvini, Di Maio, Tria, Giorgetti, Castelli, l'intero stato maggiore delle illusioni e del niente, con la coda tra le gambe, impegnato a ridimensionare fortemente la manovra "del popolo".

 
 

Di Maio non ha replicato l'indegno show del 27 settembre scorso, quando, interrompendo il Consiglio dei ministri, era corso al balcone con tutti i suoi: ce l'abbiamo fatta, ce l'abbiamo fatta! E sotto al balcone: Lu-i-gi, Lu-i-gi, scandivano i senatori e i deputati del Movimento, ai quali era stato dato l'ordine di raccogliersi e fare ola.

Uno spettacolo da far accapponare la pelle! Dita alzate in segno di vittoria da parte del vicepremier, uh uh di Toninelli, Lezzi euforica, Bonafede deliziato, insomma il Governo del Paese peggiore della peggiore curva sud! Per il 2,40 di aumento del deficit tutto sulle spalle degli Italiani!

Noi, nel nostro minutissimo blog, abbiamo scritto in tempo reale e veramente scandalizzati! La tv rimandava scene da incubo: urla, giubilo, batti il cinque, yeah, una cosa orrenda!

I giorni successivi i commenti si sono sprecati, tronfi, insolenti e falsi quelli dei 5 Stelle, aggressivi, tonitruanti e dittatoriali quelli della Lega.

Gli italiani di buon senso restavano ammutoliti da tale sfascio e miseria intellettuale e morale. Oggi sono trascorsi due mesi e "quel" balcone è rimasto chiuso. Chissà se Giggino e tutti i suoi hanno capito la lezione! 

La manovra "del popolo" cambia, deve cambiare. L'Europa, questa grande madre e matrigna (per loro!) ci ha dato una sonora sveglia. Così, la quota 100 è in forte discussione, il reddito di cittadinanza traballa, le due misure slittano, e tutto si rivela per quel che è sempre stato: schifosissima propaganda elettorale.

Vedremo adesso quali e quante fandonie per poter giustificare la retromarcia!

Il balcone resta chiuso, Giggino non si affaccia più! Deve occuparsi anche di suo padre, dopo aver sbertucciato i padri degli altri. Si parla di lavoro in nero, incidenti sul lavoro non denunciati, fabbricati fantasma, tutto molto imbarazzante per chi dichiarava che per i datori di lavori la pacchia è finita e sempre onestà, onestà!

Tutto imbarazzante, per Giggino, sempre che sappia cosa è l'imbarazzo, il disagio e la vergogna, ché finora la sua faccia di bronzo e la sua capacità di mentire hanno fatto vergognare noi cittadini Italiani, ancora increduli di aver fatto nascere tale classe politica!

Soverato Perché 2
Blog, 

(Foto: Mattia Luigi Nappi/Wikipedia)

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.157) 29 novembre 2018 16:19

    Opacità >

    Di Maio Luigi dichiara di non sapere nulla sulla vicenda dei 4 casi (almeno) di lavoro nero presso l’impresa edile del padre Antonio. Rivela altresì che soltanto “da giovane” lui stesso ha lavorato per “brevi periodi” nella ditta del padre.


    Da qui tuttavia sorge un quesito.

    NESSUNO trova nulla da eccepire sul fatto che allora, pur lavorando giornalmente in azienda, il giovane Di Maio non abbia avuto mai sentore (e curiosità) sull’insolita dislocazione di ben 4 collaboratori in una distaccata proprietà di famiglia.

    Un edificio, dismesso e formalmente inagibile, che veniva utilizzato come una sorta di capannone, di magazzino/succursale.


    Se è impossibile accertare la verità, sarebbe comunque interessante domandarglielo ed “ascoltare” la risposta. Non limitandosi ad un semplice e opaco “prendo le distanze”.

    Può sembrare, ma non è una banalità.

    STARE nella stanza dei bottoni non è giocare al Pantomima e Rimpiattino ...

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