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 Home page > Tribuna Libera > La Sinistra del popolo che riparte da "Patria e Costituzione"

La Sinistra del popolo che riparte da "Patria e Costituzione"

L'8 settembre ho partecipato all'Assemblea della neonata Associazione "Patria e Costituzione" promossa da Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre. Non solo ho partecipato ma ho dato la mia adesione.

Adesso mi auguro che alla elaborazione teorica segua l'organizzazione. Da più parti ho letto accuse di diverso tipo. Le più gentili parlano della nascita di una nuova formazione politica a sinistra. Le più cattive di un'associazione che si caratterizza per ispirarsi ad una cultura politica rossobruna. Entrambe le affermazione sono campate in aria e sono la prova di come non ci sia più una cultura politica realmente critica rispetto al sistema dominante. In modo schematico proverò a riassumere i termini della questione. Con la crisi finanziaria del 2007 - 08 il ciclo politico, economico e culturale che durava da circa quarant'anni è andato in crisi. Quella fase ha visto confluire sullo stesso piano la sinistra storica, la sinistra critica e la cultura politica neoliberale e globalista. La sinistra storica è confluita sullo stesso piano della destra neoliberale e globalista condividendo globalizzazione, neoliberismo e diritti civili in sostituzione di quelli sociali; la sinistra critica, coincidente con quella radicale, è confluita sulle stesse istanze neoliberali confondendo la globalizzazione con l'internazionalismo, i diritti di libertà individuali con i diritti social.

Ha pensato che la globalizzazione potesse in qualche modo abbattere lo Stato capitalista, ha anche pensato che la lotta di classe potesse essere sostituita da una nuova forma di conflitto sociale che avrebbe visto la contrapposizione di minoranze etniche, religiose, culturali,s essuali ecc. contro la classe egemone che guida la globalizzazione. Se la sinistra storica è diventata l'altra faccia dell'ideologia neoliberale, la sinistra critica ha perso la capacità di interpretare i cambiamenti in atto e i conflitti che essi hanno determinato. La crisi del 2007- 08 ha riguardato l'economia, il modello sociale e le culture egemoni sia di governo che di opposizioni. La contrapposizione ha finito con il ridursi a conflitto tra due destre. Come vado ripetendo da tempo, abbiamo una destra neoliberale e globalista, che tiene insieme anche la sinistra storica, contrapposta a una destra anche essa neoliberale ma nel contempo attenta a recuperare l'identità nazionale. Sia chiaro, entrambe le destre hanno bisogno dello Stato per controllare le masse oltre che per organizzare e controllare normativamente il sistema. Il problema è che il modello della destra della destra liberal - globalista è in crisi e non è più in grado di controllare le masse. A questa crisi ha risposto la destra neo nazionalista che mira a recuperare il controllo delle masse attraverso l'identità nazionale e il senso di appartenenza ad una comunità. Mentre la Sinistra storica appare sempre di più un tutt'uno con la destra globalista, ne sono esempio i governi di unità nazionale, la sinistra critica è totalmente incapace di cogliere le contraddizioni del sistema.

Di questa incapacità sono esempio la nascita di nuovi soggetti politici come Podemos, lo stesso M5S in Italia, Insoumise in Francia, la crisi della Linke in Germania e la nascita del movimento Aufstehen ad opera di Sara Wagenkenecht e Oskar Lafontaine per non parlare del Labour di Corbyn o dei Democratici che hanno come riferimento Sanders. In questo dato momento in Italia non c'è nessun soggetto politico, sia esso movimento o associazione di cultura politica, capace di mettere in campo una proposta capace di occupare uno spazio completamente vuoto. Quanto questo spazio è grande nessuno può saperlo. Molto dipende dalla credibilità della proposta politica. La contrapposizione, dicevo, è tra due destre entrambe liberiste, in economia una globalista e l'altra neo nazionalista. Esiste di fronte a questo quadro la possibilità che a Sinistra possano essere recuperate e interpretate in senso di una maggiore democrazia, di una maggiore uguaglianza sociale, idee come quelle di Patria, di Costituzione se non addirittura quella di Nazione. Se sulle categorie di Patria e Costituzione c'è ben poco da aggiungere su quello di Nazione mi spingo ad affermare ciò che sosteneva un valido economista scomparso un paio di anni fa, il prof. Marcello De Cecco: per nazionalismo economico deve intendersi un pensiero mirante a potenziare al massimo le energie economiche della nazione e per fare questo si pronunciava a favore di un largo intervento dello Stato a favore di misure di politica commerciale, produttivistica e demografica. Sempre sul solco tracciato da De Cecco questo tipo di nazionalismo non ha nulla a che vedere con l'imperialismo o il nazionalismo degli storici della politica.

Di fronte ad episodi come il crollo del Ponte Morandi a Genova, di fronte ai provvedimenti del governo Renzi - Gentiloni, come si fa a non essere nazionalisti nel senso di difendere l'interesse dello Stato italiano all'insegna dei principi fissati in Costituzione quando Stati forti, di fatto impongono le regole del gioco utilizzando in modo strumentale, per non dire neo coloniale, le istituzioni comunitarie.

Dopo decenni di destrutturazione sociale in nome dell'esaltazione individualista, del mercato e dell'idea che ciascuno debba essere "imprenditore di se stesso" lo sfacelo sociale che tali idee hanno prodotto sulla società è sotto gli occhi di tutti. C'è bisogno di recuperare idee forti sulle quali rifondare senso di appartenenza, responsabilità verso la propria comunità, coesione, solidarietà e giustizia sociale. La Costituzione, accompagnata alle idee di Patria e Nazione, ponendo al centro il cittadino - lavoratore (art. 3) può essere l'elemento fondativo per una Sinistra di Popolo. Chiudo ricordando Federico Caffè e Carlo Lavagna. Il primo parlava di una Costituzione keynesiana, il secondo di una Costituzione che si poneva come fine la costruzione del Socialismo. Sono entrambi idee guida che si conciliano con “ Patria e Costituzione”.

 

Commenti all'articolo

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 11 settembre 13:09
    Truman Burbank

    I migliori auguri per la nuova formazione, noto validi nomi, tra cui l’ottimo Giacchè.

    Sulla valutazione della "sinistra storica" e su quello che potrebbe aver pensato mi permetto di dissentire dall’articolo. Secondo me hanno semplicemente pensato che fosse loro interesse passare al nemico e tradire il popolo italiano. E lo hanno fatto.

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