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La Germania non è al sicuro: spread, errore, psicosi ed economia reale

I dati dell'economia reale non corrispondono assolutamente allo spread né i comportamenti degli operatori sono razionali

Era accaduto ormai alcuni anni or sono, ma "repetita juvant" a niente e "Historia magistra vitae" ma neanche. Un noto manager di una delle più importanti aziende italiane era lì, a fronte di una crisi tedesca, a dire la sua "che finalmente, che non solo l'Italia etc.", insomma "aus dem Hertzen" come direbbero i tedeschi. Tenuto conto che quell'azienda, come l'Italia, vende in Germania circa il 50% di tutto il proprio export, più che "aus dem Hertzen" bisognerebbe ricorrere a Freud.

L'episodio è ormai datato, ma la realtà è quella ed è attualissima. Lo è reciprocamente anche per la Germania, dove molti si sono espressi "aus dem Hertzen" circa Grecia, Portogallo, Spagna ma anche Italia. Al pari del manager italiano di allora, molti e non meno significativi manager tedeschi che si sono espressi similmente sui Paesi citati ignorano del tutto che, sebbene alcune note grandi aziende tedesche (quali BMW che ormai vende una vettura su tre in Cina e VW, una su quattro), oltre il 60% dell'export, e perciò del fatturato tedesco, è dato dai Paesi europei e segnatamente, per il 50% da quelli citati.

Una crisi di questi è, necessariamente, una crisi della Germania. In più, non sono necessari dati economici sofisticati, calcoli dettagliati, grandi teoremi etc., bastano questi pochi dati ed una riflessione anche minimale per capire che qualcosa, ma qualcosa di grosso, nel cosiddetto "Spread" non quadri e di molto anche. Se il dato economico reale è quello di una crisi profonda dei Paesi europei, cioè del 60% delle esportazioni tedesche, questa è una crisi per forza anche tedesca. Non può esserci uno "Spread" delle dimensioni viste, neanche se si considerano solo i dati finanziari, perché le banche tedesche sono fortemente partecipi, ad esempio, alle gigantesche speculazioni edilizie in Spagna. Proprio la Spagna è la dimostrazione che il dato economico reale sia un dato irriducibile al razionale, quindi prettamente irrazionale, psicotico, freudiano. Non può essere classificato altrimenti.

Il dato di fatto non è semplicemente quello di un giudizio, o opinione, formulato da agenzie di rating più o meno discutibile. Il dato economico reale è, invero, quello che non lo Stato spagnolo né gli enti spagnoli, bensì i privati, compresi molti e moltissimi piccoli e medi investitori, solo nell'ultimo mese, hanno esportato in Germania complessivamente 70 mld di Euro. Si tratta di una realtà economica che, al di là dell'opinione di un'agenzia di rating, può far esplodere e fa esplodere lo "Spread". E' una realtà economica causata da un agire collettivo che non ha alcuna base razionale, ma una giustificativa psichica: la Paura e la sfiducia in se stessi. Il bimbo che si nasconde dietro la gonnella della mamma.

L'effetto reale è l'incremento del tracollo del proprio Paese e, nell'immediato, un apparente incremento dell'economia tedesca, ma invero un suo indebolimento perché sgretola la base del mercato d'esportazione della stessa Germania. Un comportamento puramente psicotico e del tutto micidiale irriducibile a qualsiasi logica o razionalità, la dimostrazione che sono i "fantasmi" dell'animo umano i veri aurighi del mercato e dunque la dimostrazione della sua aleatorietà e fatuità, oltre che della sua assoluta astrazione dal reale.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.197) 5 agosto 2012 14:50

    I tedeschi non hanno neanche ancora capito che l’Italia è un paese creditore e non debitore in Europa. Non sanno che l’Italia partecipa con 130 miliardi di Euro al fondo salvastati (la Germania con 160,ovvero poco di più). Il che conferma che i tedeschi sono un popolo lobotomizzato o che subisce terrificanti lavaggi del cervello. D’altronde sono un popolo che ritiene di essere stata l’unica vera vittima del nazismo o , nella migliore delle ipotesi, abbraccia con grande entusiasmo le tesi negazionistiche.

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