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 Home page > Attualità > Mondo > Il più grave incidente aereo della storia sventato per un soffio

Il più grave incidente aereo della storia sventato per un soffio

Due settimane fa stava per verificarsi il più grave incidente aereo della storia. 

 Il 25 aprile scorso un aereo della United Airlines, con a bordo 289 passeggeri, lascia l’aereoporto di Kona, Hawai, direzione Los Angeles.

Si tratta di un boeing 757-300, il più lungo velivolo al mondo (54,5 metri). Decolla alle 12.35 e raggiunge un’altitudine di 10mila metri. Le condizioni climatiche sono buone. Alle 13.15, improvvisamente, perde 600 piedi di quota, gettando i passeggeri nel panico. Grida di terrore, oggetti che cadono, il tutto dura qualche istante. Dopo poco l’aereo ritrova la sua stabilità, e la voce di un’hostess comunica: “Ok. Questo era ovviamente inaspettato”. Il segnale delle cinture di sicurezza è ancora spento. “Il pilota ha dovuto svolgere un’azione evasiva al fine di evitare l’impatto con un aereo che era sulla nostra traiettoria di volo”.

Il racconto del mancato incidente tra i due boeing (l’altro era un volo di linea dell’American Airlines) arriva da uno dei passeggeri, Kevin Townsend, ed è stato pubblicato sul sito Medium.

Se si fossero scontrati, sarebbe stato il peggior incidente aereo della storia, più grave anche del terribile impatto tra due velivoli che nel 1974 avvenne a Tenerife e costò la vita a 583 persone.

Ma perché il sistema di sicurezza radar che controlla il traffico aereo (TCAS) non ha funzionato a dovere? La comunicazione dell’allarme è arrivata infatti al comandante del volo United Airlines pochi secondi prima dello scontro con l’altro aereo, e solo la pronta reazione del pilota ha potuto evitare la tragedia. Il problema è che nonostante l’alta visibilità di cui godeva la cabina di pilotaggio, due aerei che viaggiano a 960 km/h si avvicinano di 8 km in 15 secondi: la manovra evasiva deve essere immediata.

 Normalmente, il sistema radar invia dei segnali che permettono di cambiare traiettoria in caso di probabile scontro di aerei quando gli apparecchi sono in una zona di cautela (TA region). In questo caso, il segnale è arrivato quando gli aerei si trovavano già nella zona d’allerta (RA region), cioè troppo tardi per fare qualsiasi cosa. Secondo Kevin Townsend, l’autorità incaricata di controllare l’aviazione civile negli Stati Uniti (FAA), ha condotto un’inchiesta al fine di comprendere l’origine dell'incidente soltanto questa settimana, cioè dopo che la stessa United Airlines aveva segnalato l’evento per la sua gravità.

Stando ad un’inchiesta condotta nel 2011 da King 5 News e Investigate West, “in media quasi 150 incidenti di questo genere avvengono tutti i giorni”, ma raramente riguardano aerei così grandi come quelli che volavano il 25 aprile.

 

Foto: Flickr, Medium 

Commenti all'articolo

  • Di Truman Burbank (---.---.---.180) 17 maggio 2014 23:29
    Truman Burbank

    Nel traffico aereo si applica normalmente una separazione verticale tra i diversi aeromobili di 1000 piedi, circa 300 m. I sistemi di allarme (tipo TCAS) non devono segnalare allarmi se tale separazione è rispettata.
    Ad alta quota si applica una separazione doppia, 2000 piedi, circa 600 m perchè l’aria rarefatta rende più imprecisi gli altimetri.

    Comunque mi sembra di capire che i due aerei erano correttamente separati. E allora bisogna capire quanto sia normale un’improvvisa perdita di quota di 600 m. Comunque ad occhio e croce, o il B757 ha qualche difetto, oppure potrebbe essere il caso di rivedere le normative.
    Dopo di che si potrebbe eventualmente adeguare il TCAS alle nuove normative.

    Ritornando al caso specifico, mi appare strana una perdita di quota così imponente da parte di un aereo di grandi dimensioni. Di solito sono gli aerei piccoli a soffrire molto per le variazioni locali di pressione, mentre il vecchio B747 (come pure il più moderno A300) ne soffre molto meno.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.180) 17 maggio 2014 23:39
    Truman Burbank

    Ho riletto tutto, anche il link. A una prima lettura avevo capito che l’aereo avesse perso quota e questo l’avesse portato in rotta di collisione con l’altro.
    Invece era stata una manovra volontaria del pilota per evitare la collisione.

    E allora il mio commento precedente nasce da un’incomprensione.
    Tocca forse dire che il TCAS è un dispositivo USA che in svariate occasioni ha mostrato di funzionare male. Ma il problema nasce anche dalla necessità di evitare falsi allarmi e gestire situazioni estremamente variabili. Comunque con aereo in crociera avrebbe dovuto segnalare in tempo utile la possibile collisione.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.180) 17 maggio 2014 23:43
    Truman Burbank

    Il mio commento precedente è errato. Avevo letto male il testo.

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