Il miracolo economico secondo Giorgia Meloni
La recita del governo Meloni è sempre la stessa. Non muta mai. L’Istat ha decretato che in Italia c’è stato un aumento degli occupati e una diminuzione dei disoccupati ed ecco che Giorgia Meloni elogia sé stessa per il successo ottenuto. Peccato che però lo stesso istituto di statistica abbia sentenziato che l’aumento degli occupati coincide con un aumento del lavoro precario. Fine dell’esultanza e spazio alle figuracce.
Per quanto Giorgia Meloni vanti e millanti successi su successi e la maggioranza si esibisce nel coro “meno male che Giorgia c’è”, la realtà racconta una verità ben diversa. Che l’aumento dell’occupazione coincida con un aumento del lavoro povero, sfruttato e malpagato, ammesso che venga pagato regolarmente, lo dimostrano i fatti che vedono i beni essenziali restare negli scaffali dei supermercati perché gli stipendi sono così bassi che a mala pena riempi mezzo carrello. L’occupazione aumenta, ma vive di miseria. Una realtà che non viene discussa perché smonterebbe la narrazione del miracolo economico del governo Meloni che di miracoloso ha solo la propaganda fraudolenta e bugiarda.
Come se non bastasse, l’Istat ha smontato un’altra frottola di Meloni: quella che riguarda l’occupazione femminile. C’è stata un’impennata dei posti di lavoro per le donne, dice la premier con il petto gonfio. Ma i dati dicono che gli occupati diminuiscono proprio tra le donne, le quali sono anche le più “inattive”, ovvero sono quelle che cercano lavoro ma non lo trovano e se lo trovano devono accontentarsi di ruoli secondari, contratti incerti e stipendi da terzo mondo. Un problema antico, certo, ma che il governo Meloni vuol far credere di aver risolto. Ma forse solo per lei che si è fatta costruire una villa di due milioni e cena con i miliardari americani.
La maggioranza celebra un’illusione che esiste solo nella loro testa, mentre evitano di dire che nel Paese con uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Europa un aumento minimo di occupati viene annunciato come se fosse un trionfo costruito da Giorgia Meloni che di economia ne sa quanto Rocco Siffredi ne sa di castità. La puffa mannara che parla troppo e agisce poco non si accorge o finge di non accorgersi che il mercato del lavoro ristagna in una palude dove a trionfare sono solo le rendite parassitarie di imprenditori che applaudono la Meloni perché fa i loro interessi.
In questo scenario da bancarotta economica, l’errore di fondo dell’inquilina di Palazzo Chigi è considerare il lavoro come una quantità di persone da impiegare alla meno peggio e non come un mercato che necessità di un adeguamento degli stipendi al costo della vita. Un problema reso ancora più grave dall'allungamento dell'età pensionabile e da un aumento degli sfruttati e degli sfruttatori. Ma tutto questo Meloni non lo dice e preferisce tacere, nascondendo la polvere sotto il tappeto.
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