L’amichettismo di Giorgia Meloni
Giorgia Meloni aveva promesso che, una volta vinte le elezioni, avrebbe posto fine a quello che lei definiva “amichettismo” della sinistra. Una battaglia preparata contro i finanziamenti pubblici alle fondazioni nelle mani della sinistra. Ma poi, una volta arrivata al governo, si è convertita come San Paolo sulla Via di Damasco: l'amichettismo è una cosa buona e giusta quando riguarda gli amici della destra.

E’ il caso di Enrico Michetti, ex candidato a sindaco di Roma. Giorgia Meloni lo ha spalleggiato nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte. Ma qui la sorte è essersi trovato nel posto giusto nel momento giusto: fedele ai Fratelli d’Italia. Così fedele che la puffa mannara ha voluto premiare stanziando tre milioni di euro per sovvenzionare la Fondazione Gazzetta della Repubblica Italiana, presieduta proprio da Enrico Michetti. Un esempio di come l’amichettismo viaggia bene anche a destra.
La proposta porta la firma del senatore Antonio De Poli e suona così: un milione l'anno per tre anni, per “digitalizzazioni e semplificazioni” mai spiegate. Questo vuol dire che la fondazione di Michetti riceverà soldi pubblici consegnati con la scusa di un servizio al bene pubblico. Anche in questo caso, l’amichettismo della destra, che ha già sistemato i parenti nei posti di comando, va che è una bellezza. Con la premier che dispensa milioni ai suoi “camerati” mentre ai cittadini con un reddito inferiore ai trentamila euro regala tre euro al mese di sconto sulle tasse. Non una misura che si concilia con il costo della vita, ma un’elemosina fatta passare per regalo di Natale.
Meloni lo aveva promesso: fine del sistema delle camarille fidate che aiutano i padroni della politica a banchettare nell’ombra. Non aveva detto però agli elettori di Fratelli d’Italia che l’epurazione avrebbe riguardato solo le reti clientelari della sinistra e non quelle di casa sua. Perché a quanto pare anche per Meloni e compagni di merenda non conta il merito. Conta la fedeltà. Conta l’allineamento al partito di Meloni che ricompensa la lealtà al suo partito con milioni di euro per fondazioni che risucchiano denaro per motivi di semplificazioni, digilitazioni, modernizzazione.
E il cittadino comune senza santi in paradiso? A lui spetterà tre euro in più al mese. Quanto basta per prenderlo per i fondelli. E molti di loro sono gli stessi che tifavano per Giorgia Meloni, credendo alle assicurazioni che raccontava davanti al pubblico. Pubblico di sponda destroide che ha votato Fratelli d’Italia come ultima speranza per avere una politica di destra degna del passato, per poi scoprire che non è cambiato niente. Che la destra non c’è più da tempo. C’è solo una cricca di “amichetti”.
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