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Ici Chiesa e simboli religiosi negli edifici pubblici: buone novelle laiche

L’annoso problema dei costi della Chiesa a carico di tutti i contribuenti è tornato d’attualità dopo la sentenza della Corte di giustizia europea sull’Ici non versata dalla Chiesa cattolica per immobili a uso commerciale: non mancano quindi le iniziative per recuperare le somme, stimate sui 5 miliardi annui.

L’esponente di Possibile Andrea Maestri ha sollecitato il governo ad attivarsi per far versare l’imposta agli immobili ecclesiastici. Il Comune di Roma ha chiesto un censimento di tutte le strutture ecclesiastiche che non hanno finalità religiose, per richiedere il pagamento dell’imposta sugli immobili. Da anni l’amministrazione sta di fatto trattando la questione con il Vaticano e l’attuale sindaca Virginia Raggi ne aveva fatto uno dei punti programmatici. In una città dove la Chiesa possiede numerosi alberghi, tra cui non pochi ex conventi “riconvertiti”, si stima che gli introiti sarebbero di alcune centinaia di milioni di euro l’anno.

Il Comune di Cagliari otterrà il pagamento dell’Ici su una casa di riposo gestita dalle suore dell’ordine delle Figlie di Gesù Crocifisso, che avevano fatto ricorso per richiedere l’esenzione. Con l’amministrazione è stato trovato un compromesso, dato che la congregazione gestisce in modo commerciale la casa di riposo, facendo pagare delle rette.

In un periodo in cui i clericali cercano di imporre il crocifisso nelle aule istituzionali, è importante valorizzare le prese di posizione laiche.

Il capogruppo Pd a Pisa, Giuliano Pizzanelli, ha manifestato la sua opposizione alla presenza del crocifisso nella sala consiliare, sollecitata da una mozione di Virginia Mancini e Riccardo Buscemi approvata in consiglio. Pizzanelli ha parlato di “uso strumentale del crocifisso” e rivendicato di aver difeso “la laicità dello Stato”.

Il consiglio comunale di Poggio a Caiano (PO) ha respinto la mozione del gruppo Lega Nord – Fratelli d’Italia per posizionare il crocifisso nella sala consiliare. Il consigliere Enrico Cecchi (Siamo Poggio) ha evidenziato come la proposta leghista, “copia/incolla in tutti i comuni da nord a sud”, sia espressione di “una politica che anziché ragionare su ciò di cui i nostri concittadini hanno bisogno, si perde in questioni divisive e ideologiche”.

Cresce la sensibilità delle istituzioni nei confronti della istanze dei cittadini non credenti, anche sul tema del commiato laico. Il Comune di Rovigo ha promesso la realizzazione di una sala del commiato, di impianto laico e utilizzabile da credenti e non, entro il 2019. Proprio l’Uaar aveva sollecitato l’istituzione di uno spazio laico per commemorare i defunti e l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Saccardin ha rassicurato sull’accelerazione delle tempistiche.

Alcune disposizioni vetuste tese a difendere la morale religiosa vengono riviste. Nel nuovo regolamento della Polizia urbana, varato dall’amministrazione di Roma, non c’è più il riferimento alla sanzione della bestemmia in pubblico. Tale innovazione è volta a eliminare le “obsolescenze” che sono tuttora in vigore: la bestemmia è stata infatti depenalizzata ma rimane un illecito amministrativo, passibile di multa.

I clericali puntano a promuovere mozioni per proclamare città “a favore della vita”, ma non tutti i blitz vanno a buon fine. Il Movimento 5 Stelle di Alessandria ha contestato la mozione, presentata in Consiglio comunale dal presidente Emanuele Locci, per contrastare l’aborto e attuare politiche “a favore della famiglia e della vita”. A schierarsi contro, i consiglieri Michelangelo Serra e Francesco Gentiluomo; anche la candidata M5S alla Regione Piemonte, Sonia Fogagnola, si è impegnata a contrastare la mozione.

Diverse Regioni stanno promuovendo la contraccezione e la consapevolezza in tema di sessualità. La Giunta della Regione Toscana ha approvato la proposta dell’assessora Stefania Saccardi per incentivare l’educazione alla salute sessuale e riproduttiva e l’accesso alla contraccezione gratuita. La Toscana è diventata la quinta Regione, dopo Puglia, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, a promuovere la contraccezione gratuita e a implementare i consultori. L’iniziativa ha avuto il sostegno del presidente della Regione Enrico Rossi, che ha ricordato l’importanza di contrastare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili e di evitare gravidanze indesiderate.

Anche il Consiglio regionale delle Marche ha approvato una mozione che impegna la Giunta a promuovere la contraccezione gratuita nei consultori pubblici per alcune categorie. A proporla Fabrizio Volpini, Enzo Giancarli, Andrea Biancani, Francesco Giacinti (Pd).

Qualche voce laica arriva anche da questo esecutivo, nonostante la presenza ingombrante di integralisti e clericali.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità, Vincenzo Spadafora (M5S), ha rivendicato una certa distanza sui temi inerenti i diritti civili rispetto alla Lega. Spadafora ha ammesso: “spesso abbiamo sacrificato a un interesse generale dei temi che potevano caratterizzare la nostra azione”. Ovvero, già escludendoli dal contratto di governo, come i diritti lgbt. “Ma se questo governo non farà passi avanti”, ha assicurato, “posso garantire che non consentiremo passi indietro” e che addirittura “esaurite le priorità del contratto, penso che l’anno prossimo il Parlamento possa lavorare in modo trasversale a una legge contro la transomofobia”.

Il Movimento 5 Stelle ha approvato in commissione Affari Sociali un emendamento alla Legge di Bilancio per distribuire gratuitamente contraccettivi ai ragazzi sotto i 26 anni e ad altre categorie in base al reddito o a particolari situazioni di salute. Su questa novità è scoppiata una polemica politica, in quanto la deputata Giuditta Pini (Pd) ha spiegato di aver presentato lo stesso emendamento, che prima è stato bocciato in commissione e poi ripreso pari pari per essere approvato proprio dalla maggioranza.

Il Ministero dell’Istruzione ha disposto che i temi della cittadinanza e della Costituzione siano materia all’orale dell’esame di maturità, come previsto nel decreto di riforma. In ballo ci sono, sulla reintroduzione dell’educazione civica a scuola, un disegno di legge della Lega e un’uniziativa dell’Anci per una proposta di legge di iniziativa popolare.

Si susseguono le sentenze e le iniziative istituzionali a favore dei diritti delle famiglie omogenitoriali. Il tribunale di Genova ha ordinato al Comune di trascrivere l’atto di nascita di una bambina come figlia di due donne. La piccola è nata tramite fecondazione eterologa dell’ovulo di una delle due e la gravidanza è stata portata avanti dall’altra.

I sindaci Luca Vecchi di Reggio Emilia, Alessio Mammi di Scandiano e Giorgio Zanni di Castellarano hanno riconosciuto la dichiarazione, presentata nei propri Comuni, di tre donne omosessuali quali madri di bambini partoriti dalle rispettive compagne, al fine di tutelare proprio questi minori e garantirgli una vita familiare stabile. Vecchi ha parlato di un “atto di civiltà”, “avendo a cuore i diritti delle persone”. Mammi ha puntualizzato: “non ho fatto nessun atto rivoluzionario, ho fatto una cosa normalissima che in qualsiasi altro Paese civile sarebbe già avvenuta”. Dal canto suo Zanni ha evidenziato che “questo deve stimolare i nostri parlamentari ad aprire un dibattito su temi che hanno ripercussioni vere sulla vita delle persone”.

L’invadenza dei gruppi integralisti è capillare, organizzata e diffusa e fa il paio all’arrendevolezza delle istituzioni, ma ci sono anche segnali di insofferenza. Consiglieri del Pd alla Regione Lombardia hanno contestato la decisione della maggioranza di patrocinare un convegno del Family Day presso il Pirellone, che ha visto la collaborazione e la presenza di diversi esponenti politici, come il governatore Attilio Fontana, l’assessore regionale alle Politiche per la Famiglia Silvia Piani, il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. Dall’opposizione Paola Bocci e Matteo Piloni hanno criticato l’istituzione di un tavolo che vede la collaborazione tra esponenti politici e rappresentanti di organizzazioni integraliste e anti-gay, indicativa di un “clima di aperta ostilità ai diritti civili conquistati passo dopo passo con anni di battaglie”.

Dopo la mobilitazione delle attiviste per i diritti delle donne a Milano è stata ritirata la mozione anti-aborto presentata dal consigliere comunale Luigi Amicone (Forza Italia), noto ciellino fondatore della rivista Tempi.

Un medico obiettore, in servizio notturno presso un ospedale di Giugliano in Campania (NA), è stato licenziato dalla Asl per essersi rifiutato di assistere una donna incinta che rischiava di morire. Il medico, che avrebbe dovuto praticare un aborto terapeutico, ha invocato l’obiezione di coscienza, nonostante le insistenze di un’ostetrica sulla gravità della situazione. Per salvare la donna ci si è dovuti rivolgere a un altro medico che non era di turno, il quale si è dovuto recare in ospedale sebbene il suo collega non si sarebbe potuto appellare all’obiezione. Sul caso è quindi intervenuta la Asl Napoli 2 Nord, prendendo provvedimenti contro l’obiettore.

Nel periodo natalizio i clericali aggiungono all’ossessione per il crocifisso anche quella per l’allestimento di presepi nelle strutture pubbliche, in nome dell’identità cristiana. Non mancano coloro che invece hanno a cuore i principi di laicità, non discriminazione e rispetto dei diritti, contro la volontà di imporre simboli religiosi.

La dirigente dell’istituto comprensivo “Ilaria Alpi” di Favaro, Elisabetta Pustetto, ha declinato le insistenti pressioni del consigliere municipale Michael Alterno volte ad allestire un presepe nella scuola. La Regione Veneto ha infatti aperto un bando clericale per finanziare le scuole che faranno il presepe, ma Pustetto ha rivendicato l’autonomia scolastica e parlato di imposizione politica.

Diversi consiglieri comunali di Pisa si sono opposti alla mozione urgente, poi approvata, che ha imposto la realizzazione del presepe in tutte le scuole. Gabriele Amore (M5S) ha ironizzato: “sono credente ma se continuiamo così divento laico”. La consigliera Maria Scognamiglio (Pd) ha rivendicato l’autonomia delle scuole nel portare avanti progetti in maniera indipendente. Il consigliere Ciccio Auletta (Diritti in Comune) ha parlato esplicitamente di “discussione tutta ideologica e strumentale”: “prima il crocifisso, adesso il presepe”, “a questo si aggiungono le campagne islamofobe e no moschea che vengono portate avanti con il sostegno del Comune e che danno un messaggio di intolleranza”.

A Lucca è stata bocciata la proposta, avanzata dai consiglieri comunali Simona Testaferrata e Marco Martinelli (Forza Italia), di imporre la realizzazione di presepi nelle scuole. I consiglieri Teresa Leone, Francesco Lucarini, Rita Nelli, Gianni Giannini e Chiara Martini, membri della commissione Politiche formative, cultura, genere, turismo e sport, hanno spiegato i motivi del respingimento. Il presepe, spiegano i consiglieri, non deve “diventare elemento di contrapposizione con simboli di altre religioni”. La proposta confessionale è stata quindi cassata per due ordini di motivi: per prima cosa, il sindaco non può sollecitare le scuole su temi di questo tipo violandone il principio di autonomia; inoltre “non condividiamo la premessa che mette in discussione il principio della laicità dello Stato”. “È attraverso la laicità che il cittadino conquista la protezione della sua libertà di coscienza e quindi di professione religiosa”, ha fatto presente il consigliere Giannini.

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