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Chi deve decidere sugli F35?

Il ministro della difesa Mario Mauro, ex Forza Italia, ex montiano, ciellino da sempre, bigotto per vocazione, ha detto che gli F35 sono “strumenti di pace” e che per “amare la pace, bisogna armare la pace”. Lasciando perdere l'involontario umorismo di queste parole, va detto che Mauro non ha inventato niente di nuovo. Ha semplicemente tradotto in italiano il vecchio motto latino dei governanti romani dell'antichità: "Si vis pacem, para bellum”.

Esempio insuperato di capovolgimento della realtà per imporre alla popolazione una cultura di massa e quindi un consenso il più largo possibile a sempre nuove guerre. Da allora, però, un po' di strada si è fatta e, grazie ai movimenti pacifisti di tutto il mondo, si è affermato in larga parte della società un nuovo senso comune basato su: “Se vuoi la pace, prepara la pace”. Mauro, in numerosa compagnia con tutti i governi occidentali e i loro alleati, vorrebbe farci tornare indietro.

Per rimanere al livello delle argomentazioni di Mauro, gli suggeriamo altre spericolate e spudorate definizioni. L'eroina come “strumento di riscatto sociale”, lo sfruttamento della prostituzione come “strumento di liberazione della donna”, i Cie come “luoghi di protezione dei migranti”, ecc. E per finire magari anche “Arbeit macht frei”, cioè il lavoro (schiavistico) rende liberi (copyright Adolf Hitler all'ingresso di Auschwitz).

Ma, per venire al nocciolo della questione, chi dovrà dire l'ultima parola sugli F35? Il governo? Il presidente della Repubblica? Il consiglio Supremo (ohibò) della difesa, cioè la casta dei generali? Siamo estremisti se diciamo nessuno di questi, ma il Parlamento, cioè il potere legislativo, secondo la Costituzione? E se pensiamo che sia un attentato alla democrazia della repubblica parlamentare italiana il fatto che Napolitano (che sta andando di male in peggio), Letta (che non sta andando da nessuna parte) e i generali (ma chi li ha eletti?) dicano che su questa questione il Parlamento non deve interferire?

Che poi la questione non è solo quella di buttare al vento 13 o 14 miliardi (solo per iniziare) in strumenti di morte quando non si vogliono trovare i soldi per disoccupati, precari, esodati, ecc. Esautorare il Parlamento dalla decisione sugli F35, cioè da una fondamentale decisione in materia economica e di strategia militare, è un altro passo verso quella repubblica presidenziale che tanto piace ai sostenitori del governo. Repubblica presidenziale che concentra tutti i poteri nelle mani del vertice dello stato riducendo il Parlamento, cioè l'istituzione elettiva di base e fondamentale, ad un ruolo assolutamente subordinato e ininfluente. La domanda è: “Fino a che punto siamo ancora una repubblica parlamentare?”.

 

Foto Logo: Lettera43
 

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.129) 8 luglio 2013 10:40

    D’accordo. È il momento di svegliarsi!

  • Di GeriSteve (---.---.---.255) 8 luglio 2013 13:58

    D’accordo che è proprio il caso di svegliarsi.
    D’accordo che i bombardieri servono per bombardare e non certo per difendersi.
    D’accordo sulle questioni sollevate nell’articolo.
    Però...
    - però bisogna dire che l’Italia non è mai stata una repubblica indipendente (nè parlamentare nè presidenziale), ma una colonia USA, condizionata da Vaticano e mafia.
    - però bisogna dire che la teoria che ci siano le guerre perchè ci sono le armi è del tutto sballata, anche se è ovviamente vero che i produttori di armi sono interessati a che le si usino.
    - però bisogna dire che il principio di armarsi bene per non essere attacati non è sempre sbagliato: nella seconda metà del secolo scorso l’equilibrio atomico ha effettivamete evitato una guerra USA-URSS; c’è poi l’interessantissimo ( e raro) esempio della Svezia: in pace da duecento anni ha sempre curato l’armamento e la preparazione delle sue forze armate (ma ben controllate da una classe politica illuminata) ; un altro esempio raro è quello della Svizzera che (donne a parte) ha l’esercito più "popolare" del mondo (a difesa delle banche, ma anche degli svizzeri), e forse anche Israele sarebbe stata coinvolta in guerre ancor più gravi se non si fosse ben armata.
    l’esempio opposto è forse quello dell’Italia fascista: malissimo armata e bellicosa, con i noti risultati. Un altro esempio analogo è stato l’Egitto di Nasser contro Israele.
    In Ruanda invece, gli hutu armati di soli machete hanno attccato e sterminato i tutsi, non certo per colpa dei fabbricanti e mercanti di machete.
    GeriSteve

  • Di (---.---.---.35) 8 luglio 2013 15:57

    Da un punto di vista del sistema d’arma, gli F-35 sono interessanti quasi solo per le capacità STOVL, che li porta a poter esser utilizzati sulle nostre portaerei (che, notoriamente, sono corte e le abbiamo usate (le abbiamo usate?) con gli Harrier).

    Ragioniamo su questo: una portaerei molto raramente è uno strumento di difesa, proprio perchè le si sposta, strategicamente, sullo scacchiere mondiale e, invariabilmente, sono utilizzate per l’attacco (v. USA).
    Per la difesa abbiamo già veicoli di progettazione e costruzione europea (es. Eurofighter Typhoon per l’aria, Panter 2 ed Ariete a terra), quindi anche economicamente il ritorno è nostro, non degli USA (alleati così corretti da spiarci via NSA): aggiorniamo quelli, piuttosto, se temiamo attacchi da parte di potenze come la Cina.
    Last but not least, sarei molto favorevole all’integrazione delle Forze Armate europee, in una EuroForce che sia libera dal giogo USA della NATO... ad oltre 60 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dopo la sparizione del Patto di Varsavia.
    Peraltro le guerre moderne non si combattono più con le armi tradizionali ma sono guerre economiche ed informatiche: basta guardarsi un pò attorno e si scopre come siamo GIA’ in guerra e da un bel pò (si, anche contro i nostri cari alleati d’oltreoceano).

    Sky

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