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’C’era una volta in America’, finalmente l’edizione integrale

C'era una volta il West, C'era una volta in America. C'era una volta. C'era una volta anche in Italia, e c'ero anch'io, ed era a Roma, alla Basilica di S. Paolo fuori le mura, ed era solenne, la Basilica, le Rolls, diverse scure, qualcuna bianca, le Cadillac, Jaguar e Mercedes. Solenni erano i fiori. Ma tutto era triste: c'era una volta Sergio Leone (nella foto).

C'era anche un corvo nero, e sarebbe anche riuscito, al pari di quello di Edgar Allan Poe, a salire su un immaginario busto di una immaginaria Minerva ma, a differenza di questi, non sarebbe riuscito ad intonare il suo "Nevermore": dal fondo di quella tristezza, come dalle musiche di Morricone, anche lui presente, saliva un che di lieto, di gaio, uno Spirito gioioso. Così anche i suoi film, attenti al dettaglio, anche alla mosca, dalla cui presenza poteva nascere una storia, o che ad essa poteva dare un senso. C'è l'uomo e la sua esistenza drammatica, nuda e cruda, senza abbellimenti, di cui si cerca di carpire il senso ed il significato: di qui la grande centralità data al volto, ai volti, sempre vissuti, alle espressioni, agl'occhi ed agli sguardi attraverso cui si vuol carpire la psiche, l'anima.

Anche dalle profondità più cupe però ci si sa aprire sempre alla bellezza di immagini straordinarie e così l'oscurità non riesce mai a prevalere. La morte stessa nella drammatica attualità del suo incombere è vinta dall'ironia e dal sorriso dell'eroe moribondo: "Giù la testa, coglione". Ci sono i flash back ad unire passato e presente in una realtà unica collocata al di là del tempo. C'è il "fantasma", la presenza invisibile del Grande Maestro che sa fondere tutto ciò in un unicum dove la realtà è elevata a leggenda e questa a realtà per costituire insieme il Vero. Un'Arte unica ed impareggiata, che esprime il suo culmine in "C'era una volta in America". Ma l'Arte spesso è sfregiata, il più delle volte, e nella maniera più feroce per motivi di cassetta, e così un quadro è presentato in una cornice che lo deturpa e lo nasconde, ne altera i colori, la luminosità, il senso ed il significato. E così era accaduto per l'opera più grande, sfregiata nell'edizione europea dal taglio di 26 minuti di pellicola, e addirittura mutilata nella edizione americana da un montaggio cronologico delle scene che eliminando i flash back ridava una visione dal significato incoglibile.

Finalmente, a tanti anni dalla morte, si fa giustizia al Grande Maestro: dal 18 ottobre nelle sale ci sarà la extended version, l'edizione integrale, quella europea con tutti i flash back e con i 26 minuti che erano stati amputati.

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