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 Home page > Tribuna Libera > Le manifestazioni di questi ultimi giorni non sono un fenomeno passeggero (...)

Le manifestazioni di questi ultimi giorni non sono un fenomeno passeggero di protesta

Ridurre le proteste di questi ultimi giorni ad un fenomeno passeggero risulta un po' ingenuo. 

La verità è che il sistema capitalista sta volgendo al termine del suo ciclo espansivo (come previsto benissimo dalle analisi di Marx) e non riesce più ad operare quei trasformismi che in passato lo avevano sempre salvato e rigenerato. In parole povere gli stessi elementi che ne hanno consentito la diffusione a livello planetario ora ne stanno provocando il logoramento. 

Le manifestazioni di questi giorni in particolare in Europa (continente che più di tutti ha vissuto e sta vivendo un capitalismo avanzato quanto decadente) non possono essere riconducibili quindi soltanto a manovre di strumentalizzazione politica (del resto è lampante che le forze di opposizione non ne sono affatto la mente e hanno un peso secondario nelle proteste di questi giorni) ma l'inizio di una presa di coscienza che andrà ben oltre semplici espressioni di protesta e che rischia di sfociare in fenomeni ben più violenti ed imprevedibili. 

Il problema è che proprio la politica ma anche gran parte del mondo intellettuale non hanno colto la gravità di questo fenomeno e non riescono a porre le basi di un dialogo costruttivo teso a creare un progetto di società alternativo a quello asfittico attuale. 

E non c'è nulla di programmato in questo, perché nessuno può augurarsi una guerra civile dagli esiti tutt'altro che certi, soprattutto per i ceti più abbienti (se il sistema crollerà anche i miliardari si ritroveranno con tanto denaro che varrà soltanto carta straccia e tonnellate di mattone (immobili) e oggetti di lusso che non serviranno a nulla). 

La Storia dell'umanità è passata più volte in fasi simili e ha dimostrato che non c'è nulla di programmabile né di scontato in simili processi di decadimento.

 

Prof. Yvan Rettore

 

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

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