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BìFoto, il cielo blu sopra la Sardegna

E’ l’allegria amara di Rino Gaetano in “Ma il Cielo è Sempre più Blu” il tema dell’ottava edizione di BìFoto Fest, il festival internazionale della fotografia in Sardegna in mostra a Mògoro dal 27 aprile al 13 maggio.

Una scelta nella tradizione “musicale” della rassegna della piccola località in provincia di Oristano ogni anno dedicata a un cantautore italiano. E che nel 2018 trova nello stile “ironico, ruvido, apparentemente scanzonato, ma in realtà acutamente impegnato nella denuncia sociale” di Rino il giusto equilibrio tra denuncia e speranza ricercato dagli organizzatori per l’evento primaverile. Il desiderio è di fare emergere con la selezione delle opere le contraddizioni della nostra epoca e invitare a non essere indifferenti, anzi a incitarci ad essere partecipi nella creazione di “un cielo sempre più blu”.

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Foto: diego di niglio

I drammi di oggi e di ieri

Le mostre in programma sono 14, con stili e contenuti differenti e, nel loro insieme, capaci di raccontare un mondo imperfetto. La più preziosa è “Una storia di accoglienza” di Uliano Lucas, maestro dell’arte della fotografia impegnato a raccontare l’umanità di uomini e donne in fuga da guerre e sofferenze ospitati al centro Teobaldo Fenoglio di Settimo Torinese gestito dalla Croce Rossa Italiana. Uno “sguardo” delicato che si allarga ad altri luoghi di aggregazione, dalla biblioteca alle scuole per apprendere la lingua italiana, dove si sogna un futuro meno disperato. I rifugiati sono protagonisti pure di “Born Refugee” di Turjoy Chowdhury, fotoreporter documentarista di livello internazionale da sempre impegnato nel riprendere le crisi umanitarie. La scelta, questa volta, è tanto tenera quanto tragica, con i bambini nati nei campi profughi Rohingya in Bangladesh ad essere i soggetti.

Creature innocenti, ma dal destino segnato come “apolide” visto che Myanmar e Bangladesh hanno legislazioni che non li riconoscono. Privi di un certificato di nascita, non potranno accedere a servizi basilari, come l’istruzione o la sanità. L’iraniano Hossein Velayati risale alle cause delle migrazioni con “Statement war in Iraq”, reportage a Falluja, Mosul e al-Haywajah che documenta la guerra in Iraq, causa dioltre centomila morti civili e decine di migliaia di morti militari. Emergono dal passato, invece, gli orrori del lavoro di Diego di Niglio “P14311”, numero del prontuario del militante comunista Gregório Bezerra schedato dalla dittatura brasiliana che ha governato il Paese dal 1964 al 1985. Un regime militare meno noto di quelli argentino e cileno, ma altrettanto crudele malgrado le vittime ufficiali siano soltanto 434. In realtà i desaparecidos brasiliani sono più di 10.000, tra i quali indios, produttori rurali, attivisti politici e altri oppositori. Una storia narrata abbinando la vita odierna dei protagonisti con materiali d’archivio e ricostruzioni immaginarie a ricomporre ricordi e sentimenti.

L’identità di genere e di luogo

È la lotta per la propria identità la narrazione delle foto di Valentina Sinis raccolte nel lavoro che prende il nome dal romanzo di Nabokov reso celebre dal film di Stanley Kubrick, “Lolita“. La protagonista è un giovane destinato a seguire la carriera militare del padre, ma che decide di scambiare “una parte inutile di se stessa per avere la possibilità di una vita che le si adatta”. E divenuta donna ritrova la felicità. Si torna in Italia con le storie di denuncia Manuela Meloni e Francesca Corriga. La Meloni espone “Vento Muto”, indagine su Domusnovas, località del Sud della Sardegna, un tempo nota per l’industria mineraria che dava lavoro a 10.000 persone e oggi al centro delle cronache per la Sarda Esplosivi. Un’azienda bellica di proprietà della tedesca RWM che produce bombe, mine e altri esplosivi rinvenuti nella guerra dello Yemen. Un fortino impenetrabile che divide in due la cittadinanza, con i dipendenti a difendere il lavoro e l’altra metà della popolazione a chiedere un futuro ecosostenibile per un luogo ricco d’incanto. Francesca Corriga con “WL” va alla ricerca dei di siti sfruttati, avvelenati e poi abbandonati della Sardegna, dalla Saras di Sarroch all’Enichem di Ottana fino alle ex-aree minerarie di Santu Miali (Furtei) e Monteponi (Iglesias).

I vincitori del premio BìFoto

Le altre sette mostre di Mògoro sono quelle dei vincitori del premio BìFoto. La denuncia è ben rappresentata da “Malagrotta” di Gian Marco Sanna, reportage sull’omonima discarica alle porte di Roma, la più grande d’Europa e al centro di inchieste ambientali e di scandali giudiziari. Più ironico è “#Abruxausu” di Francesca Pili che fa riflettere sul dramma degli incendi in Sardegna con i bagnanti inseriti con il fotoritocco sulle ceneri lasciate dal fuoco. È la decadenza del Lido Iride, stabilimento balneare sardo in auge negli anni ‘60, il protagonisto degli scatti “silenziosi” di “The Sound of Silence” di Chiara Porcheddu, premiati con una menzione speciale. Sempre al femminile è la narrazione dei sorrisi e delle speranze dei giovani tunisini dopo la cacciata del tiranno Ben Ali nel 2011 impressa nel lavoro “La parola riconquistata” di Rosi Giua. Più intime sono le ultime tre mostre in programma, con Giacomo Infantino in “Unreal” a meditare con i suoi scatti in provincia di Varese su cosa è reale o meno e Gigi Murru e Christian Murgiaa svelare il privato famigliare. Murru in “A/R” documenta il viaggio della speranza del figlio di pochi anni rimasto con il respiro bloccato per 4 minuti (il bimbo ora sta bene) e trasportato d’urgenza con un volo dall’Ospedale San Francesco di Nuoro al Bambino Gesù di Roma. Il giovane Murgia, vincitore del miglior lavoro riservato agli studenti della scuola di fotografia “La Bottega della Luce”, svela l’intimità e il contrasto tra le storie di due parenti stretti, il padre malato prossimo alla fine della vita e il figlio infante che ha un futuro di speranza ancora tutto da scrivere.

Workshop e laboratori

A ravvivare la rassegna ci sono interessanti workshop e laboratori. Sandro Iovine, direttore di FPmag, sarà impegnato nelle letture portfolio (domenica 29 aprile, 25 euro) e con il laboratorio di Linguaggio e lettura delle immagini (28 aprile, gratuito) con l’analisi del libro “The Americans” di Robert Frank e la realizzazione di un sito fotografico con la piattaforma myphotoportal. Marco Pinna, fotografo del National Geographic, svelerà in una due giorni (5-6 maggio, 150 euro) i segreti per un reportage di alta qualità, valutando tutti i passaggi del lavoro, dallo scatto al photoediting e alla presentazione del progetto. Alessandro Grassani, fotografo documentarista e paesaggista, vi accompagnerà in un viaggio (27 aprile-1 maggio, da 540 euro) “a passo lento e occhio attento” nelle atmosferiche magiche del Monte Arci.

BìFoto Fest

Dove: Fiera del Tappeto, piazza Martiri della Libertà, Mogoro (OR)

Quando: 27 aprile – 13 maggio

Orari: 17-21

Prezzi: 3 euro (gratuita il 27 aprile)

Informazioniwww.bifotofest.it

 
 
 
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