Giornalista pubblicista dal 1995 ha collaborato negli anni novanta con le pagine culturali di Avvenire, Eco di Bergamo, e con le riviste Millelibri, Vita e Pensiero.
Dal 2008 si occupa di moda per testate online e ha un suo blog "Fashionrunways" con molte visite.
Per Agoravox scrive di attualità.
Collabora anche con Freeskipper, corrierepl, sololibri.net
Mi sembra un articolo distorto da una visione ideologica propal.
Nel secolo scorso Israele è stato aggredito militarmente da tutti i paesi vicini per quattro volte.
Ne sono nate delle guerre di breve durata vinte sempre da Israele.
Dopo accordi diplomatici Israele ha restituito buona parte dei territori occupati.
Israele è un paese occupante? Si, lo è.
Come ce ne sono molti altri nel mondo.
Gli arabi hanno per decenni cercato di cacciarli dalla Palestina? Si. Non ci sono riusciti.
E adesso dopo un secolo hanno preso atto che conviene fare accordi.
l’Italia ha aziende che lavorano a progetti avanzati per la coltivazione in luoghi desertici.
E questa è una colpa? No. E collabora con molti paesi.
Le proteste contro il caro spiaggia sono legittime.
Anche perché le spiagge sono demaniali e vengono concesse ai balneari per prezzi molto bassi.
E quindi le istituzioni comunali che rilasciano le concessioni potrebbero in futuro mettere dei vincoli sui prezzi.
Per il momento c’è poco da fare.
Anche perché l’Unione europea da anni ci chiede di rilasciare le concessioni con aste internazionali.
E se lo si farà finiranno nelle mani di multinazionali straniere.
Dalla padella nella brace.
Da quasi venti anni Israele è sotto attacco da parte di Hamas, che si è insediata a Gaza circa venti anni fa e ha usato decine di migliaia di razzi da lanciare sul territorio israeliano.
Israele si è difesa con il sistema antimissile Patriot prima e irondome dopo
Fonti Israeliane affermano che a realizzare il sistema di difesa irondome ha collaborato anche l’Italia.
Irondome ha salvato la vita a decine di migliaia di persone.
Possiamo solo andare fieri di questa collaborazione
Per Gianni Morra: si tratta di fare una scelta: o ci fidiamo di Greenpeace o ci fidiamo del governo.
Il governo da sempre e sotto tutti i partiti ha sempre avuto un centro che ha sede a Roma che autorizza o nega le autorizzazioni alla esportazioni di armi da parte di tutte le imprese con sede in Italia.
Il direttore di questo centro è andato in Parlamento a rendere conto. Loro sono autorizzati ad effettuare tutti i controlli oltre ad essere esperti di armi di difesa e di offesa.
Greenpeace da chi riceve informazioni? E chi gliele dà? Si intende di armi?
Il direttore del centro ha dichiarato che si inviano solo armi di difesa per un quantità irrilevante.
l’Italia ha dichiarato di non aver fornito armi di offesa a Israele.
E anche quelle di difesa per lo scorso anno sono pochissime.
Gli aiuti umanitari con i camion finivano tutti nelle mani dei miliziani di Hamas. Lo ha dichiarato l’Onu.
E adesso li mandano con i paracadute.
È ora di rivedere la fiaba inventata in questi mesi.