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 Home page > Tribuna Libera > ‘Albert de Giussan’ e l’ostentazione dei leader leghisti

‘Albert de Giussan’ e l’ostentazione dei leader leghisti

L’obiettivo di un Lombardo - Veneto indipendente pur rimanendo ‘celato’ per ragioni elettorali è sempre presente nelle menti e nei cuori dei leghisti doc

‘La Lombardia e il Nord l'Euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa. Il Sud invece è come la Grecia e ha bisogno di un'altra moneta. L'Euro non se lo può permettere’. Questa dichiarazione è stata fatta il 2 ottobre del 2012 a MilanoToday dall'ex europarlamentare del Carroccio e attuale segretario della Lega, Matteo Salvini. Dalle origini autonomiste e secessioniste del movimento fondato da Umberto Bossi al populismo sovranista di Matteo Salvini molto è cambiato nella linea politica e nella semiologia propagandistica della Lega Nord tranne un simbolo che gli esponenti leghisti ostentano con fierezza tutta padana: la figura di Alberto da Giussano. Non si vedono più cravatte e fazzoletti verdi, ma non mancano mai le spillette con l'eroe padano, perché?

L’obiettivo di un Lombardo - Veneto indipendente rimane ‘celato’ per ragioni elettorali, ma è sempre presente nelle menti e nei cuori dei leghisti doc. L’intolleranza contro i migranti (non importa la loro provenienza), la flat-tax, l’abolizione della legge Fornero, la reintroduzione dei Voucher, gli investimenti pubblici al Nord ed il superamento dei limiti di bilancio imposti dall’UE sono tutti propositi programmatici che intendono favorire soprattutto gli abitanti delle regioni settentrionali.

Quando fu fondata la Lega Autonomista Lombarda (1984) la figura di 'Albert de Giussan' diventò un emblema di libertà ed indipendenza. Il riferimento storico è la battaglia di Legnano del 1176. Secondo la leggenda la vittoria della Lega dei comuni lombardi e la conseguente cacciata dall’Italia settentrionale dell’imperatore Federico Barbarossa fu determinata proprio dall’intraprendenza di Alberto da Giussano. In realtà fu una vittoria di popolo, dei milanesi, e non c’è nessuna certezza storica che questo personaggio sia esistito veramente. Ma nonostante ciò il comandante della cosiddetta 'Compagnia della morte' resiste come simbolo di libertà nei cuori e nelle menti autonomiste e secessioniste dei ‘padani’.

Tutto legittimo per chi risiede in quelle regioniQuello che è difficile da comprendere è per quale motivo anche una parte degli elettori del Mezzogiorno ha iniziato a sostenere la Lega. Sindrome tafazziana o tipica furbata meridionale?

Fonti: milanotoday.ittpi.ittreccani.it e wikipedia.org

REDNEWS

Foto: European Parliament/Flickr

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.152) 30 giugno 12:37

    GIA’ VISTO > Alla vigilia degli appuntamenti elettorali quella che si sta mettendo a rischio è l’unità del Paese.

    A fronte di intere categorie di cittadini bisognosi ed esausti facile è prospettare e vendere un futuro “migliore” e “radioso”

    Con l’emergenza in atto è bene stare con i piedi per terra ed evitare clan di Primi Super Cives interessati …

  • Di Giovanni Pulvino (---.---.---.159) 30 giugno 14:36
    Giovanni Pulvino

    E’ la propaganda politica ed è tutto lecito, anche le mezze verità. L’unico modo di contrastare le false illusioni è la serietà con cui si opera a livello istituzionale. Tutto in attesa di una crescita del livello culturale e civile degli italiani e non solo.

  • Di paolo (---.---.---.49) 1 luglio 00:09

    I meridionali che sostengono la Lega ? Se fosse cosi’ potrebbe anche essere un tentativo disperato di trovare una strada alternativa. Insomma una ventata di Nord laborioso e produttivo. Il problema è che votano per Salvini e non è esattamente la stessa cosa. Comunque ho l’impressione che il vento stia cambiando, ovunque si presenta il "capitano" viene sonoramente fischiato e contestato. E’ un innamoramento che è durato lo spazio di un mattino e le prossime regionali ne saranno una conferma.

    saluto

  • Di Giovanni Pulvino (---.---.---.159) 1 luglio 15:07
    Giovanni Pulvino

    ’Il Nord laborioso e produttivo’ è dovuto ai sacrifici fatti da tanti meridionali emigrati negli anni Sessanta e Settanta. Il Sud ha bisogno di legalità e di investimenti pubblici. Le capacità individuali qui non mancano e neanche la voglia di lavorare. La possibile deriva leghista è dovuta al fatto che in tanti sono orfani della Destra di Governo. Nel 1946 furono i monarchici, nel dopoguerra la Dc, negli anni Novanta Berlusconi, ora cercano un nuovo partito, sarà la Lega? un altro partito? poco importa, le clientele e le mafie si affidano sempre al potere e non importa chi ci sia a rappresentarlo. Essi pongono una sola condizione: non deve essere di Sinistra, perchè sanno che tra coloro che ne fanno parte ci sono persone serie che agiscono nell’interesse collettivo, cioè senza interessi personali, per tanti meridionali e non solo questo è incomprensibile ed è il male assoluto.

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