Lo stile non è altro che l’ordine e il movimento che si mette nei propri pensieri
L’accoltellamento avvenuto a La Spezia ha fatto emergere dubbi e quello che è solo la punta di un iceberg. Il Ministro Valditara ha proposto i metal detector nelle scuole più a rischio, ma sono gli stessi studenti a dare una risposta.
Vogliamo giustizia” è la scritta che aleggia sulle porte di scuola. Il 19 gennaio, gli studenti hanno manifestato fuori alla scuola, dove è stato accoltellato Youssef Abanoub. La scuola doveva restare chiusa, accusano gli studenti.
I Professori sono complici, perché sapevano che nell’istituto giravano coltelli. Le accuse sono pesanti, ma sempre più testimoni lo confermano. I ragazzi hanno le idee chiare, anche riguardo alle pene per chi viene trovato in possesso di armi o coltelli: reclusione subito. Inoltre, gli studenti chiedono pene esemplari, altro che metal detector, che farebbe perdere 4/5 ore al giorno, se venisse introdotto.
Se la scuola non ha strumenti, se la famiglia non riesce a comprendere e ad educare i figli, meglio allora che intervenga lo Stato, ma su segnalazione degli educatori, dei conoscenti, amici. Mai girarsi dall’altra parte. L’episodio di La Spezia è l’ennesimo prevedibile, sarebbe accaduto prima o poi. Ragazzi con coltelli – lo sapevano tutti. E allora perché non si è fatto nulla?
Gli studenti riescono perfino a formulare proposte di legge o modifiche alla legge, più dei diretti interessati, più di quelli che sono pagati per farlo. Il Metal detector non serve dicono. Servono controlli, serve l’impegno di tutti, una legge più giusta, prevenzione e più strumenti agli educatori. Ma poi è necessario che chi educa non taccia davanti alle evidenze.
Istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia
La proposta del Ministro Valditara di introdurre il metal detector sembra una misura labile, per usare un eufemismo. Negli aeroporti o nei tribunali si utilizza il metal detector, utilizzarlo in un istituto di 400/500 studenti tutte le mattine, con zaini pieni di compassi e materiali di acciaio è impensabile.
Da un comunicato stampa FLC CGIL si legge:
Per Per la dirigente sindacale Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL. : “Servono più insegnanti, più personale ATA, più risorse per affrontare il disagio giovanile. Occorre superare una logica che tende a controllare le studentesse e gli studenti invece di ascoltarli. La scuola pubblica deve essere messa nelle condizioni di svolgere pienamente la propria funzione educativa, inclusiva ed emancipatrice. Non può essere lasciata sola né trasformata in luogo di controllo e repressione. Dare senso a questa tragedia immane significa, per una volta, evitare semplificazioni o scorciatoie politiche”.
“Non servono – continua Fracassi – metal detector, classificazioni arbitrarie di ‘scuole a rischio’, né narrazioni tossiche che richiamano etnie o alimentano paura e stigmatizzazione. Servono politiche strutturali e investimenti. Vorremmo discutere di un grande piano di risorse nella scuola pubblica, del potenziamento degli organici docenti e ATA, del rafforzamento delle sinergie con le altre agenzie pubbliche, dal servizio sanitario ai servizi sociali e dell’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva come parte integrante del curriculum scolastico”.
“Serve una risposta all’altezza della complessità del presente, che rimetta al centro le adolescenti e gli adolescenti, la scuola e il loro ruolo fondamentale nella società. Una risposta che faccia sentire davvero studentesse e studenti e comunità scolastiche al centro dell’agenda politica e dell’interesse collettivo” conclude Fracassi.
Immagine creata con IA
Adottiamo lo stile giapponese. Oosouji, il rituale giapponese per riordinare la casa è anche un segnale di cambiamento ed è importante cambiare, in questo articolo spiegheremo perché.
Il Giappone è una terra dalle mille sorprese, basti pensare alla sua letteratura, alla calma con cui vivono gli abitanti, alla filosofia e agli spazi che si perdono tra le montagne e i parchi nazionali. I treni ad alta velocità, gli Shinkansen, collegano le isole principali: Kyushu. Qui troviamo le spiagge subtropicali di Okinawa. Tokyo, la capitale, è famosa per i grattacieli, lo shopping e la cultura. Il Giappone è anche la quinta potenza economica mondiale.
La filosofia giapponese
Cos’è lo Shintoismo.
Lo Shintoismo è la religione originaria del Giappone. Si tratta di una fede politeista e animista, che si fonda sulla venerazione dei Kami. Questi ultimi sono spiriti presenti nei luoghi, nella natura, nei defunti. Il centro di questo credo è l’armonia con l’universo, il rispetto per le tradizioni. La filosofia e la spiritualità giapponesi sono influenzate anche dagli insegnamenti di Confucio e dal Buddhismo. E poi ancora, Ikigai – ragione di vita, Wabi-sabi -bellezza dell’imperfezione. Kaizen – miglioramento costante, quindi propensione alla perfezione.
Lo stile giapponese
Lo stile di vita giapponese è pacato e armonioso, legato alla spiritualità più profonda. Lo stile Japandi, ad esempio è uno stile minimalista, legato alla natura, all’arredamento funzionale, con colori neutri e materiali naturali.
L’Oosouji, invece è il metodo giapponese di riordino che corrisponde al detto popolare “anno nuovo, vita nuova“. Sebbene in Giappone l’Oosouji sia tradizionalmente eseguito alla fine dell’anno, in realtà può essere fatto in qualsiasi momento in cui si sente il bisogno di ricominciare con una marcia in più.
I cambi di stagione e le svolte, come spiega la psicologa Pilar Guerra, «ci ispirano a introdurre cambiamenti positivi nella nostra vita. Il loro arrivo rappresenta un nuovo inizio e ci spinge a liberarci del vecchio e a rinnovare il nostro ambiente. Ci permette di liberare spazio fisico e mentale per nuove esperienze e opportunità».
Anche se gli oppositori dell’ordine non colgono la relazione tra ordine fisico e mentale, la realtà è che, come ha spiegato la psicologa Laura Palomares, «sbarazzarsi di ciò che è inutile per noi, non accumulare, così come il riordino generano sentimenti positivi di autocontrollo, disciplina e rendimento funzionale. Il fatto che lo spazio sia più chiaro e con meno stimoli provoca calma e concentrazione. Lasciare andare e sbarazzarsi di ciò che non serve finisce per essere liberatorio e genera un senso di controllo e ordine mentale».
Tutto questo può aiutarci a separare un anno dall’altro, a rafforzare l’idea di nuovi inizi e nuovi propositi, circondati da uno spazio che ci incoraggia a realizzarli. Non dimentichiamo che, come spiega James Clear nel suo libro Atomic Habits, è importante rendere le cose facili e piacevoli per facilitare la realizzazione di nuove abitudini, e questo implica anche ambienti ordinati che facilitino i compiti. Per i giapponesi è è un rito, ma è anche un’opportunità per guardare a se stessi: «Non si tratta solo di pulire gli ambienti ma anche il proprio mondo interiore, perché il nostro rapporto con l’esterno riflette il nostro io», spiega il monaco buddista Shoukei Matsumoto, autore del libro A Monk’s Guide to a Clean House and Mind, che aggiunge: «È un modo per liberare la mente da tutta la sporcizia accumulata nel corso dell’anno».
È importante concentrarsi sulla natura psicologica di questo metodo, che i giapponesi considerano un rituale di pulizia interiore e un’opportunità per calmare la mente (in Giappone i bambini delle scuole sono coinvolti in questi compiti di pulizia fin da piccoli). Matsumoto parla infatti dell’importanza di trasformare questo momento di riordino e pulizia in un’occasione di relax, quasi una meditazione, ascoltando musica strumentale.
È interessante notare le caratteristiche di questo metodo, il cui marcato carattere emotivo ed energetico collega la pulizia fisica a quella emotiva:
Ikigai
Ikigai si unisce a una lunga lista di termini giapponesi che sono stati riqualificati. Il kakeibo è stato presentato come “l’arte giapponese del risparmio” (in pratica, annotare su un taccuino spese ed entrate). Lo shinrin-yoku, o arte giapponese del “bagno nella foresta”, è in realtà una semplice passeggiata nella natura. L’espressione wabi-sabi descrive una tendenza della decorazione d’interni improntata all’arredamento minimalista e ai materiali naturali. In Giappone si riferisce a una filosofia estetica che valorizza l’imperfezione (hygge, una parola danese che significa più o meno “accogliente”, ha subìto un destino simile).
Frasi celebri di Confucio
Ogni cosa ha la sua bellezza, ma non tutti la vedono – Studia il passato, se vuoi prevedere il futuro –
La mia casa è piccola, ma le mie finestre si aprono su un mondo infinito
– Vedere ciò che è giusto e non farlo è mancanza di coraggio
– La persona superiore è modesta nelle parole ma abbondante nelle azioni – L’uomo nobile cerca in sé la causa dei suoi fallimenti, l’uomo meschino la cerca negli altri
– Non fare del bene se non hai la forza di sopportare l’ingratitudine
Vedere e ascoltare i malvagi è già l’inizio della malvagità.
Fonte: Vogue Italia
Segui i soldi. Giovanni Falcone
Olimpiadi Milano Cortina: Secondo un nuovo report le emissioni degli sponsor inquinanti mettono a rischio neve e ghiacciai. Greenpeace Italia commenta: <<Il Comitato olimpico non dovrebbe accettare i soldi dalle aziende responsabili della crisi climatica>>.
Iniziato il conto alla rovescio per l’inizio delle Olimpiadi invernali 2026, che avranno inizio venerdì 6 febbraio 2026 fino a domenica 22 febbraio 2026.
I XXV Giochi olimpici invernali, noti anche come Milano Cortina 2026, si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d’Ampezzo, città assegnatarie della manifestazione in forma congiunta.
Il mese di febbraio 2026 darà inizio anche al Festival della canzone italiana, meglio noto come Sanremo. Anche la manifestazione canora, ogni anno ospita sponsor che in cambio di lauti elargizioni mettono in campo pratiche di greenwashing.
ROMA, 18.01.26 – Greenpeace Italia commenta l’allarme lanciato oggi da Scientists for Global Responsibility e del New Weather Institute a proposito degli impatti climatici su neve e ghiacciai delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 e di tre dei suoi partner più inquinanti: Eni, Stellantis e ITA Airways.
Il report “Olympics Torched” pubblicato oggi dalle due organizzazioni stima che l’impatto totale delle emissioni delle Olimpiadi Invernali 2026 e di questi tre accordi di sponsorizzazione porterà a una perdita di circa 5,5 chilometri quadrati di manto nevoso e a oltre 34 milioni di tonnellate di ghiaccio sui ghiacciai.
«È assurdo che fra i principali partner dei Giochi Olimpici di Milano Cortina figurino aziende inquinanti che con le loro emissioni fuori controllo alimentano la crisi climatica, minacciando la sopravvivenza dei ghiacciai e del manto nevoso e quindi delle stesse Olimpiadi invernali», dichiara Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia.
«Le aziende del petrolio e del gas come Eni non dovrebbero avere l’opportunità di sfruttare eventi sportivi di grande visibilità per ripulirsi l’immagine e nascondere le proprie responsabilità ambientali. Il Comitato Olimpico Internazionale, oltre a impegnarsi per ridurre ulteriormente le emissioni legate agli eventi sportivi, dovrebbe interrogarsi su questa assurdità e prendere una posizione a favore del clima del pianeta in linea con i suoi valori, rifiutando le sponsorizzazioni delle aziende che usano gli eventi sportivi per fare greenwashing».
La procura chiede di archiviare l’indagine sulle assunzioni vip per Milano-Cortina
A Milano la procura chiede l’archiviazione del filone sulle assunzioni “vip” legate alle Olimpiadi invernali 2026. Le carte parlano di favoritismi, segnalazioni “caldamente” inoltrate, carenze di trasparenza, benefit difficili da giustificare. Le conclusioni restano scritte nero su bianco. La conseguenza penale evapora. L’abuso di ufficio esce dal codice e con lui esce anche il reato.
Il fascicolo è uno dei tre filoni dell’inchiesta sugli appalti per le Olimpiadi invernali 2026. Riguarda i ruoli affidati a parenti di politici e manager, come il secondogenito di La Russa e la nipote di Draghi.
I frutti della Riforma Nordio
Il fascicolo contro ignoti è uno dei tre filoni dell’inchiesta complessiva sugli appalti olimpici, che riguarda anche la corruzione e turbativa per le gare della cybersicurezza (gli atti sono alla Consulta sulla natura pubblica o privata dell’ente) e i rapporti di fatturazione tra Deloitte e Fondazione Milano-Cortina. Tra gli indagati c’è anche l’ex ad Novari. Gli atti dell’inchiesta sulle assunzioni vip sono comunque stati trasmessi dai pm milanesi alla Corte dei Conti per valutare eventuali danni erariali. Mentre sulla richiesta di archiviazione dovrà esprimersi ora la gip di Milano, Patrizia Nobile, dopo aver letto le 92 pagine firmate dai pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis con l’aggiunta Tiziana Siciliano.
Ci sono state assunzioni legate al “mondo politico” o aziende di Stato e manager vicini alla fondazione. Un caso è quello del secondogenito di La Russa, che ha percepito oltre 110mila dalla Fondazione come “manager junior event“. Ai cronisti, l’ex ad Novari disse: “Sul figlio di La Russa, in assoluto il padre mi ha detto ‘Fai come vuoi‘, quindi non c’era alcun tipo di pressione. È chiaro che il suo curriculum non l’ho trovato per terra”. Giustificazione diversa invece per la nipote di Draghi, Livia, assunta a 314mila euro come “capo dei contenuti video”: il suo nome fu caldeggiato dal presidente della Fondazione ed ex numero 1 del Coni, Giovanni Malagò. Novari spiegò: “Era esattamente il profilo che stavo cercando”.
La riforma voluta dal ministro Nordio e approvata dalla maggioranza nel luglio 2024 produce così i primi effetti concreti. Indagini che arrivano a un punto fermo, ricostruzioni complete, responsabilità descritte, e poi il vuoto giuridico. I pubblici ministeri lo scrivono con chiarezza: i fatti restano, la sanzione penale cade. Resta solo il possibile giudizio contabile, con gli atti trasmessi alla Corte dei Conti per valutare danni erariali. Sul piano penale la partita si chiude.
Comunicato Stampa: Ufficio stampa di Greenpeace Italia
Fonti: Left, IlFattoQuotidiano
12 gennaio 2026 parte la serie tv, ispirata a Eugenia Carfora, preside dell’istituto Morano al Parco Verde di Caivano. La preside si batte contro la dispersione scolastica in uno dei luoghi più difficili della periferia di Napoli.
Polemiche sulla serie tv La Preside
Ascolti Auditel 12 gennaio 2026
Enza Angela massaro e Il Giornale di Caivano
La storia di Eugenia Carfora è al centro della fiction “La Preside”, con Luisa Ranieri, in onda dal 12 gennaio 2026 su Rai 1.
La dirigente scolastica Eugenia Carfora è intervenuta nella trasmissione “Tutti in Classe” su Rai Radio 1, condotta da Paola Guarnieri, in occasione del debutto della miniserie La Preside su Rai 1.
La serie tv la Preside si compone di quattro puntate. Luisa Ranieri interpreta un personaggio liberamente ispirato alla dirigente dell’Istituto Morano di Caivano.
Come nasce la serie tv La Preside?
La Preside nasce da un’idea di Luca Zingaretti, marito di Luisa Ranieri, che dopo aver visto il documentario “Come figli miei” di Domenico Iannacone ha voluto mettere in scena questa storia. Le prime due puntate risultano già disponibili su RaiPlay.
Eugenia Carfora ha confermato alcuni dettagli nella fiction che riguardano la situazione iniziale dell’istituto. All’interno della scuola, infatti esisteva una lavanderia illegale, che creava condizioni di dipendenza attraverso servizi che si trasformavano in una piccola bottega.
La dirigente ha spiegato che i luoghi dell’educazione e dell’istruzione devono essere impeccabili e che i ragazzi hanno il diritto a un ambiente sano, per cui chi non faceva parte del progetto educativo doveva andare via.
Il primo giorno di apertura dei cancelli della scuola si presentarono solo 20 studenti, mentre oggi l’istituto ne conta 700. L’Istituto Morano offre un indirizzo tecnico industriale implementato con informatica, meccanica e meccatronica, oltre a un settore professionale alberghiero che la dirigente ha voluto attivare nonostante le perplessità di chi sosteneva l’assenza di turismo nella zona.
Carfora ha girato l’Italia per chiedere opportunità di stage e attività integrate per i suoi studenti. ha dimostrato, che i ragazzi del Parco Verde di Caivano possiedono talenti straordinari quanto quelli di altre città.
Chi è Eugenia Canfora?
Eugenia Carfora è nata nel 1960 a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Si è laureata in Scienze dell’Educazione e ha cominciato a insegnare. Impegnata da subito nel sociale, nell’area della Domitiana tra le province di Napoli e di Caserta. La dirigente arriva all’Istituto comprensivo Viviani nel Parco Verde di Caivano nel 2007. Caivano diventerà noto per episodi di violenza ai danni di due bambine. Nel 2013 Carfora è passata a dirigere l’istituto Morano.
In un lungo post, Domenico Iannaccone si è detto emozionato alla vigilia della messa in onda della serie tv, realizzata anche grazie a lui:
La vita ci mette spesso a dura prova. La pazienza ha un limite, oppure come diceva il principe della risata: Ogni limite ha una pazienza. La lite con il vicino, i figli, il coniuge, contrasti sul lavoro minano le relazioni, ma anche l’equilibrio psico fisico. L’uso del turpiloquio non sempre indica una scarsa conoscenza del linguaggio e un modo inappropriato di esprimersi.
La psicologia continua a fare grandi passi e questa volta la ricerca psicologica ha evidenziato dei legami curiosi tra alcuni comportamenti “socialmente stigmatizzati” e un alto quoziente intellettivo.
Infatti, sono interessanti questi punti:
Alla luce di questi punti fermi, probabilmente, esplodere è meglio che implodere. E questo accade anche se lo si fa con se stessi. Altri studi, hanno dimostrato, ad esempio, che parlare da soli non è affatto, una situazione di imminente follia.
Effetto turpiloquio e vivere di notte
Secondo diversi studi condotti negli ultimi anni, le persone che tendono a usare il turpiloquio e che preferiscono vivere di notte risulterebbero avere una marcia in più a livello cognitivo.
Per anni si è pensato che chi impreca lo faccia per “mancanza di vocabolario“. La scienza dice l’esatto contrario. Uno studio del 2015 ha dimostrato che chi ha un vasto repertorio di parolacce e termini taboo possiede in realtà una fluenza verbale superiore.
Capacità di Sfumatura: usare termini forti indica una maggiore capacità di attingere a diversi registri linguistici per esprimere stati emotivi complessi.
Onestà e Trasparenza: altre ricerche collegano l’uso di un linguaggio colorito a una maggiore onestà sociale, poiché queste persone tendono a filtrare meno i propri pensieri immediati. Si ha un contatto più diretto con l’istinto e con la capacità di critica, anche se eccessiva. A Napoli si dice: “Quanno ce vo, ce vo”.
Perché chi va a letto tardi dovrebbe essere più intelligente?
La spiegazione risiede nel concetto di Novità Evolutiva. Anticamente, l’essere umano seguiva esclusivamente il ritmo del sole. La propensione a restare svegli di notte è un comportamento evolutivamente “nuovo”. Secondo gli psicologi evoluzionisti, gli individui con un QI più alto sono più inclini ad adottare valori e preferenze che si discostano dalle abitudini ancestrali.
Creatività Notturna: il silenzio della notte riduce gli stimoli esterni, permettendo al cervello di entrare in uno stato di “pensiero divergente” che favorisce la risoluzione di problemi complessi.
Attenzione: questo non significa che iniziare a imprecare o dormire poco ti renderà automaticamente un genio. Significa che certi tratti della personalità (come l’anticonformismo o l’alta reattività verbale) spesso si manifestano attraverso questi comportamenti “fuori dagli schemi”.
I benefici fisici nel dire parolacce
Dire parolacce può offrire benefici fisici come l’aumento della soglia del dolore e della forza fisica, grazie a una risposta emotiva che innesca un rilascio di endorfine e adrenalina, preparando il corpo allo sforzo e riducendo la percezione del dolore, specialmente durante l’attività fisica intensa o in situazioni di stress
Invece, imprecare sembra essere una caratteristica del linguaggio che un parlante eloquente può usare per comunicare con la massima efficacia.
Come aumentare la tolleranza al dolore?
In realtà, alcuni usi delle imprecazioni vanno oltre la semplice comunicazione. Oltre alle implicazioni cognitive, l’uso di parolacce sembra avere benefici fisici. Un esperimento ha dimostrato che ripetere una parolaccia durante un’esperienza dolorosa, come immergere la mano in acqua ghiacciata, aumenta la tolleranza al dolore e provoca una risposta fisiologica, come un aumento della frequenza cardiaca, suggerendo l’attivazione della risposta “lotta o fuga” e una conseguente analgesia indotta dallo stress. Nella stessa esperienza, la resistenza fisica al dolore era inferiore se si pronunciava una parola neutra.
Perché diciamo parolacce? Dire parolacce potrebbe essere una malattia?
Coprolalia. Comunemente definita la “malattia delle parolacce”, si tratta invece di un sintomo che riflette un comportamento compulsivo patologico caratterizzato dall’impulso anormale, non controllabile, di pronunciare espressioni linguistiche oscene. Il soggetto che ne soffre sente la necessità impellente ed esplosiva di pronunciare parole inconsulte o frasi anche complesse dal contenuto volgare che risultano inappropriate. Si dicono parolacce socialmente inaccettabili.
Si tratta di un sintomo compulsivo che non riflette i veri pensieri della persona e può essere scatenata da stress o affaticamento
La coprolalia non è infatti dovuta a scelte comportamentali, non è causata da fattori educativi e non riflette in alcun modo pensieri e convinzioni della persona. Secondo i dati epidemiologici CDC (Center for Disease Control and Prevention), la coprolalia colpisce soprattutto gli adolescenti e la sua incidenza decresce con l’aumentare dell’età alleviandosi e scomparendo nell’età adulta.
Può avere origine da una turbe psichica oppure da fattori ambientali scatenanti che la favoriscono. Eziologicamente viene spesso associata alla sindrome di Tourette, un disordine neuropsichiatrico caratterizzato da tic motori generalizzati a tutto il corpo e da tic vocali complessi. La sindrome si manifesta con l’emissione, spesso combinata, di rumori e suoni involontari ed incontrollati e da movimenti del volto e degli arti denominati tic.
Nella sindrome di Tourette i tic vocali più comuni sono le urla, la tendenza ad emettere fischi e a schiarirsi la gola o a tirar su con il naso, versi gutturali o grugniti. I tic non verbali comprendono l’abitudine a scrollare le spalle, ammiccare, scuotere il capo, fare smorfie, aggrinzare il naso, battere i piedi ed oscillare una gamba ripetutamente.
La coprolalia è la comorbilità (presenza simultanea di due o più patologie, che possono essere correlate o indipendenti tra loro) più caratteristica, anche se non comune, della sindrome e si manifesta tipicamente soltanto nel 10-20% dei casi del disturbo neurologico (CDC, Center for Disease Control and Prevention). Le persone affette dalla sindrome tendono infatti ad usare anche un linguaggio scurrile e, oltre all’emissione di grida improvvise e di suoni inarticolati, ad usare in maniera esagerata un linguaggio osceno.
La coprolalia è pertanto un sintomo che insorge in maniera inconsapevole ed involontaria e che si manifesta in modo irrefrenabile. Viene definito coprolalico il soggetto che si esprime in tal modo, spesso con termini di natura sessuale e razzista, talvolta blasfema. Sono frequenti gli insulti etnici.
Come la coproprassia (tic motorio con esecuzione involontaria di atti osceni) e la coprografia (tic motorio con impulso involontario di digitare o scrivere parole ed immagini inappropriate), la coprolalia è definita un coprofenomeno come sottolinea la Tourette Association of America: nasce da un impulso legato ad una sensazione fisica difficile da ignorare e trattenere, nota come premonitory urge.
Si tratta di uno stimolo che diventa sempre più intenso fino a quando la persona non dà libero sfogo al tic. È come tentare di trattenere uno starnuto o uno sbadiglio, si può provare ma alla fine si finisce per farlo lo stesso contro la propria volontà.
La causa è sconosciuta ma secondo recenti ricerche la vera origine non sarebbe psicologica bensì neurobiologica. Si ritiene, come per altri tic, che anche i tic vocali tipici della coprolalia siano dovuti ad alterazioni dei gangli della base e dei neurotrasmettitori come dopamina, serotina e noradrenalina.
La mindfulness e il Comprehensive Behavioral intervention for Tics (CBIT) sono le terapie più adottate per gestire la coprolalia. Alcuni soggetti riescono a mascherare il tic mormorando la parola oscena senza emettere vocalizzazioni comprensibili.
Tali strategie consentono di mitigare le conseguenze legate alla vita sociale ed emotiva di una persona. Poiché la coprolalia non è correlata all’intelligenza e al carattere di una persona, l’associazione americana sulla Tourette ritiene che sia fondamentale il sostegno psicologico da parte dei familiari, perché la comprensione e l’accettazione dei sintomi di tale disturbo è un elemento chiave per aiutare chi ne soffre e condurre una vita piena e produttiva
.
Fonti: commentimemorabili; nurse24
AgoraVox Italia