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Durante il live in Tasmania, l’anima della band ha annunciato la conclusione delle registrazioni. Senza data di uscita, ma con una promessa: l’atteso disco arriverà prima del suo prossimo compleanno, nel gennaio 2027.
Mentre il mondo della musica rock attende con impazienza il loro prossimo passo, Dave Grohl ha deciso di condividere la notizia direttamente dal palco, in quel modo schietto e immediato che caratterizza da sempre i Foo Fighters. Durante l’esibizione a Launceston, in Tasmania, il frontman ha rivelato che la band ha appena messo il punto finale a un intero nuovo album.
“Abbiamo un disco completamente nuovo di brani che abbiamo finito proprio l’altro giorno”, ha dichiarato Grohl, scatenando l’entusiasmo del pubblico. Sebbene non sia stata indicata una data di pubblicazione precisa, il frontman ha fornito un lasso temporale significativo: il nuovo lavoro arriverà prima della prossima tornata di concerti in Australia, che a sua volta avverrà prima del suo prossimo compleanno, il 14 gennaio 2027. Un modo personale e informale per delimitare l’orizzonte dell’attesa.
Questo annuncio arriva a quasi due anni di distanza dall’ultimo capitolo discografico della band, “But Here We Are” (2023), album acclamato dalla critica e dedicato alla memoria della madre di Grohl, Virginia, e dell’ex batterista Taylor Hawkins. Nel 2024, i Foo Fighters avevano già offerto due assaggi del loro sound in evoluzione con i singoli “Today’s Song” e “Asking for a Friend”, lasciando intuire una costante prolificità creativa.
L’annuncio del nuovo album si inserisce in un periodo di grande attività per la band. Nell’estate 2024, infatti, i Foo Fighters saranno protagonisti di un attesissimo stadium tour nel Nord America, accompagnati dai Queens of the Stone Age, promettendo un’estate di puro rock.
La notizia non è solo un regalo per i fan, ma segna un momento cruciale nel percorso di una delle band rock più solide e influenti degli ultimi trent’anni.
Così nelle ultime ore la band ha condiviso sui social un breve video con musica inedita. Una grafica chiede “Do you want more?” e una frase cavvisa: “This is just a test”.
https://foofighters.com/
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L'articolo Dave Grohl svela: è pronto il nuovo album dei Foo Fighters proviene da Freak Out Magazine.
Durante il live in Tasmania, l’anima della band ha annunciato la conclusione delle registrazioni. Senza data di uscita, ma con una promessa: l’atteso disco arriverà prima del suo prossimo compleanno, nel gennaio 2027.
Mentre il mondo della musica rock attende con impazienza il loro prossimo passo, Dave Grohl ha deciso di condividere la notizia direttamente dal palco, in quel modo schietto e immediato che caratterizza da sempre i Foo Fighters. Durante l’esibizione a Launceston, in Tasmania, il frontman ha rivelato che la band ha appena messo il punto finale a un intero nuovo album.
“Abbiamo un disco completamente nuovo di brani che abbiamo finito proprio l’altro giorno”, ha dichiarato Grohl, scatenando l’entusiasmo del pubblico. Sebbene non sia stata indicata una data di pubblicazione precisa, il frontman ha fornito un lasso temporale significativo: il nuovo lavoro arriverà prima della prossima tornata di concerti in Australia, che a sua volta avverrà prima del suo prossimo compleanno, il 14 gennaio 2027. Un modo personale e informale per delimitare l’orizzonte dell’attesa.
Questo annuncio arriva a quasi due anni di distanza dall’ultimo capitolo discografico della band, “But Here We Are” (2023), album acclamato dalla critica e dedicato alla memoria della madre di Grohl, Virginia, e dell’ex batterista Taylor Hawkins. Nel 2024, i Foo Fighters avevano già offerto due assaggi del loro sound in evoluzione con i singoli “Today’s Song” e “Asking for a Friend”, lasciando intuire una costante prolificità creativa.
L’annuncio del nuovo album si inserisce in un periodo di grande attività per la band. Nell’estate 2024, infatti, i Foo Fighters saranno protagonisti di un attesissimo stadium tour nel Nord America, accompagnati dai Queens of the Stone Age, promettendo un’estate di puro rock.
La notizia non è solo un regalo per i fan, ma segna un momento cruciale nel percorso di una delle band rock più solide e influenti degli ultimi trent’anni.
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Del 2019 l’ottimo singolo “Magic of Meghan” e i due promettenti (e belli) EP “Sweet Princess” (che conterrà anche “Magic of Megan”) e “Boundary Road Snacks and Drinks”, lavori questi che restituivano un sostenuto post punk-indie rock con vocazione musicale anche sapientemente capace di non rinnegare la melodia e una voce più narrante e recitante che “cantante”; così si presentavano i Dry Cleaning (Tom Dowse – chitarra; Florence Shaw – voce; Nick Buxton – batteria; Lewis Maynard – basso): con tutti i migliori “auspici”.
Secret Love by Dry CleaningNel 2021 la pubblicazione di “New Long Leg”, LP d’esordio che confermava quanto di ottimo i singoli e gli EP avevano sino ad allora anticipato. La solida e “robotica” sessione ritmica sosteneva una mobile e creativa chitarra… il tutto era esatto ambiente sonoro su cui lo spoken della voce si imponeva con austero timbro. L’elettronica (come in “Leafy”) e le “allucinazioni” (come in “Every Day Carry”) restavano discrete (offrendo ora nuances new wave, ora visioni “sperimentali”), richiamando, in uno con la voce, alla memoria Laurie Anderson; comparivano poi anche accenni di line vocali come “More Big Birds”.
Il tempo del singolo “Bug Eggs”/“Tony Speaks!” (del 2021), e il 2022 vedeva la pubblicazione del secondo LP “Stumpwork”, altro lavoro di pregio che mostrava, rispetto al passato, una maggiore morbidezza, con i Dry Cleaning che viravano verso un art rock (“Anna Calls from the Arctic”, “Hot Penny Day”, “Stumpwork”…), mantenendo salda la barra tra correnti indie (“Gary Ashby”, “No Decent Shoes for Rain”, “Don’t Press Me”….).
Il 2023 era invece l’anno del singolo “Swampy”/“Sombre Two” (che poi diverrà un EP con remix e demo), con una strumentale “Sombre Two”.
Con “Secret Love” (4AD) i Dry Cleaning hanno inaugurato il 2026 proseguendo nel solco tracciato da “Stumpwork”, aggiungendo cura ai dettagli e agli arrangiamenti.
Messo il vinile sul piatto, il viaggio inizia lambendo lidi art rock, come testimonia da subito la riuscitissima “Hit My Head All Day”, con i suoi richiami ai confini tra il synth pop e l’alt pop.
Se con “Cruise Ship Designer” si resta ancorati a “memorie” post punk, “My Soul/Half Pint” evoca “ricordi” indie rock.
“Secret Love (Concealed in a Drawing of a Boy)” apre la voce al canto e al formato canzone, dimostrando l’abilità dei Dry Cleaning nel “riuscire” a codificare differenti linguaggi musicali.
“Let Me Grow and You’ll See the Fruit” è spoken su tessiture pastorali che chiude un ottimo side A.
Girato il vinile, una chitarra tagliente si contrappone al gusto retrò e alla ritmica di “Blood”, brano multiforme e d’immediata presa.
Se “Evil Evil Idiot” è notturna, sperimentale e aspra, “Rocks” picchia in testa somministrando dosi di paranoia prima che “The Cute Things” riporti l’ascolto su territori più “orecchiabili”.
“I Need You” assume forma di marcia “grassa” e si contrappone alla più sfilante “Joy”, brano che ripropone nuovamente, tra le pieghe, una sorta di formato prossimo alla “canzone” in veste indie rock e che va a chiudere un lavoro di ottima fattura…
Sebbene “Secret Love” sia ad oggi il dico meglio “confezionato” con cui i Dry Cleaning hanno “affinano” e “raffinano” la loro bella fusione di musica e spoken , resto personalmente più legato e “affine” ai loro esordi (i due EP su tutti) e alla loro meno “pulita” idea di musica.
Un’ultima precisazione: sul sito della 4AD consultato il 12.1.26 (https://shopusa.4ad.com/pages/artists/dry-cleaning) viene fatto un calzante accostamento con Florence Shaw e Laurie Anderson e Sue Tompkins “in a lineage of spoken-word artists stretching from Laurie Anderson to Life Without Buildings’ Sue Tompkins”.
https://drycleaningband.com/
https://www.facebook.com/drycleaningband/
https://www.instagram.com/drycleaningband
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Nella tempesta di polemiche, censure e dichiarazioni governative, i Kneecap non hanno abbassato la testa. Hanno solo preso tempo. E ora, quel tempo si è trasformato in un disco che promette di essere potente, politico e profondamente radicato nella loro identità: «FENIAN», in uscita il 24 aprile per Heavenly Recordings.
Non si tratta solo di un nuovo capitolo discografico dopo l’acclamato «Fine Art» del 2024. È una dichiarazione di resistenza, il frutto di una reazione «ponderata», come loro stessi la definiscono, a chi ha provato a marchiarli come terroristi e a silenziare la loro voce.
La scelta del titolo «FENIAN» non è casuale. È un atto di appropriazione e di orgoglio. «Fenian» storicamente indica i guerrieri della mitologia gaelica, ma è stato a lungo usato come termine dispregiativo contro gli irlandesi. I Kneecap lo ribaltano: «Ora lo usiamo per nominare tutti coloro che dicono la verità al potere», scrivono sul loro Instagram. È un’operazione culturale simile a quella che portò avanti, in altri contesti, il movimento hip-hop afroamericano: prendere le parole d’odio e farle proprie, trasformandole in un grido di identità e di sfida.
Il parallelismo con la lingua irlandese stessa è inevitabile: «Dopo 800 anni di colonizzazione, pensavano che l’irlandese sarebbe morto. Invece no. Grazie a chi ha rifiutato di lasciare che la sua cultura venisse distrutta. E i Kneecap sono più o meno la stessa cosa… non siamo andati via. I Paddy sono tornati».
Da un punto di vista di strategia artistica e di branding, l’annuncio di «FENIAN» è un caso studio. Dopo aver consolidato la loro base con l’album «Fine Art» e aver sperimentato con singoli «standalone» di ampio respiro (come le collaborazioni con Orbital e Sub Focus), i Kneecap scelgono di tornare al nucleo della loro missione: la politica, la lingua, la rivendicazione identitaria.
L’album sarà composto da 14 tracce e collaborazioni di peso con voci profondamente connesse a una certa idea di narrazione e resistenza, come la poetessa Kae Tempest e la cantante dei Lankum Radie Peat. Scegliere queste voci, e non solo nomi di tendenza, indica una curatela del messaggio precisa.
«Liars Tale» è il primo vero assaggio dell’album. Se i singoli degli ultimi mesi erano esplorazioni più elettroniche e accessibili, «FENIAN» promette di riportarci al cuore della rabbia intelligente, della mescolanza tra gaelico e inglese, del rap grezzo e della psichedelia che ha reso unici i Kneecap.
https://www.kneecap.ie/
https://www.instagram.com/kneecap32/
https://www.facebook.com/KNEECAP32
The tracklisting for ‘FENIAN’ is:
‘Éire go Deo’
‘Smugglers & Scholars’
‘Carnival’
‘Palestine’ (ft. Fawzi)
‘Liars Tale’
‘FENIAN’
‘Big Bad Mo’
‘Headcase’
‘An Ra’
‘Cold At The Top’
‘Occupied 6’
‘Gael Phonics’
‘Cocaine Hill’ (ft. Radie Peat)
‘Irish Goodbye’ (ft. Kae Tempest)
L'articolo KNEECAP: nuovo album «Fenian». La risposta a chi voleva zittirli. Ascolta proviene da Freak Out Magazine.
Dopo il ruggito sommesso di “New Desire”, Arlo Parks non torna semplicemente. Esplode. Con un annuncio che accende i circuiti dell’attesa: “Ambiguous Desire”, il suo nuovo album, sboccerà il 3 aprile sotto l’egida di Transgressive. Non un semplice seguito, ma una mappa nuova, tracciata nelle notti profonde di New York, in compagnia del produttore Baird.
Le influenze citate – il spoken word ipnotico di The Streets, le cattedrali spectrali di Burial, il ritmo nervoso degli LCD Soundsystem, le manipolazioni soul di Theo Parrish – non sono semplici riferimenti. Sono tessere di un rituale. Arlo ha costruito questo disco ballando, una pratica quasi sacrale: «Ho ballato più che mai mentre realizzavo questo disco. Mi sono trovata nel ventre strano delle juke nights newyorkesi, scatenata, e ho riso, riso, riso».
Al centro di tutto, un motore primordiale: il desiderio. «È una forza vitale», dichiara la musicista, «una spinta, un anelito, una quantità di moto. Siamo vivi perché c’è qualcosa o qualcuno che desideriamo. Il desiderio è un motore. Ma è anche misterioso, aggrovigliato, casuale, illuminante e profondamente UMANO».
Il primo assaggio di questo viaggio si chiama “2SIDED”. Non un semplice singolo, ma un campione di tensione pura. «Al suo centro, parla di struggimento e tensione», spiega Arlo. «È l’essere colpiti da una scarica di desiderio e trovare il coraggio di dare parole a quel sentimento, per renderlo reale». Parole che diventano immagini nel video, diretto da Molly Burdett, già visibile qui sotto.
https://www.arloparksofficial.com/
https://www.instagram.com/arlo.parks
https://www.facebook.com/arloparks
L'articolo Un nuovo sorgere dell’anima: il corpo elettrico di Arlo Parks proviene da Freak Out Magazine.
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