Non è mai decollato quel “piano casa” da 60 miliardi invidiato da mezza Europa. Non è arrivata la “valanga” dei capitali “occultati” all’estero e rientrati con lo “scudo” fiscale. Non si conoscono i benefici effetti del condono sulle “case fantasma”. Nel 2010 il Debito pubblico è cresciuto di altri 83 miliardi. Passati 3 mesi l’economia non ha sentito la “frustata” dello “straordinario” piano di rilancio.
Berlusconi ci ripete che nel 2013 l’Italia sarà più prospera e libera. Bankitalia, Confindustria ed Istat avvertono che con questa “semi-crescita” arriveranno solo nuovi tagli e tasse. Tremonti afferma che “siamo nella giusta direzione”, ma intanto si deve fare una manovra di “manutenzione”. Ora non serve la riforma dell’Irpef, ma serve ritoccare IVA ed imposte indirette.
"L’uomo – ripete Berlusconi - viene prima della società e la società prima dello Stato”. Dimentica però di esplicitare la sua personale “chiave” interpretativa. Ovverosia: “Vale la legge del più forte”.
Gli interessi/regole del più forte vengono prima del gruppo (società) e quelli del gruppo più forte vengono prima dell’intera popolazione (stato). Non ci vuole né invidia, né odio. Così è!
Basta una Legge “porcellum” ed una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi, interessi e immunità …
Arrivata in Giunta la richiesta di autorizzazione a perquisire gli uffici di G.Spinelli, in poche ore l’on.Leone (Pdl) era in grado di asseverare il “fumus persecutionis” dei Pm di Milano motivato dal fatto che “per incastrare Berlusconi” avevano impiegato per un anno 150 uomini, “tentando così di costruire dei reati inesistenti”. Del tutto inascoltato, il Capo Procura Bruti Liberati ripeteva che per le intercettazioni erano stati spesi “in tutto 26mila euro”.
Dopo una settimana, nella stessa Giunta, era l’on.Paniz (Pdl) a sostenere la tesi del conflitto di attribuzione in quanto Berlusconi “aveva agito per motivi istituzionali” nel muoversi per quella che “pensava essere la nipote di Mubarak”. Ora, a distanza di 2 mesi, è sempre l’on.Paniz che “auspica che i Giudici facciano il processo” perché è convinto che non ci sia stata “neanche lontanamente la concussione” e che una assoluzione piena “farà capire come sia stata strumentalizzata la vicenda”.
Ha forse dimenticato che, come da suo “auspicio”, la Giunta ha negato ai Pm l’autorizzazione e la Camera ha votato il conflitto di attribuzione davanti alla Consulta? Dimentica forse che, come da suo “auspicio”, sarebbe proprio la stessa Camera a decidere se autorizzare il processo davanti al Tribunale dei Ministri?
Tutto muta e si confonde se si perde il senso ed il valore di Parola e Merito …
Lassini ha scritto che “intende irrevocabilmente rinunciare alla propria candidatura nella lista del Pdl”. Mantovani, coordinatore lombardo del Pdl, insieme al suo vice garantisce che Lassini, anche se eletto, o si dimetterà da Consigliere oppure non farà parte del gruppo Consiliare del Pdl.
E’ già assodato che non saranno invalidati i voti dati a Lassini e collegati alla Lista Pdl e che saranno tutti voti validi per l’elezione del futuro Sindaco. Se eletto, vedremo un Lassini “isolato e ignorato” dagli altri Consiglieri eletti con la stessa Lista oppure sarà il nuovo Scilipoti meneghino? La Moratti, se eletta, potrà dichiarare che “il caso è chiuso” soltanto quando Lassini non farà più parte del Consiglio Comunale.
Nel teatrino di Pantomima e Rimpiattino il “gioco delle parti” è una formula spesso ricorrente …
Secondo Tremonti “non è scritto” che i fondi Europei debbano essere amministrati dalle Regioni. C’è un’enorme quantità, osserva, che non viene spesa. Tremonti suggerisce così una “regia nazionale” e la “concentrazione sulle cose grandi”.
Proprio come per i 6,2 miliardi di fondi Pon, a disposizione congiunta di Tremonti e Gelmini, che sono stanziati dalla UE per la ricerca e lo sviluppo in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Fondi pari al costo annuale dell’intera Università italiana e che farebbero crescere del 60% il Pil di ricerca/sviluppo delle 4 regioni meridionali.
Peccato che, dopo ben 3 anni dall’assegnazione, dei suddetti 6,2 miliardi il duo Ministeriale abbia impegnato meno di 1/5 ed erogato appena il 10%. Peccato che per 5 volte i Commissari UE abbiano bocciato il sistema nazionale di “governo, controllo e monitoraggio”.