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  • Di pv21 (---.---.---.109) 3 maggio 2011 19:57

    Mission impossible >

    Secondo la mozione della maggioranza le “azioni mirate” da svolgere in Libia devono essere “esclusivamente a difesa” di nostri velivoli o della popolazione civile da “azioni ostili, reali, concrete e attuali”. Devono inoltre essere attuate “in condizioni di assoluta sicurezza” per gli stessi civili e per i nostri operatori.
    Un qualsiasi Comando militare dichiarerebbe tanto “irrealistico” quanto “inattuabile” un mandato vincolato alla “piena” osservanza e garanzia di siffatti prerequisiti operativi.
    E’ di fatto impossibile escludere, a priori, la presenza di civili in aree presidiate da mezzi e postazioni militari. Così come è assodato che sia i civili, sia i militari possono diventare vittime accidentali di “fuoco amico”.

    La stessa mozione impegna altresì il governo “a confermare gli impegni internazionali dell’Italia” e nello stesso tempo sia ad attuare “una graduale e concordata riduzione” dei nostri impegni, sia a “fissare un termine temporale certo” entro cui concludere la missione in essere.
    Tutto questo “in accordo” con le Organizzazioni Internazionali e con gli Alleati.
    Singolare il fatto che non viene mai citata esplicitamente la Nato e che non si fa cenno alle “motivazioni” da addurre a sostegno di tale “inequivocabile” cambio di direzione.

    Le missioni militari non sono il tema per un “gioco delle parti” da teatrino di Pantomima e Rimpiattino

  • Di pv21 (---.---.---.52) 2 maggio 2011 19:57

    Mozione e missione >

    Secondo la mozione della Lega le “azioni mirate” da svolgere in Libia devono essere “esclusivamente a difesa” di nostri velivoli o della popolazione civile da “azioni ostili, reali, concrete e attuali”. Devono inoltre essere attuate “in condizioni di assoluta sicurezza” per gli stessi civili e per i nostri operatori.

    Un qualsiasi Comando militare dichiarerebbe tanto “irrealistico” quanto “inattuabile” un mandato vincolato alla “piena” osservanza e garanzia di siffatti prerequisiti operativi.
    E’ di fatto impossibile escludere, a priori, la presenza di civili in aree presidiate da mezzi e postazioni militari.
    Così come è assodato che sia i civili, sia i militari possono diventare vittime accidentali di “fuoco amico”.

    Per giunta la mozione impegna il governo “a fissare un termine temporale certo” che segni la conclusione della missione in essere.
    E’ da notare tuttavia che non viene mai citata la Nato e che non si fa alcun cenno alle “motivazioni” da addurre per “notificare”, alla Nato, il repentino ulteriore cambio di direzione.

    Le missioni militari non sono il tema per un “gioco delle parti” da teatrino di Pantomima e Rimpiattino

  • Di pv21 (---.---.---.52) 2 maggio 2011 19:51

    Cuore padano >

    Borghezio sogna il Regno di Padania governato dalla dinastia dei Bossi.
    “Il 150mo è solo una grossa pagliacciata carnevalesca”, dice. Sono stati i francesi ed i piemontesi a conquistare la Lombardia.
    “Il 25 Aprile è festa da cancellare”, sentenzia. Sono stati i partigiani a sparare sui tedeschi alleati della Repubblica di Salò.

    Borghezio, cavalcando il “fora d’i ball”, ha caldeggiato i “respingimenti” in alto mare ed il “boicottaggio” della Francia che osa ritornarci i tunisini da noi “dirottati” per ragioni “umanitarie”.
    Ora, all’idea di andare a “bombardare dei poveracci in Libia”, Borghezio condanna una decisione che, “Dio non voglia”, potrebbe causare vittime civili e diventare “un dramma umanitario con conseguenze inimmaginabili”, specie se “Gheddafi ci riempirà di clandestini”.

    Anche la Corte UE sa tenere distinte le voci che fanno La “saga” dei clandestini

  • Di pv21 (---.---.---.52) 2 maggio 2011 19:20

    Avanti, indietro tutta >

    Secondo la mozione della Lega le “azioni mirate” da svolgere in Libia devono essere “esclusivamente a difesa” di nostri velivoli o della popolazione civile da “azioni ostili, reali, concrete e attuali”.
    Devono inoltre essere attuate “in condizioni di assoluta sicurezza” per gli stessi civili e per i nostri operatori.

    Un qualsiasi Comando militare dichiarerebbe tanto “irrealistico” quanto “inattuabile” un mandato vincolato alla “piena” osservanza e garanzia di siffatti prerequisiti operativi.
    E’ di fatto impossibile escludere, a priori, la presenza di civili in aree presidiate da mezzi e postazioni militari. Così come è assodato che sia i civili, sia i militari possono diventare vittime accidentali di “fuoco amico”.

    Per giunta la mozione impegna il governo “a fissare un termine temporale certo” che segni la conclusione della missione in essere.
    E’ da notare tuttavia che non viene mai citata la Nato e che non si fa alcun cenno alle “motivazioni” da addurre per “notificare”, alla Nato, il repentino ulteriore cambio di direzione.

    Le cerimonie possono indurre "sonnolenza"?
    Di sicuro le missioni militari non sono il tema per un “gioco delle parti” da teatrino di Pantomima e Rimpiattino

  • Di pv21 (---.---.---.72) 1 maggio 2011 12:41

    Sistemi nostrani >

    Fin dal 19 marzo i caccia francesi Rafale hanno colpito carri armati e blindati di Gheddafi diretti contro Bengasi.
    Noi dovevamo occuparci dei radar del Rais. Il Ministro La Russa ha sempre precisato che i nostri Tornado non hanno mai avuto bisogno di lanciare 1 solo missile per “neutralizzare” i radar. Quei radar libici sono tuttora intatti.

    Ora Berlusconi ha deciso di fare “interventi su singoli obiettivi militari” e La Russa spiega che utilizzeremo “armamenti per colpire carri armati e postazioni militari”.
    Bossi però non vuole che mettano a rischio i civili, che facciano scappare i libici (in Italia) e, soprattutto, che implementino le nostre spese militari.
    Tutto deve svolgersi in "assoluta sicurezza" per i nostri velivoli e per la popolazione.

    Perché non usare bombe e missili “bungee jumping”?
    Armamenti che, appena “toccato” il bersaglio, tornano a riagganciarsi all’aereo vettore.

    Fantasie? Forse, ma le operazioni militari non sono certo un tema da teatrino di Pantomima e Rimpiattino


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