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clemente sparaco

Sono docente di filosofia e storia di un liceo scientifico e dottore di ricerca in Etica. Per molti anni ho collaborato come cultore di Filosofia Teoretica all'Università. Ho al mio attivo diverse pubblicazioni in ambito filosofico e collaboro con riviste giornalistiche e specialistiche (di filosofia).

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  • Primo articolo lunedì 10 Ottobre 2010
  • Moderatore da lunedì 04 Aprile 2011
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Ultimi commenti

  • Di clemente sparaco (---.---.---.147) 11 maggio 17:38

    Grazie per averlo gradito!

  • Di clemente sparaco (---.---.---.127) 24 agosto 2018 20:04

    Spiace anche a me se il commento possa averlo offeso, tanto più che apprezzo l’autenticità e la coerenza che rivelano le sue parole. 

    Con la stessa sua sincerità Le dico che non mi riconosco né nel moralismo né nel populismo. Preferisco essere realista, non pragmatico, nel senso che le idee devono essere risposte ai problemi reali, storici, concreti, non veicolare, indirizzare o, peggio, obbligare la realtà in schemi predefiniti, pregiudiziali e pregiudizievoli. 
    In ogni caso, non c’è nulla di meglio del confronto onesto e leale sui problemi, sulle soluzioni possibili, nel rispetto reciproco, specie quando ci si sforza di testimoniare con la vita le idee in cui si crede.
    Un saluto.
  • Di clemente sparaco (---.---.---.127) 24 agosto 2018 13:09

    Apprezzo le sue argomentazioni che denotano competenza e acume. Mi spiace quando il livello della conversazione scende sul personale. Spero che questo sia solo il segno di un’appartenenza ideologica (quella richiamata con giudizio da Ricolfi) e non una sua caratteristica strettamente personale, perché, allora sì, interrogherebbe l’Etica.

    Un saluto 
  • Di clemente sparaco (---.---.---.234) 22 maggio 2014 14:32
    Sono d’accordo: cambiamo la classe dirigente!
    C’è in Italia una casta di privilegiati che non è afflitta dalle preoccupazioni e dalle fatiche che opprimono la gente comune. Per gli altri il percorso che porta all’occupazione è difficile, se non impossibile. Per loro tutto è predeterminato. Hanno corsie preferenziali, carriere assicurate, concorsi truccati o ad hoc. Sono i burocrati, i magistrati, i cui figli fanno puntualmente i magistrati, i baroni universitari, per cui vale lo stesso privilegio genetico, la nomenklatura dei partiti, i pezzi grossi, medi e piccoli dei sindacati etc... Al di là della solita retorica della democrazia e della libertà il regime imperante è il feudalesimo, per cui pezzi di Stato, dell,’amministrazione pubblica e degli enti sono in mano a conventicole e caste. Questi signori governano il Paese e e sono proni ai voleri dei potentati internazionali che ormai soffocano quel brandello di sovranità popolare che ci era rimasta dopo la seconda guerra mondiale: altrettanti tirannelli periferi dell’impero della finanza internazionale e della burocrazia germanocentrica.
    Quanto al popolo italiano, non sono d’accordo: non è un popolo bue.
    E’ solamente sfiduciato, deluso, demotivato. Ha dato forse in passato la sua fiducia a persone sbagliate, ma non è da meno rispetto a nessun altro.
    Credo ne convenga. In ogni caso, La ringrazio dell’attenzione che ha mostrato per il mio articolo e per l’attenzione che ha posta nel rispondervi.
  • Di clemente sparaco (---.---.---.234) 20 maggio 2014 07:29

    Le considerazioni da me fatte sono in merito alle rivelazioni di Geithner, ex Segretario al Tesoro degli Stati Uniti nell’Amministrazione Obama, che a loro volta fanno seguito a quanto scritto da Alan Friedmann, già inviato dell’International Herald Tribune, nonché collaboratore dell’amministrazione del Presidente Jimmy Carter in qualità di Presidential Management Intern.

    Che sia coinvolto l’ex Presidente del Consiglio Berlusconi non diminuisce la gravità dei fatti riportati. Occorrerebbe saper sceverare quanto attiene ad un personaggio politico e ad una parte politica da quanto invece investe il principio della sovranità nazionale. Se questo viene intaccato (e sono d’accordo che sia da accertare!) non migliora né la qualità della nostra democrazia né tanto meno la condizione economica generale. Da qualche anno a questa parte l’economia italiana è in stagnazione (se non in recessione). Abbiamo un milione di disoccupati in più, le dismissioni di molte aziende nazionali, un livello di pressione fiscale mai raggiunto prima, un’ondata di suicidi dovuta alla crisi, la mancanza quasi assoluta di prospettive per un’intera generazione.

    Allora, indipendentemente dalle appartenenze, riprendiamoci la nostra sovranità! Certamente le famiglie italiane (compresa la mia) non potranno che stare meglio!

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