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 Home page > Tribuna Libera > Voto palese? Nell’arena nessuno nascondeva il pollice

Voto palese? Nell’arena nessuno nascondeva il pollice

La polemica sul voto palese legata alla vicenda dell'ex presidente Berlusconi porta alla luce aspetti legati alla natura politica e sociale delle nostre comunità. Un esempio su tutti: nell'arena la vita dei gladiatori veniva decisa dal pollice verso o meno dell'imperatore, il gesto era palese e sotto gli occhi di tutti si esprimeva una decisione ben più importante di una decadenza.

Il palesare il proprio pensiero, il proprio voto, la propria opinione, dovrebbe essere un requisito necessario di ogni decisione parlamentare in una repubblica democratica, e questo dovrebbe portare ad una doverosa riforma del dibattuto articolo 67 della Costituzione

Ma, senza addentrarmi in complesse argomentazioni di diritto costituzionale, ciò che mi preme qui analizzare è il dato umano, politico e sociale che sottende la questione, ovvero il diritto dei cittadini ad andare oltre il velo e conoscere finalmente quanti dei propri eletti sono lineari tra ciò che dichiarano e come agiscono. 

Il voto segreto ha il profumo di loggia, il renderlo palese non è un'umiliazione, come qualcuno vorrebbe far credere, ma bensì un atto dovuto nei confronti dei cittadini e per il soggetto destinatario di quel voto. Non dimentichiamo le votazioni indecorose cui abbiamo dovuto assistere in questi anni: il voto "Ruby nipote di Mubarak" (definito così per sintesi espositiva) è senza ombra di dubbio uno dei punti più bassi della storia parlamentare, ed è il momento che tutto ciò abbia fine, e che i parlamentari - di ogni schieramento - smettano di celarsi dietro un vessillo di partito e "mettano la faccia" in ciò che fanno.

Non solo in tv, per l'edonostico desiderio di molti eletti di fare più le starlette che non i rappresentanti del popolo, ma per palesare ai propri elettori (quelli che li hanno votati; benché, invero, con il porcellum nemmeno questo è più requisito per diventare rappresentante del popolo. E verrebbe allora da chiedersi "Rappresentanti di che?!") su una questione che si è voluto far diventare tanto importante, cosa farà ciascuno. In modo che, a seconda dell'esito, si sappia a chi addossare le dovute conseguenze.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.206) 2 novembre 2013 17:49

    Quando sarebbe bello rispondere si oppure no, senza una maschera, basterebbe solo per alzata di mano; ma mi pare che questo sistema piace un po a tutti.


  • Di (---.---.---.199) 4 novembre 2013 16:46

    purtroppo i cittadini quando votano nascondono il pollice, quindi anche i parlamentari si sentono autorizzati a farlo: per coerenza gli italiani dovrebbero chiedere prima che il proprio voto fosse palese e se il voto elettorale fosse palese NON esisterebbero brogli elettorali con cassonetti di raccolta carta pieni di schede elettorali e soprattutto si individuerebbero rapidamente le compravendite di voti.

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