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“Vai tu… nel bidone”, di ieri e di oggi

Chi, in veste istituzionale o in abiti da “cittadino”, dimentichi dei fondamentali valori civili e democratici conquistati in Italia e in Europa a seguito della sconfitta delle bande nere, rinnegando i tanti italiani stipati per tant’anni nei treni e nei vapore con gli enormi valigioni in mano (contenenti tutti i poveri effetti personali), vorrebbe lasciare marcire sulle barche e sulle navi di soccorso i salvati dall’annegamento, ha un solo modo per provare. Fare il “viaggio”: le sofferenze, le vessazioni e le torture, lo stupro, il probabile annegamento, le ragioni della fuga… “vai tu nel bidone, traditore della nostra comune Storia”!

“Vai tu… nel bidone”, è la traduzione di un’espressione in dialetto barese (difficilmente riproducibile nella veste originale) rimasta celebre tra chi è reduce come “collettivo” della comune esperienza tedesca consumatosi tra il 67 e il 68 del secolo scorso.

Un gruppo di giovanissimi, tra i 18 e 22 anni di età, emigrati in un luogo “speciale” della Germania del sud, quasi a i confini con la Francia. Un sito-aeroporto battente bandiera “stelle a strisce”. Provenivano da tante regioni italiane, del sud-centro- nord, alle dipendenze di un’azienda tedesca che svolgeva servizi di manutenzione. In diversi, poiché diplomati periti industriali, svolgevano lavoro nelle attività più tecnologiche. La cittadella vicina aveva vestige totalmente moderne. Infatti, il paese, era stato quasi interamente distrutto dalle conseguenze della guerra scatenata dai nazifascisti.

Erano ancora i tempi delle necessità primarie più spietate, a partire dall’esigenza del cibo (ma non sono mai finiti, specie per le popolazioni del Sud, poiché l’emigrazione continua sempre) e, del “Tutti dicono Germania-Germana”, come riportato magistralmente dallo scrittore poeta siciliano di Delia/Caltanissetta Stefano Vilardo - libro edito nel 1975- . Ci sono le testimonianze, le traversie e le speranze di un nutrito gruppo di siciliani di Delia, emigrati. A centinaia di migliaia lasciarono la Sicilia verso la nuova Repubblica Federale. Furono milioni, circa quattro, a partire dal 1946, fuggiti da tutt’Italia, devastata dalla guerra e dalla fame plurisecolare. L’intensificazione crebbe, irregolari e regolari, dopo l’accordo stipulato dai governi italo-tedeschi nel dicembre del 1955.

Ebbene, nel grande sito militare-civile stazionavano migliaia di persone, in gran parte statunitensi. C’erano anche i polacchi, un nutrito gruppo di ex militari, aggregati all’esercito Alleato durante la guerra, dopo collocati in Germania con funzioni ausiliarie.

Sparsi nelle varie aree erano collocati enormi contenitori per la spazzatura, lunghi parecchio e alti almeno 2 metri e mezzo. Come già in atto nelle migliori tradizioni americane veniva buttato il tutto variegato, molte cose erano considerate ancora nuove e quindi riciclabili. Un italiano, non più giovane, proveniente dalla provincia di Bari – aveva lasciato la moglie e sei figli –, svolgeva lavori di tipo manuale, per sopperire alle necessità della famiglia, in aggiunta al magro salario, periodicamente si calava nei bidoni, recuperando indumenti di vario genere e pezzi di arredamento o di comune utilità. 

I capi, dopo essere stati lavati e stirati, li vendeva ai lavoratori emigrati. Un’attività molto faticosa, umiliante e imbrattante, sottoposta alle eventuali dinamiche del caso: in parecchie occasioni diversi “buontemponi” chiudevano i coperchi, ed erano dolori per uscire. Fissava lui il prezzo, non faceva sconti. A chi chiedeva di abbassare il costo lui rispondeva: “vai tu nel bidone, io mi calo per dare più cibo ai miei bambini”.

La necessità dei poveri e dei fuggiaschi è sempre virtù di vita e di insegnamento! Per i buoni e per gli ingrati che ripudiano la propria componente naturale.

I “pezzi” stipati e laceri che riempiono gli odierni “bidoni” sono costituiti da Esseri Umani , composti, quindi, da carni, ossa, cervelli e sentimenti. Rifugiati migranti che nel percorso finale della propria odissea trovano posto nelle barche dell’attraversamento marino, pagando con preziosissime risorse, data la grande esiguità, per la propria vita. Come già verificatosi in altri numerosi eventi storici che hanno riguardato e riguardano la fuga di rifugiati non esistono altre “normali” e pacifiche vie alternative. Sono vietate dalle barbarie incalzanti, in Italia, in Europa e in tutte le cosiddette società “avanzate”, protese a impedire l’uso delle regole democratiche, dell’accoglienza e della solidarietà. 

I muri divisionali stanno prepotentemente ritornando alla ribalta. Le barche -“bidoni” affondano, silenziose, trascinando nel sottofondo marino il carico umano. Sono gli affogati, a decine di migliaia, che, come accaduto negli ultimi anni, nei paesi ricchi causa lo sfruttamento altrui, si vuole fare passare inosservati. E’ la violenza, truce e atroce, che ritorna. 

Chi, in veste istituzionale o in abiti da “cittadino”, dimentichi dei fondamentali valori civili e democratici conquistati in Italia e in Europa a seguito della sconfitta delle bande nere, rinnegando i tanti italiani stipati per tant’anni nei treni e nei vapori con gli enormi valigioni in mano (contenenti tutti i poveri effetti personali), vorrebbe lasciare marcire sulle barche e sulle navi di soccorso i salvati dall’annegamento, ha un solo modo per provare. Fare il “viaggio”: le sofferenze, le vessazioni e le torture, lo stupro, il probabile annegamento, le ragioni della fuga… “ vai tu nel bidone, traditore della nostra comune Storia”!

Foto Wikipedia: Bundesarchiv, B 145 Bild-F013069-0004 / Wegmann, Ludwig / CC-BY-SA 3.0

Commenti all'articolo

    • Di kocis (---.---.---.131) 27 agosto 22:38

      Egregio Pippo Giacomelli, uscendo dal suo “guscio di casa”, sarebbe cosa buona e giusta se Lei, sulle questioni in oggetto, dedicasse adeguata valutazione e riflessione su tre questioni particolarmente rilevanti:

      • RIFUGIATI-MIGRANTI. Su scala europea e mondiale la dinamica riguarda l’Italia in maniera assolutamente marginale. A tal riguardo è bene dare un occhio al sito dell’UNCHR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati - Il numero di persone in fuga nel mondo supera i 70 milioni: l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati chiede maggiore solidarietà”.  https://www.unhcr.it/news/numero-persone-fuga-nel-mondo-supera-70-milioni-lalto-commissario-delle-nazioni-unite-rifugiati-chiede-maggiore-solidarieta.html

         

      • EMIGRATI ITALIANI . Storicamente è stato l’esodo più grande tra tutti gli Stati di Gaia Terra, circa 25 milioni di persone sono fuggite all’Estero, più molti milioni che hanno abbandonato le regioni del Meridione.

         

      •  L’emigrazione, interna ed esterna, è continuata anche negli ultimi dieci anni. 1, 2 milioni di italiani sono andati all’estero. In centinaia di migliaia hanno abbandonato il sud verso le regioni del nord.

         

      Forse Lei non conosce. Mi sorge il dubbio se sia residente in Italia. Siamo noi italiani che abbiamo invaso il mondo!

       

    • Di kocis (---.---.---.131) 28 agosto 14:37

      Ringrazio Enzo Salvà per il suo cordiale commento che, purtroppo, si è “perso” nel contesto dell’invasione robotica che assilla questo sito.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 28 agosto 15:07
    Enzo Salvà

    Salve, non importa, era un complimento a Lei, sostanzialmente riguardava l’importanza della storia, la nostra, la nostra tradizione di accoglienza e solidarietà che è parte integrante della nostra Cultura. Aggiungo ora che molto probabilmente eravamo culturalmente più avanzati da poveri che oggi. Ampia dimostrazione la dà il nostro meridione.

    Un Saluto

    Es.

  • Di Pippo giacomelli (---.---.---.213) 28 agosto 22:17

    Le Ong sono la nuova opposizione. All’Italia, che sognano invasa dall’Africa

    Eccola l’opposizione, ma si chiama Open Arms e non Pd. Sono le Ong che scorrazzano attorno all’Italia, pretendono obbedienza, decidono l’attracco, rifiutano i porti dei Paesi di provenienza.

    E’ un gioco scoperto ormai. Non sono opposizione al governo, sono opposizione all’Italia, che sognano invasa grazie ai loro traffici parascafisti. C’è un assedio organizzato al nostro Paese e una banda di ciarlieri politicanti a far da battistrada ai banditi del mare. Li incoraggiano ad abbattere ogni barriera.

    Bentrovati in Italia, dove si combatte una battaglia sempre più dura per poter difendere i nostri confini.

    Casarini, Carola, Open Arms…

    Il filo è ovviamente rosso e lega le scelte assolutamente politiche che vedono protagonisti i Casalini, le Carola Rackete, e quelli della Open Arms. Tutti a deridere l’Italia di fronte al mondo intero, a ridicolizzarci, a farci male.

    Fino a un po’ di tempo fa c’era almeno un governo apparentemente compatto a fronteggiare il tentativo di entrare impunemente dal mare. E sul tema c’era anche il sostegno all’esecutivo di un pezzo importante dell’opposizione, quella di centrodestra, da Fratelli d’Italia al partito di Berlusconi. Ora che al governo sono in lite furibonda, manca una politica granitica. Anzi, il premier Conte – sempre più pavido – scrive lettere chilometriche al ministro Salvini per mettere a verbale che improvvisamente non è più d’accordo con lui.

    Open Arms ci sguazza, è il caso di dirlo. E si permette persino il lusso di rifiutare l’offerta del governo iberico di sbarcare in un porto spagnolo. Che diamine, è una crociera e decidiamo noi dove scorrazzare i nostri bei migranti. Anche se non c’è l’emergenza sanitaria; anche se non è vero che ci sono queste folle decimate dalle malattie; e che i minori sono abbastanza grandicelli nella maggior parte dei casi. Decidono le Ong…

    Sporco gioco politico

    Eppure, se avessero realmente bisogno di soccorso non perderebbero tempo. Hanno preferito sostare per ben 17 giorni davanti alle coste di Lampedusa. E perché? Siete una nave che batte bandiera spagnola e dobbiamo pensarci noi italiani? È da chiedersi il motivo per cui si punta alla soluzione più complessa, perché è nota la battaglia dell’Italia per far sì che si sia solo noi a dover spalancare i nostri porti. Ed è un gioco scoperto quando si dice no persino al governo socialista di Madrid. È uno sporco gioco politico contro l’Italia.

    Se c’è ancora chi si chiede a chi vada ascritta la responsabilità di usare i migranti come ostaggi per una battaglia politica vada a cercarli a bordo della Open Arms. E lì sopra troverà la risposta ai suoi dubbi.

    Arroganti. E autentici senza cuore. Perché se è vero che va salvato quanti stanno sul mare, diventa ancora più vergognoso strafregarsene del loro destino una volta che siano stati scaricati sul suolo italiano. È quanto fanno quei deputati e quei senatori che gareggiano per una solidarietà ipocrita. Ordinano il soccorso al governo ma poi fanno spallucce quando si chiede loro dove stanno gli immigrati clandestini che sono entrati in Italia.

    E’ la solita sinistra che si tappa gli occhi e le orecchie. Ma la bocca mai

    • Di kocis (---.---.---.131) 28 agosto 22:43

      Gentile Pippo Giacomelli,

      Lei continua nelle sue cordiali esternazioni. Tratta l’Italia e gli italiani come se fosse il paesello nell’epoca  dell’anno 1000, quando, persa la scienza e la conoscenza del contesto,  già impartita dai padri multiculturali greci e romani,  si era consolidata la vulgata del contado ove tutti erano nemici ed invasori, a partire dalla contrada  vicinora….a tiro di freccia..

      Giusto per capire che siamo nel XXI secolo, anno 2019, per avere una visione della questione rifugiati-migranti Le consiglio sempre la lettura della nota dell sito dell’UNCHR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati - “ Il numero di persone in fuga nel mondo supera i 70 milioni: l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati chiede maggiore solidarietà”.  https://www.unhcr.it/news/numero-persone-fuga-nel-mondo-supera-70-milioni-lalto-commissario-delle-nazioni-unite-rifugiati-chiede-maggiore-solidarieta.html.

      Constaterà che il mondo è molto più grande del “ Suo paesello”.  

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