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Se un trans leva il politico di torno

De gustibus non est disputandum; ci dissero i latini.

Pensieri intorno ad un Trans chiamato desiderio.

In un paese impregnato di moralismo (maggiormente di fondamentalismo cattolico) la vicenda Marrazzo-Trans ha dei risvolti drammatici, con connotazioni un po’ ridicole, anche un poco patetiche.

In un’ottica non sessuofoba - oppure omofobica - sarebbe normale prendere atto di come l’ambito sessuale, dell’animale uomo, è composto da una selva (più o meno oscura) di impulsi, desideri, fantasie; che, nel loro insieme, producono la, così detta, pulsazione sessuale.

Siamo maschi, o femmine, per un gioco acrobatico di cromosomi, dove il sesso vale quanto una scelta a testa o croce deciso con una moneta lanciata in aria. Tutte le scienze, da decenni, ci spiegano come, al di là del sesso con il quale nasciamo, ci portiamo dentro un mondo sempre composto di attributi maschili e femminili.

Simbolo supremo di questa dualità è proprio il cervello, dove i due emisferi conservano, nel tempo, le caratteristiche dei due generi e l’uso maggiore dell’uno rispetto all’altro è in funzione del sesso, per così dire, ufficiale. Ma la regola non è ferrea ed immutabile.

Cromosomi, educazione, ambiente, cultura (religione), tutto influisce a coltivare e formare questo mondo misterioso e complesso che cova dentro di noi e che affiora quando cerchiamo il piacere del sesso, spinti da una necessità che ha radici profonde e lo condividiamo con altri.

Questo universo lo definiamo, con pudore, "il mondo delle fantasie sessuali"; un universo privato, custodito rigorosamente, da condividere con il partner giusto. Di fronte a questa complessità c’è chi vorrebbe porre dei confini netti tra il giusto e lo sbagliato; tra il sacro ed il sacrilego, tra il lecito ed il perverso.

La mia preferenza è che ciascuno trovi e sperimenti il necessario per trovare la propria dimensione (od anche identità) sessuale, sempre con un minimo di buon senso (ovvero tenendo acceso il cervello oltreché l’organo sessuale), quindi, non esprimo giudizi di valore sul caso Marrazzo.

La domanda che mi pongo, invece, è un’altra: come mai per molti dei nostri politici è diventato impossibile tenere chiusa la patta dei pantaloni per tenere a bada (ed addomesticare) il proprio disinvolto Biscione? Qualche "specialista" la definisce una patologia da stress, da peso delle responsabilità che conduce a questi gesti compulsivi.



Mi scusino, lor signori, ma contro lo stress... Una sana nuotata in piscina? Una corsetta nel parco? una seduta yoga con annessa meditazione? Un massaggio shiatsu? Una tisana?

Possibile che lo stress da attività politica debba per forza essere lenito da un p.....o clandestino? Ho l’impressione che, fonte di questi comportamenti, più che lo stress, sia un delirio di onnipotenza e di irresponsabilità che questa classe politica coltiva e perpetua da troppo tempo.

E’ l’assenza di una "dimensione" della responsabilità istituzionale la vera origine di queste situazioni.

Al di là di gusti ed abitudini legittime, un politico che ricopre ruoli istituzionali dovrebbe avere sempre presente se i suoi comportamenti possono nuocere al ruolo che ricopre
; se possono diventare oggetto di ricatto con il conseguente rischio di influenza sulle scelte politiche che deve compiere in nome, e per conto, del popolo (sovrano).

Non guasterebbe anche un minimo di coerenza (minima, per carità) tra la strenue difese per la famiglia tradizionale, i valori cattolici, i proclami contro i vizi altrui e le proprie scelte personali.
E’ troppo pretendere un po’ di uniformità tra ciò che si dichiara, e sovente si impone ad altri con le proprie scelte politiche, ed il comportamento privato?

E’ questa dissociazione morale, tra vizi privati e virtù pubbliche (ce ne fossero!) che risulta odiosa. Taluni pensano che abbiamo toccato il fondo, di fronte al susseguirsi di questi casi. Altri, sono convinti che è sempre possibile raschiare il fondo ancora un po’, per andare oltre, in peggio.

Sono convinto, invece, che questa assenza di una dimensione morale vera, sostenuta dalla mancata assunzione di vere responsabilità, di ciascuno nel suo ruolo, elimini il problema del "fondo"; semplicemente il fondo non esiste più e tutto diventa possibile, in un continuo inesorabile precipitare verso il basso.

Commenti all'articolo

  • Di fortu (---.---.---.101) 27 ottobre 2009 18:50

    Condivido. Basterebbe un po di coerenza e trasparenza, oltre che di responsabilità. Direi ai "politici" :Ti interessa la politica, ti candidi e vieni eletto per ricoprire una carica pubblica? Ok, sei libero di sperimentare relazioni e unioni sessuali e quant’altro è lecito, ma rendi noto prima ciò che potrebbe sembrare o è per la maggioranza "stravagante" o immorale. A mio giudizio in tutto questo casino la colpa di Marrazzo, oltre ad eventuali reati da accertare, sta nel fatto che avrebbe dovuto denunciare l’accaduto subito, tutto il resto sarebbe stato affare privato.

  • Di Vale (---.---.---.114) 28 ottobre 2009 09:25

    Bellissimo articolo ed ottime argomentazioni.
    Condivido in pieno.

  • Di marazo (---.---.---.233) 28 ottobre 2009 16:39

    Siamo i soliti Italiani. Ci meravigliamo di cose che accadono ogni giorno. Migliaia di individui vanno a trans. Migliaia di individui rubano, riccattano. Migliaia di individui ogni giorno, ogni ora, fanno cose molto peggiori. Nessuno ci fa caso, tutti con indifferenza guardano avanti o fanno finta.
    Migliaia di padri di famiglia si consolano nelle braccia di qualche prostituta, fanno l’amore con un gay. Migliaia di madri di famiglia fanno altrettanto. Perbenismo italiano. Non capisco perchè tutto ciò non possa succedere anche ad un politico e perchè tutto ciò non possa succedere anche all’interno dell’ arma dei carabinieri.
    Mio nonno che era un pò saggio, avrebbe detto: per il primo sono cavoli suoi, per i secondi un calcio nel sedere e si va avanti. Una mela quando e marcia, anche quando appartiene al proprio orto, si butta via.
    Grazie per l’ospitalità.

  • Di Renzo Riva (---.---.---.55) 28 ottobre 2009 18:34
    Pregevole articolo al quale aggiungo la seguente considerazione già pubblicata su un altro forum.

    http://forum.radicali.it/content/renzo-riva-avanti

    La Corte di Cassazione con Sentenza n. 40727/2009 ha scritto, nero su bianco, che una coppia va considerata come una famiglia se vi è una certa "stabilità del rapporto". Secondo la Cassazione infatti nel concetto di famiglia si devono includere tutte le coppie tra le quali "siano sorti rapporti di assistenza e solidarieta’ per un apprezzabile periodo di tempo". Il principio è stato enunciato della seconda sezione penale facendo riferimento all’art. 572 c.p. che punisce i maltrattamenti in famiglia. Secondo i Supremi Giudici il richiamo alla famiglia contenuto in tale norma "deve intendersi riferito ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti", appunto, stabili rapporti di assistenza e solidarieta’. Il caso esaminato dal Palazzaccio riguarda un uomo che i giudici di merito avevano già condannato ad un anno e otto mesi di reclusione per vari reati tra cui quello di maltrattamenti in famiglia. Ricorrendo in Cassazione la sua difesa aveva sostenuto che l’art.572 c.p. si potesse applicare soltanto alle famiglie conviventi "more uxorio". Di diverso avviso la Cassazione che ha sottolineato come la norma riguarda invece anche le famiglie di fatto. 

    (Data: 22/10/2009 16.23.00 - Autore: Roberto Cataldi)

    Questo Paese merita di essere smembrato e di non trovare più le ragioni dell’unità ed i cattolici dispersi.
     
    Mandi,
    Renzo Riva
    renzoriva@libero.it
    349.3464656
  • Di lauracamxcam (---.---.---.97) 28 ottobre 2009 19:13

    Non capisco tutte queste accuse, nn capisco le dimissioni, il privato e’ privato, nn giudico chi fa bene il suo lavoro per come si comporta nel privato 

    • Di Renzo Riva (---.---.---.190) 31 ottobre 2009 13:12

      http://forum.radicali.it/content/marrazzo?page=2

      Pardini?

      In friulano coglione si dice cojon.

      Leggi qui di seguito e comprendi che se Marrazzo si diverte come vuole non deve chiedere il permesso a nessuno.

      Lo scandalo, se proprio una scandalo vogliamo attribuirgli, sta nell’inculata che sta per darci con i suoi bislacchi conti che vuole far pagare ai soliti Pantalone.

      Questo si deve essergli contestato e deve essere chiamato a renderne conto.

      Mandi,

      Renzo Riva

      renzoriva@libero.it

      349.3464656

       

      http://www.agenziafuoritutto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1045:lazio-robilotta-contesta-i-conti-di-marrazzo-sulla-sanita&catid=96:numero-37-22102009

      LAZIO: ROBILOTTA CONTESTA I CONTI DI MARRAZZO SULLA SANITA’

       

      Roma, 22 ottobre ’09 (Fuoritutto) Il consigliere regionale del Lazio Donato Robilotta della PDL nonché presidente de ‘ Il Garofano rosso’ chiama in causa la giunta Marrazzo per la cattiva gestione della sanità che colpisce – rileva – “non solo il bilancio regionale ma centinaia di migliaia di cittadini sia dal punto di vista economico che delle prestazioni”.
      A fronte di un debito certificato dal ministero dell’Economia e Finanze pari a 4,6 mld, e non di 10 mld, come dichiarato da Marrazzo, lo Stato – ha detto Robilotta - ha erogato un finanziamento a fondo perduto pari a 7,1 mld, mentre per la copertura del disavanzo lo Stato ha previsto un altro finanziamento pari a 1,4 mld, spalmato in 4 anni e legato all’attuazione del piano di rientro. Si tratta di fondi aggiuntivi pari a 8,5 mld che nessuna altra Regione ha avuto e che avrebbero dovuto mettere la giunta Marrazzo nelle condizioni di varare riforme strutturali in grado di abbassare la spesa”. “ Invece – sottolinea Robilotta – la gestione della Sanità da parte della giunta Marrazzo produce un disavanzo di quasi 2 mld di euro l’anno che ha comportato l’aumento delle tasse, l’introduzione di tickets pesanti ed iniqui ed un progressivo abbassamento dei servizi”. Insomma secondo Robilotta occorre “ una nuova Sanità per una nuova regione” e “il voto della prossima primavera con la sconfitta del centrosinistra può farci raggiungere questo obiettivo”.
  • Di Davide3d (---.---.---.97) 28 ottobre 2009 21:53

    Ringrazio tutti per la partecipazione, sempre gradita;
    alcune precisazioni :

    la vicenda può essere letta in molti modi; dall’ipocrisia del perbenismo, alla distinzione tra pubblico e privato, ai rapporti equivoci e molto altro.
    Sono d’accordo che il privato sia e debba rimanere privato ma, nel caso di un politico, ci sono delle implicazioni di fatto; si chiami Berlusconi o Marazzo il protagonista.
    Ciascuno è libero di scegliere e fare come gli pare ma, ciò non deve compromettere il ruolo, la credibilità di quel ruolo e porre il soggetto in condizione di essere ricattato; situazione che crea le condizioni per impedire di esercitare la propria funzione "senza vincolo di mandato", così come previsto dalla Costituzione..
    Marrazzo è presidente di una Regione, non di una bocciofila.
    Idem,con altri titoli ed altra gravità, per Berlusconi.
    Pannella, grande maestro, ha sempre ribadito, nella migliore tradizione liberale,che non esiste, per un personaggio politico, distinzione tra pubblico e privato.
    Non posso, per semplificare, al mattino fare le leggi per combattere i ladri e sindacare dal pulpito sui sani principi della famiglia e poi, al pomeriggio, fare una rapina in banca e, la sera, andare a puttane!

    Grazie ancora
    Davide3d

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