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 Home page > Attualità > Salute > Quando si è allergici al "lavoro"

Quando si è allergici al "lavoro"

Da anni si studiano le maggiori cause che inducono il lavoratore in stati di ansia, malessere e stress.
 
La cosidetta "Sick Building Sindrome” (SBS), è la sindrome che colpisce chi lavora in ambienti chiusi, a stretto contatto con apparecchiature informatiche e scartoffie. I sintomi più frequenti sono irritazione agli occhi, al naso, alla pelle, nonché mal di testa, stanchezza e malessere generale.
 
Gli uffici e le aule scolastiche sono ai primi posti tra gli ambienti più “allergizzanti”. Sono fra i luoghi più pericolosi per chi soffre di allergie in quanto risultano essere carichi di polvere e acari a causa di una pulizia sommaria, dell’impossibilità ad aprire le finestre (perché sigillate o assenti, specie negli open space), e da una ventilazione insufficiente, da videoterminali installati male, nonché da un eccessivo riscaldamento dell’aria.

Si tratta di allergie respiratorie (che nella degenerazione peggiore possono causare crisi di asma) che provocano infiammazioni periodiche e/o croniche soprattutto a carico del naso e degli occhi, causando rinite e congiuntivite.

Ma conosciamo meglio queste forme di allergia, e vediamo come possiamo combatterle:

Una classica allergia da interni è la cosiddetta legionellosi, causata dai batteri della ”legionella” che, inspirati attraverso minuscole gocce d’acqua, (presenti là dove ci sono condizionatori, evaporatori, docce, umidificatori, fontane ornamentali, ecc.) possono provocare seri danni ai polmoni. Una forma leggera, che di solito passa senza quasi essere percepita dall’interessato, provoca sintomi simili a quelli dell’influenza, in alcuni casi con diarrea, febbre e mal di stomaco. La causa è da ricercarsi nella cattiva manutenzione degli impianti di condizionamento (filtri non puliti e non sostituiti a norma).

Un’altra fonte di allergia viene dalle muffe che si trovano negli ambienti interni. L’umidità, terreno fertile delle muffe, può essere visibile (macchie sulle pareti o sul soffitto, vetri spesso umidi e bagnati dall’interno) o invisibile come nel caso di quelle che si formano sotto la tappezzeria dei muri o sotto le moquette e i rivestimenti dei pavimenti.

Ma la scoperta più sorprendente riguarda una nuova fonte di allergia, che proviene da quello strumento che ha conquistato granparte della giornata di una persona comune, sia in ambito lavorativo, che privato: il computer!

Ebbene si, proprio il monitor del PC sarebbe una delle fonti più prolifere di allergie.

La causa principale sta nel trifenilfosfato, un elemento chimico di cui sono composti i monitor dei computer. Il fenomeno si scatena quando il PC si riscalda e inizia a rilasciare molecole del composto irritante, che colpiscono il sistema nervoso e quello immunitario, causando forti mal di testa, congestioni nasali, dermatiti e allergie.

Quindi attenzione a tutti i lavoratori, informate il datore di lavoro e sensibilizzatelo ad effettuare ciò che è necessario per garantire ai propri dipendenti condizioni di lavoro sane e igieniche.

E’ un vostro diritto, e sappiate che il lavoratore è tutelato in questo, dalla legge sulla Sicurezza sui luoghi di lavoro (Ex Legge626-94), oggi trasformata nel Decreto Legislativo 81/2008.

Anche l’INAIL va incontro al lavoratore, pubblicando un opuscolo informativo che da ragguagli circa la natura delle diverse manifestazioni allergiche.

Potete trovare l’opuscolo al seguente link: http://www.inail.it/cms/pubblicazionieriviste/tuttititoli/rischio/allergia_al_lavoro/Allergia_al_Lavoro%20.pdf

 

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Autore

Daniela Sallustio

Sito: Danya Informa


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