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Per la politica la LIS (Lingua Italiana dei Segni) ghettizza. Ma va là....

La VII Commissione Permanente degli Affari sociali si è pronunciata finalmente in merito al nuovo testo presentato alla Camera sul riconoscimento della LIS (Lingua Italiana dei Segni ndr). Ovviamente, come era nell'aria, è stato espresso parere contrario. Qui di seguito riporto il parere espresso dalla Commissione ricavabile dal sito camera.it.

La motivazione chiave sta in queste parole: "Il riconoscimento della lingua dei segni, già peraltro di fatto pienamente utilizzata, potrebbe portare più che ad includere i non udenti nella società piuttosto ad escluderli, precludendo loro di esprimersi attraverso la stessa lingua circolante".

Con queste parole, di fatto, non si riconosce l'utilità del bilinguismo, si cancella con un colpo di spugna tutti i riconoscimenti ufficiali della lingua dei segni nei vari Paesi del mondo, si derubrica la Convezione dei Diritti dei disabili a banale opuscolo, si considera il nostro Paese come zona franca: da noi la lingua dei segni ghettizza i sordi mentre altrove sono talmente indietro (o forse troppo avanti) che i sordi non hanno nessunissimo problema a svolgere pure il loro lavoro con autonomia (vedi in America dove esistono pure avvocati sordi, cosa che da noi sono mosche bianche....). Gli esempi di quanto sia anacronistico questo parere di un manipolo di parlamentari rispetto alla realtà dei fatti, agli studi condotti, alle esperienze di vita di gran parte dei sordi italiani che non sono pentiti di comunicare con la propria lingua, sono talmente tanti che non basterebbe l'intero mio spazio web per contenerli tutti. Chi ha voglia basta che faccia un giretto su Internet e si sbizzarisca...

Non posso dire di essere amareggiato o stupito da questa cosa. Ma come ho sempre lottato fino adesso contro l'ottusità culturale della società italiana in generale, partendo dal mio piccolo nella Provincia della Spezia, questo parere mi darà uno stimolo in più per continuare nella lotta. Questo da parte mia...

Quello che spero, però, è che tutti i sordi che si sentano offesi da questo parere, tutti gli addetti ai lavori, tutti i familiari, addottino forme di protesta e di sensibilizzazione e non la smettano di continuare a lottare per il riconoscimento di uno dei diritti fondamentali: il riconoscimento della propria lingua e della propria cultura. Ma attenzione: non solo manifestazione di protesta, cortei per le strade o sit-in davanti alle prefetture... Presentate progetti di integrazione, organizzate seminari, meeting,dibattiti, mettete in discussione qualunque cosa che non sia accessibile ai sordi, pretendete quello che comunque è un diritto sacrosanto, il diritto di poter comunicare come meglio crediamo, come meglio possiamo, lottate per l'accessibilità... Non un passo indietro, andiamo avanti!

Abbiamo perso una battaglia non la guerra!

Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva (Nuovo testo C. 4207, approvato in un testo unificato dalla 1aCommissione permanente del Senato e abbinate).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La Commissione VII (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato il nuovo testo della proposta di legge C. 4207 e abbinate, recante «Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana», approvata in un testo unificato dalla 1a Commissione permanente del Senato;
considerato che, come emerso anche nella discussione sull'esame del provvedimento, la proposta di legge interviene su una materia molto delicata, riguardando la sfera della salute delle persone e che richiede pertanto grande attenzione e cautela;
rilevata l'opportunità di tenere conto degli sviluppi delle nuove tecnologie, al fine di mettere a disposizione di ogni persona non udente in modo efficace tutti gli strumenti che la scienza offre per aiutare i non udenti;
considerato che l'obiettivo comune da perseguire nella materia in esame, pur in presenza di diversi punti di vista, debba essere costituito dall'esigenza di produrre la massima inclusione nella società delle persone prive di udito, e che il riconoscimento della lingua dei segni, già peraltro di fatto pienamente utilizzata, potrebbe portare più che ad includere i non udenti nella società piuttosto ad escluderli, precludendo loro di esprimersi attraverso la stessa lingua circolante;
preso atto, quindi, del rischio di non completa inclusione dei non udenti che potrebbe derivare da un uso prevalente o esclusivo dello strumento della lingua dei segni, esprime PARERE CONTRARIO.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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