Venticinque anni, è laureato in psicologia e comunicazione ed ha una laurea specialistica in scienze politiche. Appassionato di media, dinamiche sociali su internet e politica internazionale. Beve molto whisky, e assomiglia alla scimmia dell'avatar (però ha smesso di fumare).
Di Lorenzo C.(---.---.---.104)27 gennaio 2014 16:06
1) No. Il premio di maggioranza viene dato alla coalizione se questa supera il 35%. Un partito coalizzato che supera il 5% entra nel parlamento, se non raggiunge questa soglia rimane fuori.
2) Un premio di maggioranza del 18% non è poco, se preso al primo turno con il 35%. Però la Consulta bocciò il Porcellum perché non vi era una soglia minima, che ora c’è ("Tali disposizioni violerebbero l’art. 3 Cost., congiuntamente agli artt. 1, secondo comma, e 67 Cost., in quanto, non subordinando l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e, quindi, trasformando una maggioranza relativa di voti, potenzialmente anche molto modesta, in una maggioranza assoluta di seggi, determinerebbero irragionevolmente una oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica." dalla sentenza). 3) Il premio non può essere più alto se nessuno raggiunge il 35%. Una minoranza del 25% non verrà trasformata in una maggioranza del 53%, perché c’è il secondo turno, che è una nuova votazione che legittima de jure e de facto il successivo premio.
Detto questo, io sono convinto che sarebbe stato meglio assegnare il premio al 40%, se non al 45% (magari rendendolo più solido). E sono convinto che fare distinzioni sulle soglie di sbarramento sia confusionario e bizantino: tutte al 5%, o al 4%, (coalizzati e non) sarebbe andato bene.
Come ho scritto, non è una legge perfetta, ma non è nemmeno una pessima legge. Può funzionare e poteva andarci peggio.
Di Lorenzo C.(---.---.---.58)3 dicembre 2013 16:19
Il referendum propositivo si può fare solo a livello locale in alcune regioni, ed è vincolante se viene raggiunto il quorum. Forse tu ti riferisci al "consultivo", regolato dall’art.132 della Costituzione, che non si potrebbe comunque fare su trattati internazionali, visto che in Italia è piuttosto limitato nelle sue funzioni.
Di Lorenzo C.(---.---.---.58)2 dicembre 2013 13:29
Mi sembrava abbastanza chiaro che il senso del mio articolo non fosse "dobbiamo uscire dall’Euro", ma "nel caso dovesse succedere come bisognerebbe agire". Infatti parlo di limitare i danni. L’Euro è una costruzione artificiale che potrebbe non durare a lungo. Non dico che sia inevitabile, non dico che sia auspicabile, ma è possibile che l’intera struttura possa crollare. E’ meglio far finta di niente oppure ragionare su come poter limitare i danni?