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Lo scandalo Mondadori e le reticenze di Vittorio Feltri (e di molti altri)

Trovo stucchevole tutto il can can mediatico sull’appartamento di Montecarlo, animato in prima fila dal Giornale (che fu di Montanelli).

Feltri insiste e continua a sfornare nuove prove. Grande giornalista? Parliamone.

Un grande giornalista non solo va a fondo delle questioni, come Feltri  sta facendo sulla storia dell’appartamento monegasco, ma dà anche tutte le notizie di rilievo.

Vorremmo allora chiedere al buon Feltri, dopo esserci sciroppati pagine e pagine sull’appartamento monegasco ( e non solo sul suo giornale, ma anche su moltissimi altri mezzi di comunicazione, soprattutto i tg Raiset) quale sia lo spazio che lui ha dedicato allo scandalo Mondadori.

La casa editrice - di proprietà del Premier- doveva al Fisco la bellezza di 400 miliardi di vecchie lire, per una controversia iniziata nel ’91.

Grazie al decreto numero 40, approvato dal governo il 25 marzo e convertito in legge il 22 maggio, potrà chiudere la vertenza con un ben più modesto obolo: non i 350 milioni di euro previsti (tra mancati versamenti d’imposta, sanzioni e interessi) ma solo 8,6.

Un’altra delle simpatiche leggi ad personam cui ci ha abituato il premier.

In questo caso "ad aziendam".

Ma vediamo di che si tratta.

Cosa dice, in pratica,  l’emendamento che ben addestrate "manine" hanno inserito nel decreto numero 40.

Ad un certo punto si parla di "controversie tributarie pendenti da oltre dieci anni, per le quali risulti soccombente l’Amministrazione finanziaria dello Stato nei primi due gradi di giudizio e pendenti in Cassazione."

Di queste controversie si dice che ( citiamo l’emendamento diventato legge dello Stato) "possono essere estinte con il pagamento di un importo pari al 5 per cento del valore della controversia".

E questa casistica cosi complessa chi riguarda, tra gli altri ?

Ripetiamo, a rischio di passare per noiosi: controversie avviate da più di dieci anni, con i primi due gradi di giudizio favorevoli e pendenti in cassazione.

Guarda caso c’è proprio la Mondadori che si trova in questa condizione.

Rischiava di pagare 400 milioni di euro, si trova a pagarne poco più di 8.

Ne avete sentito parlare dal tg di Minzolini?

Quello che sostiene di attenersi ai fatti e di non volersi occupare di gossip?

Non è un fatto questo? Un contenzioso di 400 milioni con una azienda importante del Paese estinto con un ventesimo della somma dovuta, grazie ad una legge fatta approvare dal governo presieduto dal proprietario di quell’azienda?

Certo, ci sarà chi sosterrà che è tutto normale, tutto sotto controllo che il motivo della norma risiede, come dichiarato nel suo testo, nella "necessità di contenere la durata dei processi tributari nei termini di durata ragionevole dei processi, previsti ai sensi della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertaà fondamentali".

Ma vorrei che Feltri che tanto si appassiona ad un appartamento da 300.000 euro appartenente a privati, si occupasse, magari a pagina quindici anche di questa vicenda che riguarda i nostri soldi e ci spiegasse una cosa:

Come mai tutte le volte che sono in gioco gli interessi di Berlusconi si fa riferimento alla "salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali"?

Usando lo stesso linguaggio di Feltri, chi credono di prendere per i fondelli?

Poi, certo, il giornale che fu di Montanelli, ha tutto il diritto di appassionarsi ad un angolo cottura fantasma...

Ma confrontando i due eventi e il tipo di copertura mediatica che hanno avuto, inversamente proporzionale al loro rilievo, viene da chiedersi: a quale posto dobbiamo ancora scivolare indietro nelle graduatorie di merito del pianeta che riguardano la libertà di stampa?

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.243) 19 agosto 2010 14:54
    Damiano Mazzotti


    La vecchia buona educazione cattolica ci impone di essere tolleranti anche con i potenti e i potenti italiani lo sanno bene e approfittano di questa tollerenza che dura da secoli.... 

  • Di Paolo Praolini (---.---.---.185) 19 agosto 2010 15:12
    Paolo Praolini

    Dal mio punto di vista Feltri non aveva bisogno del caso Montecarlo per delineare la sua propensione al denigrare gli avversari del Premier anche su inconsistenti ’verità’.
    Il caso Boffo completò definitivamente la sua figura torbida all’interno del mondo dell’informazione, lontana dal giornalismo ed impararentata molto di più con una letteratura da chiacchiericcio ed indirizzata al gossip.
    Questo caso lo sta riconfermando maestro di questo tipo di attività al limite della diffamazione.
    Ma all’opinione pubblica questo sembra non importare, l’esercito dei Berluscones continua a dargli seguito.
    Il Premier dopo aver sborsato tutti quel popò di soldini per stipendiare Feltri, sorride per i buoni risultati che l’investimento gli sta rendendo in termini politici.

    • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.3) 19 agosto 2010 16:21
      Rocco Pellegrini

      Paolo, condivido il tuo commento tranne la frase finale "Il Premier dopo aver sborsato tutti quel popò di soldini per stipendiare Feltri, sorride per i buoni risultati che l’investimento gli sta rendendo in termini politici". Feltri e gli altri falchi saranno la rovina di Berlusconi. 

      I loro consigli lo stanno facendo cadere nel baratro: ha già perso la maggioranza alla Camera e si vocifera che ci siano altre defezioni anche al senato. Dunque questi consiglieri potrebbero rivelarsi, a giochi conclusi, per gli interessi del papi esiziali e già oggi hanno peggiorato enormemente la credibilità della maggioranza e la sua forza.
      Seguire Feltri è come seguire Jack lo squartatore...
    • Di Antonio DS (---.---.---.41) 20 agosto 2010 05:56

      Purtroppo quel popò di soldini, glieli diamo direttamente noi contribuenti, se non fosse per i grassi finanziamenti dello stato, tutti i quotidiani, ad eccezzione de Il Fatto, sarebbero chiusi da svariati anni a causa dei bilanci pesantemente e costantemente (strano ma vero!!!) in rosso..... alla faccia della tanto proclamata capacità imprenditoriale!!!

  • Di Filippo Cusumano (---.---.---.220) 19 agosto 2010 18:17
    Filippo Cusumano

    Rocco: anch’io la peso come te.
    Ma Papi ha sempre un’arma che lo salva da ogni baratro.
    Ed è il patto d’acciaio che ha stretto implicitamente con tutti coloro che, pur non avendo più a disposizione i comunisti, continuano a covare un odio incontrollato contro chi lo è stato.

    Silvio è stato abilissimo.
    Sa bene che i comunisti non ci sono più, ma li evoca continuamente.

    Grazie a questa mirabile e ben orchestrata finzione, un sacco di persone che chiamate a dire in cosa credono si metterebbero a balbettare, ma chiamate a dire che cosa non sopportano avrebbero le idee chiare ( i ROSSI!) andranno sempre dietro a Silvio.

    E così sara fino al giorno in cui lui continuerà a recitare la sua pantomima di RE del Chiagni e Fotti perseguitato da Presidente della repubblica Rosso, toghe Rosse, avversari Rossi e così via.
    Questa è l’amùnomalia italiana. Governati da un furbacchione che continua a mantenere in vita un muro crollato nel 1989!

    • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.3) 19 agosto 2010 19:35
      Rocco Pellegrini

      Filippo, il papi è terrorizzato anche se all’esterno si mostra sicuro nello stile del "ghe pensi mi". Tutto vero quel che dici sui comunisti e, tra l’altro, questo punto è uno di quelli che più irrita Fini che, in molte occasioni, ha detto che bisognerebbe lasciar stare le vecchie storie per concentrarsi sulla soluzione dei nuovi grandi problemi che affliggono il mondo. Il problema del papi è che se gli salta lo scudo viene condannato per il caso Mills con l’esclusione dai pubblici uffici. Questo è il punto essenziale che lo spinge ad uno scontro così dissennato come quello che sta facendo coi killer giornalisti. Si sente perduto ed è questa sindrome che lo sta perdendo. Perché spinge in continuazione sulle elezioni anticipate? Perché appena si forma il governo alternativo, qualunque esso sia, lui è finito. Solo questo punto permette di capire perché è così ossessionato ed autolesionista.

  • Di pv21 (---.---.---.60) 19 agosto 2010 19:46

    Povero Cavaliere. E’ fallito il penoso tentativo di "infangare" il Presidente Camera. E’ fallito il maldestro tentativo di "condizionare" le prerogative del Presidente Repubblica. Ora si ritrova al punto di partenza su intercettazioni, federalismo padano, processo breve, ecc. Costa meno "riappacificarsi" con i Finiani oppure "aprire" al Centro di Casini? Quanto vale il Consenso Surrogato di chi ha ancora fede e ottimismo? Bossi vuole andare subito al voto. Di sicuro peseranno le "nebbie" autunnali di una crisi (ex-ripresa) che da mesi grava sul paese come Se fosse STAGNAZIONE. Vorranno gli italiani giocarsi altri 5 anni su promesse fatte e ripetute tante volte? Presto scopriremo l’arcano ...

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.254) 19 agosto 2010 21:30
    Damiano Mazzotti


    Intanto il Tg1 ha perso milioni di telespettatori...

    E ora li ha guadagnati quasi tutti Mentana con la nuova direzione di La7...

    Quest’estate le chiacchere su Berlusconi al mare dimostrano che sta finendo un regime..

  • Di Antonio (---.---.---.92) 23 agosto 2010 09:27

    Forse la strategia giusta per un’opposizione (ed includiamoci anche i Finiani.. no!?) che voglia riportare il vivere politico su di un piano costruttivo sarebbe quello di muovere verso la Lega, soprattutto sul discorso della legalità. 

    Mi spiego meglio: Berlusconi si regge in molte aree sull’appoggio preminente della Lega, ovviamente in cambio di "condizioni" che per adesso non sono state quasi per niente soddisfatte e rispettate. 
    Nel momento in cui si sottoponesse all’elettorato Leghista (e ai dirigenti di quel partito) di decidere se costruire un tavolo dove ci sia una vera discussione sul Federalismo e di decidere se stare dalla parte di coloro che vogliono la legalità (al di là dei precedenti o degli armadi chiusi che potrebbero aprirsi..) o dalla parte di coloro ad oggi di Federalismo ne hanno promulgato ben poco e che non sono interessati a chiarire punti oscuri, leggi ad personam e altro che fanno perdere la fiducia dell’opinione pubblica.. Forse, beh, potrebbe essere un modo per avere in Italia una discussione democratica legittima e anche in qualche modo "seria"...

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