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 Home page > Tribuna Libera > Lettera ai compagni che hanno votato M5s

Lettera ai compagni che hanno votato M5s

Abbiamo capito finalmente che cosa significa, per il M5s "né destra né sinistra".

Significa l’impeachment contro il Presidente della Repubblica, la piazza contro le istituzioni, l'attacco immotivato superficiale, affrettato, ai valori fondanti della nostra democrazia.

Significa allearsi e dare voti alla Lega di Salvini che vuole ingabbiare e deportare mezzo milione di esseri umani, negare l’asilo ai figli degli immigrati.

A questo punto, mi chiedo, perché tanti bravi compagni hanno votato il Mov5s.

Pensavate forse di frenare l'avanzata della destra fascista? L’avete solo legittimata, sostenuta ed aiutata.

Perché state ancora con il mov5s, e non scappate via di corsa?

Pensate forse di mitigare la inciviltà, la barbaria di questo governo?

Certo la finanza domina la politica, la società ribolle, la gente non ce la fa più a sopportare i ricatti della speculazione finanziaria, che gli sottraggono risorse, diritti politici e sociali.
Bisogna cambiare, ma come e in quale direzione?

Uscire dal’euro? Ma se Bruxelles e Berlino saranno sconfitte dai fascisti, tutti noi saremo sconfitti.

Bisogna cambiare cari compagni, ma per favorire i deboli (ripristino dell'articolo 18) e non i più ricchi Flat tax), per accogliere ed integrare gli immigrati ie i loro figli, non per cacciarli dagli asili nido.

Bisogna cambiare, perché le forze politiche, liberate dalla sindrome del potere ad ogni costo, siano forze politiche e non fabbriche di consensi, comitati elettorali.

Bisogna cambiare per sconfiggere la via nazionale e sovranista che non salva i diritti sociali e politici dei cittadini, ma li affossa. I diritti delle persone, se nazionali, sono perdenti rispetto al capitale globale.

Bisogna cambiare per porre fine alle guerre tra i poveri (i giovani contro i vecchi, i precari contro gli occupati, gli italiani e i migranti), che indeboliscono i poveri e rafforzano il padrone. Bisogna creare un’alternativa democratica ed europeista sia al fascismo finanziario di Bruxelles e Berlino, sia alla xenofobia autoritaria al fascismo politico dei populisti, e spezzarne il nesso sinergico.

E’ questa la via da imboccare, e non l’alleanza con la Lega.

Pertini non sarebbe rimasto in un partito alleato con gli amici di Casapound, con fascisti e con quelli che non sono antifascisti. Pertini avrebbe sbattuto la porta, e preso a calci, i fascisti e i loro amici.

 

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