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L’esigenza di avere una voce rappresentativa degli immigrati atei o agnostici

Ashkan Rostami è un giovane iraniano ateo che è venuto in Italia nel 2015 a studiare all’Università di Parma e attualmente lavora qui come tecnico informatico. Si è iscritto all’Uaar nel 2015 e dal 2020 è coordinatore del circolo di Parma. Nel 2019 ha fondato l’associazione degli ex musulmani d’Italia. Lo abbiamo intervistato sul n. 2/2021 della rivista Nessun Dogma.

 

 

Come è nato il gruppo degli ex musulmani d’Italia?

Un gruppo era nato già alcuni anni fa grazie a Fadel Z. per dare voce a una minoranza perseguitata per le sue idee, da molti considerate blasfeme e offensive; però era da tempo inattivo. Due anni fa io personalmente ho deciso di aprire un nuovo gruppo di ex musulmani perché avvertivo l’esigenza di avere una voce rappresentativa degli immigrati atei o agnostici. Prima di tutto perché la presenza di immigrati musulmani in Italia ed Europa è in aumento e la loro forte presenza religiosa viene spesso strumentalizzata dai partiti della destra, moderata ed estrema, e dai cattolici integralisti per fare propaganda contro gli immigrati. Anche se a volte la critica agli immigrati può essere motivata, questa propaganda minaccia la laicità dello stato, invocando le “radici cristiane” e la supremazia di questa religione. Inoltre volevo aiutare più concretamente le persone che, come me, vogliono fuggire dai paesi con maggioranza musulmana. Circa un anno fa tramite un amico comune ho conosciuto Fadel Z. che ha deciso di riprendere il suo attivismo; così abbiamo unito le nostre forze e le nostre pagine.

Che obiettivi si propone la vostra associazione, che attività svolge?

I nostri obiettivi principali sono quelli di far conoscere il pericolo che nasconde l’ideologia islamica sia per l’individuo sia per la società, facendo sentire le voci dei dissidenti che vivono in paesi a maggioranza musulmana e attirando l’attenzione dei politici italiani ed europei sui problemi che ci sono in queste zone del mondo. Ci interessa poi aprire un dialogo con i musulmani per migliorare la situazione sociale nei loro paesi; e anche convincere tanti politici e attivisti (soprattutto di sinistra) che criticare o ridicolizzare l’islam non è un atto di razzismo, ma anzi il contrario. Infine ci occupiamo dei diritti delle donne e delle persone Lgbt+ nei paesi musulmani, dove subiscono oppressioni o addirittura rischiano la vita. Insieme ai circoli Uaar e ad altre associazioni organizziamo eventi e manifestazioni. Per la prima volta nel 2020 abbiamo organizzato la giornata internazionale “No hijab” in Italia, insieme al circolo Uaar di Parma e alla locale comunità iraniana. Si tratta di un evento che condanna la misoginia delle leggi islamiche e l’obbligo del velo in paesi come Iran e Arabia Saudita. Sempre insieme al circolo Uaar di Parma abbiamo organizzato anche il “Blasphemy day” e la giornata “Je suis prof”, cui ha partecipato anche la comunità francese cittadina per condannare la decapitazione di Samuel Paty. Anche nel 2021, covid permettendo, ci ripromettiamo di organizzare vari eventi: quelli già previsti sono la seconda edizione del “No hijab day” e la partecipazione al festival “Arti censurate” organizzato dalla chiesa pastafariana a Napoli. Inoltre organizziamo webinar sui nostri canali social, anche insieme ad altri youtuber e attivisti. Abbiamo intenzione di partecipare ai Pride 2021 che si dovrebbero tenere nelle diverse città italiane.

Che canali usa l’associazione per farsi conoscere?

Abbiamo iniziato la nostra attività su Facebook e in seguito l’abbiamo espansa anche su altri canali social come Instagram, Twitter e Youtube, per farci conoscere e farci sentire. Tutti possono trovarci cercando sui social “ex musulmani d’Italia”. E per chi è interessato a contattarci, abbiamo anche un indirizzo mail: exmuslimitalia@gmail.com.

Il gruppo ha contatti con altri gruppi di ex musulmani nel mondo?

All’inizio abbiamo contattato gruppi di ex musulmani in Gran Bretagna, Svezia, Germania e Stati Uniti. Tuttavia la maggior parte di questi sono apertamente schierati con alcuni partiti politici mentre noi, desiderando rimanere un gruppo apartitico, abbiamo deciso di non collaborare con loro. Abbiamo invece contatti con singole persone in giro per il mondo.

Quali sono in genere sui social le reazioni di musulmani e cristiani al vostro gruppo?

Le reazioni non sono quasi mai positive… quelle dei musulmani sono esattamente come ci aspettavamo, avendole già sperimentate di persona: per la maggior parte ci accusano di sostenere falsità; altri ci invitano a tornare all’islam. Persone un po’ più intelligenti accettano la discussione ma usano le stesse apologie che sentiamo anche dai cristiani. Finora fortunatamente non ci sono arrivate minacce e speriamo che non arrivino mai… Le accuse più strane, giunte da parte di tanti iraniani sostenitori del regime e anche da alcuni tunisini, sono quelle di essere agenti del Mossad e di Israele! Invece da parte dei cristiani normalmente la reazione è dire che l’islam è una religione falsa e dovremmo convertirci al cristianesimo; la loro più assurda accusa è stata quella di essere musulmani ipocriti che stanno cercando di portare l’islam in Europa!!! (mi fanno tanto ridere). Stranamente le reazioni più strane non arrivano da parte islamica o cristiana, ma da parte di certi sostenitori di partiti di sinistra ed estrema sinistra (proprio coloro cui speravamo di aprire gli occhi sull’islam) che ci accusano di essere imperialisti e agenti di Israele e degli Usa, razzisti, fascisti e peggio! A me personalmente non importano queste accuse: noi continuiamo con ancor maggior determinazione a fare quello che possiamo, lottando per i nostri diritti e cercando di svelare il brutto volto che si cela dietro la maschera bella che l’islam vorrebbe mostrare.

Per finire, vuoi raccontarci come sei diventato ateo?

Mi ritengo fortunato a essere nato in una famiglia di non credenti e laici; tuttavia essendo in Iran ovviamente la mia famiglia non poteva esprimersi… Io però fino a 14 anni sono stato un musulmano praticante e mio padre, preoccupato per questo mio atteggiamento, pian piano ha cercato di intervenire. La prima cosa che ha fatto è stata di darmi un libro di critica all’islam che s’intitola Una nuova nascita dello storico iraniano Shoja’odin Shafa (libro e autore illegali in Iran; il semplice possesso del libro può comportare la condanna a morte) oltre a un corano; e mi ha chiesto di leggerli insieme, controllando che i versetti citati nel testo riportavano proprio frasi del corano. Leggere quel libro mi ha aperto una porta verso un nuovo mondo… devo confessare che durante questo passaggio dall’islam all’ateismo, per quasi un anno sono stato anche cristiano! Però leggendo la Bibbia, ovviamente ho lasciato anche il cristianesimo… Alla fine, giacché conosco perfettamente l’inglese, ho letto testi di Dawkins e Hitchens (anche questi sono illegali in Iran e comportano condanne dalla prigione alla morte). Ho comprato tutti i loro libri durante un viaggio in Turchia e, sentendomi una spia in missione, li ho portati con me in Iran senza farmi scoprire. Tutti questi libri mi hanno reso la persona che sono oggi: un ateo militante.

Alla fine vorrei ringraziare Uaar e Nessun dogma per averci fornito l’occasione di far sentire la nostra voce; ringrazio anche tutte le associazioni e le persone che ci aiutano nelle nostre attività; un ringraziamento particolare alla polizia di stato e alla digos, che ci garantiscono la sicurezza personale presenziando alle nostre attività.


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