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L’Aquila, dimissioni Sindaco. Caro Massimo, abbiamo perso tutti…

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“Ho perso, me ne vado”. Con queste parole il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha annunciato ieri pomeriggio, le sue dimissioni ai giornalisti de “Il Fatto Quotidiano”.

Ma in questo triste epilogo di cinque anni di storia della ricostruzione, in realtà, abbiamo perso tutti. L’intera città ha perso 5 anni e svariati miliardi di euro di fondi pubblici per trasformare la tragedia del terremoto in un’occasione di rinascita collettiva. L’Aquila, non solo il suo sindaco, non ha saputo cogliere la cruciale importanza di una gestione virtuosa della ricostruzione. All’indomani del terremoto, gli aquilani, almeno quelli ai quali è stata affidata la “governance”, non sono riusciti a mettere da parte il proprio tornaconto personale e riuscire a pensare all’interesse collettivo, l’unica base per la vera ricchezza di una città. In molti, in troppi, hanno approfittato della situazione là dove gli è stata data l’opportunità. Potremmo ancora una volta sbagliarci ed essere troppo severi nei giudizi, ma il totale abbandono in cui versa ancora il centro storico ci ricorda ogni giorno, a noi e agli osservatori esterni, che più di qualcosa non ha funzionato nella ricostruzione della città.

Prima ancora dei recenti arresti e delle pubblicazioni delle intercettazioni dove emergeva con quale spirito i nostri amministratori si stavano impegnando nella ricostruzione, Laquilablog.it ha tentato di lanciare un allarme, rimasto inascoltato, per la pubblicazione di alcuni post del sindaco, apparsi su Facebook l’estate scorsa, dove parlava “di metodi mafiosi” all’interno del Comune. In troppi hanno finto di ignorare quell’episodio o di ridimensionarlo. Probabilmente anche noi, allora, fallimmo nel tentativo di far comprendere la gravità di quelle allusioni. Al contrario, abbiamo ricevuto dal sindaco, probabilmente mal consigliato, solo accuse gratuite. I nostri articoli sono stati interpretati come il sintomo di qualche patologia, un malessere psichico da curare. Cialente di persona, più in qualità di medico che di sindaco, ha avuto modo di invitarci a curalo. Ed invece il nostro malessere, le nostre frustrazioni, la nostra nausea nasceva nell’aver ben chiaro l’epilogo di queste vicende, che in un crescendo drammatico si sono poi concluse con le inevitabili dimissioni arrivate ben prima delle nostre peggiori previsioni. Un piccolo blog come il nostro, con i suoi articoli, provava solo a prevedere come la stampa nazionale avrebbe trattato determinate vicende, proprio nel tentativo di scongiurare che ciò accadesse, gettando inevitabilmente nel discredito L’Aquila agli occhi dell’intera nazione. I titoli dei giornali di oggi e le argomentazioni utilizzate negli articoli messe a confronto con il contenuto degli articoli presenti da mesi nel nostro archivio, ne sono la dimostrazione concreta.

Abbiamo quindi fallito anche noi nel tentativo di far capire, prima che fosse troppo tardi, che il diavolo si nasconde nei particolari. E quello scambio di accuse tra il sindaco e il suo capo gabinetto era e rimane un fatto gravissimo che pretendeva da subito chiarezza. Alla fine, le successive difese ad oltranza del Sindaco ai suoi “uomini migliori”, malgrado i vari indizi di colpevolezza morale, prima ancora che penale, stavano solo sortendo l’effetto di insinuare dubbi sull’onestà dello stesso Cialente. Per questo, oggi, non possiamo che ringraziarlo per il sussulto di dignità e integrità mostrato ieri annunciando le sue dimissioni. Dimissioni che certificano anche un senso di responsabilità, quello di Cialente, che, anche se tardivo, ha rari riscontri nella classe politica italiana. Chapeau.

Il più grave errore politico che da parte nostra imputiamo a Cialente è stato sicuramente quello di puntare tutto sulla mediocrità, pensando di accontentare logiche localistiche e affidando la ricostruzione a uomini che non avevano mai brillato per capacità e competenza.

Per questo, oggi, chiunque pensi di sfruttare le dimissioni del sindaco come un’occasione per buttarsi nell’agone politico e presentarsi alle prossime elezioni solo per premiare il proprio narcisismo, senza avere alcuna idea chiara di cosa andare a fare poi in Comune, troverà in Laquilablog.it il suo nemico peggiore. E non bisognerà aspettare il risultato elettorale. Già nei prossimi giorni, sapremo valutare chi pensa solo a “vincere” le elezioni, giocando con le vecchie e inutili alchimie della politica, e chi, conscio della gravissima situazione, avrà il coraggio di presentare da subito un chiaro e convincente progetto di ricostruzione della città.

Non abbiamo più soldi e tempo da perdere. Se il terremoto ha abbattuto le nostre case, gli ultimi scandali hanno fatto crollare la credibilità dell’intera città agli occhi del mondo. Ricostruire l’immagine e l’onore della nostra città, arrivati a questo punto, sarà un compito immane e difficilissimo, che dovrà essere affidato a persone esperte e a di uomini con capacità straordinarie, se si vuole seriamente vincere la sfida. Questa volta i politicanti esperti solo nella retorica e nel compromesso al ribasso stiano a casa e saltino un turno.

Da parte nostra, saremo sempre impegnati ad impedire in tutti i modi che i mediocri, qualsiasi sia il loro colore o schieramento politico, prendano ancora una volta d’assalto il Comune dell’Aquila. Forse perderemo ancora, ma non ci arrenderemo mai.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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