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 Home page > Attualità > Europa > Ivan Bogdanov, il 1389 e le Tigri di Arkan

Ivan Bogdanov, il 1389 e le Tigri di Arkan

Ivan Bogdanov, soprannominato “Ivan il terribile”, l'assoluto protagonista della non-partita di Genova tra Italia e Serbia, è stato identificato dalla polizia italiana, mentre era nascosto nel vano motore di un pullman grazie ad un tatuaggio in particolare: 1389.

Perché questa data è tanto cara ai serbi di estrema destra? Il 28 Giugno di quell'anno l'esercito serbo, composto in gran parte dai cavalieri facenti parte della nobiltà, guidati dal principe Lazar, fu letteralmente massacrato dalla forza militare dell'Impero Ottomano. Nonostante la pesante sconfitta, subita in quella che venne chiamata la Battaglia della Piana dei Merli, due elementi vennero esaltati dopo il massacro: il sacrificio estremo della nobiltà serba, che a costo della vita non abbandonò il campo di battaglia, e la resistenza che i superstiti opposero ai turchi, che riuscirono a conquistare il territorio serbo solo nel 1459. Queste gesta entrarono nella leggenda, vennero riproposte in varie poesia epiche e diventarono un caposaldo dell'identità nazionale serba. Sarebbe interessante scoprire se anche Ivan è a conoscenza del significato del suo tatuaggio o se se l'è fatto fare tanto per riempire il poco spazio che gli rimaneva sulle braccia.

Il signor Bogdanov, grazie ai suoi comportamenti egocentrici e poco ortodossi, oltre a suscitare curiosità verso un evento storico, ha anche fatto pubblicità alle già conosciute “Tigri di Arkan”. Il movimento paramilitare creato da Željko Ražnatović, soprannominato Arkan, venne formato reclutando circa 3000 giovani tra gli ultras fascisti della F.C. Stella Rossa di Belgrado che vennero mandati, nel 1992, sul confine tra Serbia e Croazia e si resero protagonisti di stupri, massacri e saccheggi. Ražnatović, amico di Sinisa Mihajlovic, accusato in vari paesi europei di traffico d'armi, tortura e omicidio, ed incriminato dall'ONU per genocidio e pulizia etnica, ha chiamato il suo gruppo Tigri perché lui stesso possedeva una tigre. L'ideologia che infarcisce le scatole craniche delle Tigri di Arkan è la solita vomitevole pappardella nazista fatta di pulizia etnica, intolleranza verso i diversi, fanatico nazionalismo e stima verso l'operato di Hitler. Quando Ražnatović fu assassinato nel 2000 a Belgrado, la curva nord della SS Lazio gli dedicò uno striscione.

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