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Incontro di Letteratura migrante al Liceo Fonseca di Napoli

Un’esperienza per scoprire e conoscere nuove culture, quella vissuta dagli studenti delle classi quarte del Liceo “Eleonora Pimentel Fonseca” di Napoli, che hanno partecipato all’incontro di Letteratura migrante organizzato da Cidis nell’ambito del progetto Impact Campania. Le classi hanno incontrato Bakary Coulibaly autore, insieme a Luisa Concetti, del libro “Il Castello nell’uovo”, nel quale racconta il suo lungo viaggio che dal Malì lo ha condotto in Italia.

Gli studenti e le studentesse hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con l’autore che ha abbandonato Nérékoro, il suo villaggio, quando aveva solo 15 anni per arrivare in Italia alla soglia della maggiore età. L’esperienza di Bakary Coulibaly è diventata, così, quella di un proprio coetaneo che ha attraversato dieci diversi paesi alla ricerca di “serenità e indipendenza, istruzione e conoscenza, giustizia ed equità”.

Tanti i temi trattati durante l’incontro, grazie ad un libro che offre al lettore numerosi spunti, in particolare la condizione delle donne in Africa, quelle donne che, spesso, l’autore si ferma ad osservare durante il suo viaggio.

Ad incuriosire studenti e insegnanti soprattutto un’iniziativa che Bakary porta avanti insieme a dei suoi connazionali incontrati su Facebook, volta a favorire l’accesso all’istruzione di base per le bambine di Nérékoro e dei villaggi limitrofi. Il gruppo di connazionali maliani emigrati all’estero, non solo finanzia i costi necessari per tenere aperta una scuola, ma ha trovato il modo di vincere la resistenza dei padri, immaginando un piccolo contributo economico da offrire alle famiglie in cambio della presenza in classe delle proprie figlie. Come ha spiegato lo stesso Bakary, un sistema studiato ad arte che fa coincidere il calendario scolastico con la stagione secca, in cui non è possibile lavorare i campi, e di conseguenza lasciare libero il periodo delle coltivazioni per permettere ai figli di contribuire alla sussistenza della famiglia. 

“E’ molto importante che chi parte da una terra organizzi iniziative del genere, perché anche noi da qui vorremmo aiutare e invece spesso facciamo guai, perché non conosciamo la realtà e prendiamo delle iniziative senza conoscere i bisogni di una cultura così diversa dalla nostra. Invece, se l’iniziativa parte da chi conosce bene quella cultura, sicuramente riesce a cogliere un bisogno” commenta la prof.ssa Di Gennaro. “E’ la prima volta che ascolto un’esperienza diversa, molto più allargata, di chi fa delle cose anche per il suo paese. Questa è una cosa bellissima per me, perché se ognuno di noi lasciasse un pezzettino per gli altri, sarebbe meraviglioso. Volevo ringraziarvi perché abbiamo conosciuto una nuova realtà, da qui bisogna fare qualcosa per cambiare le cose”, aggiunge la prof.ssa Nebulosi.

Un’esperienza importante anche per lo stesso Bakary Coulibaly, che nel salutare studenti e docenti, ci ha tenuto a precisare: “Scrivere questo libro per me è stato anche terapeutico e sono felicissimo di fare questi incontri perché ogni volta scopro qualcosa di nuovo e nuovi punti di vista”.

 
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