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Immigrazione:la Chiesa ad Agrigento sfida lo Stato

La provincia di Agrigento è la porta dell’immigrazione. Carovana missionaria nella Città dei Templi per chiedere una nuova politioca sull’accoglienza.

La sfida della Chiesa italiana sui problemi dell’immigrazione riparte da Agrigento. Con i missionari Comboniani, in prima linea nelle politiche ecclesiali sull’accoglienza e la solidarietà verso gli immigrati, arriveranno ad Agrigento il due ottobre alcune migliaia di manifestanti e pellegrini.La Carovana Missionaria della Pace 2008, proposta dagli istituti missionari e dai Centri Missionari Diocesani, con il sostegno del Segretariato Unitario di Animazione Missionaria farà tappa nella Città dei Templi il prossimo due ottobre. Non poteva che essere così, considerando che la provincia Agrigentina, con Lampedusa, Sciacca, Licata e Porto Empedocle può essere considerata la porta principale del flusso migratorio in Italia. Da gennaio a oggi sono stati denunciati dalla polizia di Agrigento ben 60 scafisti (tra cui alcuni minori) e sono sbarcati a Lampedusa dal primo gennaio ben 17 mila immigrati. L’attività che maggiormente impegna la Prefettura di questo capoluogo siciliana è quella della espulsione degli irregolari. Ogni giorno il Prefetto Umberto Postiglione firma decine di fogli di via, di espulsioni o di autorizzazioni a permanere momentaneamente nello stato italiano (poche). Certamente è più impegnato su questi problemi più di ogni altro suo collega italiano.


Per non parlare delle emergenze. Come quella di trovare un posto in una comunità per minori ai numerosi bambini che arrivano da soli a Lampedusa e non vengono ospitati nei Cpt. Dal primo gennaio sono stati 1110 i minori registrati dalla Questura. Un dato in aumento. 

Alla tappa agrigentina della Caravona dei Comboniani parteciperà, l’arcivescovo Franco Montenegro, da soli sei mesi alla guida della Diocesi agrigentina. Ricopriva prima di questo incarico la carica di presidente nazionale della Caritas e ha denunciato la "precarizzazione" della situazione degli immigrati creata dalla legge Bossi-Fini e si è detto sempre turbato nel leggere "i resoconti sui traffici di manodopera, sui rimpatri nei paesi convenzionati, sui soggiorni nei Centri di permanenza temporanea”. Infine ad Agrigento arriverà anche il missionario comboniano padre Alex Zanotelli che ha vissuto per 12 anni nella baraccopoli di Korogocho in Kenya. Attualmente è rientrato in Italia, ha scelto di vivere inserito in un quartiere popolare di Napoli, il rione Sanità.

 

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