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 Home page > Tribuna Libera > I consumatori priorità assoluta dell’Unione Europea

I consumatori priorità assoluta dell’Unione Europea

L’U.E. tutela accanitamente i consumatori europei quasi quanto una leonessa protegge i suoi piccoli!

Parrebbe un’iperbole ma è invece un fatto reale che l’UNIONE EUROPEA ha sin dall’inizio considerato assolutamente prioritario garantire i diritti e la sicurezza dei consumatori, dimostrando così notevole lungimiranza (diversamente dai governi nazionali generalmente più attenti al breve termine) e lodevole perspicacia: il tempo ha infatti confermato che tale obiettivo poteva essere raggiunto più agevolmente per l’appunto da un’entità sovranazionale poiché in quanto tale è in grado di dettare regole comuni, anche se “indigeste” a singoli Paesi e “campioni nazionali”.

Previa ampia consultazione di organismi tecnici nazionali sono state quindi via via elaborate e varate numerose direttive finalizzate a sfruttare le opportunità e potenzialità di questo straordinario mercato unico di 508 milioni di cittadini favorendo al tempo stesso :

- una concorrenza libera e trasparente atta a sostenere una crescita economica sana, socialmente equa e rispettosa dell’ambiente

- una straordinaria varietà di scelta di prodotti e servizi, caratterizzati tutti però da elevati livelli di sicurezza, qualità e convenienza.

Fra le tante regole imposte dall’UE, anche ai Paesi più recalcitranti, cito ad esempio :

- i 14 giorni di diritto di recesso, dal momento della consegna, per le vendite a distanza

- il divieto di tecniche di vendita aggressive : vietate le vendite per corrispondenza salvo contrordine tipo “Caro cliente ecco per Lei in omaggio il 1° volume della splendida collezione “CHE FAVOLA !”; gli altri 11 preziosi volumi le perverranno mensilmente in contrassegno di soli 15 €; se proprio non vuole cogliere questa opportunità esclusiva che offriamo proprio a Lei, basta che ci restituisca firmato questo modulo a mezzo raccomandata A.R.” ! .(ndr : su mia segnalazione on-line fu anni fa diffidata e multata una editrice che “mi rompeva”)

- la garanzia minima di 2 anni (a lungo ma inutilmente negata e boicottata da molti produttori nazionali !), con obbligo di riparazione a spese del fornitore (basta scaricabarile fra rivenditore e produttore !) o, a difetto, di adeguata riduzione di prezzo

- l’obbligo di un formato standard unificato UE per indicare chiaramente le condizioni di credito al consumo, compreso l’ormai consueto TAEG=tasso annuale effettivo globale (solo l’imposizione dell’UE ha messo fine alle definizioni fuorvianti tendenti a non far capire !)

- i diritti minimi degli acquirenti di viaggi in termini d’informazione previa, di trasferibilità delle prenotazioni, di rimborsi in caso di modifiche, ecc.

- la possibilità di rivolgersi direttamente, e senza avvocati, agli ECC-Net (Centri Europei dei Consumatori) per risolvere eventuali controversie (40.000 casi risolti ogni anno in via amichevole).

Provvedimenti che sono stati molto apprezzati dai consumatori europei ma che stranamente i “sovranisti” attribuiscono al caso e non alla perfida UE !

Nonostante i brontolii di molti produttori europei l’UE ha emanato anche numerose direttive su norme di qualità e sicurezza quali ad esempio per materiali edili (305/2011), giocattoli (2009/48), cosmetici (76/768), dispositivi medici (93/42). Più che elencare tutte le norme mi pare qui importante sottolineare i grandi benefici che le stesse hanno determinato in termini di spinta all’aumento dei livelli di qualità e sicurezza, con conseguente effetto protettivo ante-import di prodotti insicuri e a basso costo da Cina & Co.

 

Cruciale e straordinariamente efficace è stata poi l’attività svolta dalla Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea nel settore farmaceutico. Tenendo costantemente sotto serrato controllo il mercato dei medicinali ha potuto individuare e vietare molti accordi anticoncorrenziali (Cartelli) e sanzionare quegli abusi di posizione dominante che avrebbero consentito prezzi gonfiati e avrebbero slealmente ritardato l’ingresso di farmaci generici nettamente meno costosi.

Ciò facendo ha anche comminato ammende per oltre 1 miliardo di € (usati poi dall’UE per finanziare e premiare le attività di ricerca), ma sopratutto ha consentito una più ampia scelta di medicinali efficaci e convenienti stimolando inoltre i produttori ad essere sempre più innovativi in un settore, quello farmaceutico, così fondamentale per la società civile.

Benissimo quindi, “perché la salute innanzitutto” ..... ma debbo confessare che sono almeno altrettanto affascinato da un altro campo nel quale l’Antitrust Europeo ha operato più che bene e cioè:

LE GRANDI MULTINAZIONALI DEL SETTORE I.T.C.

Ha “aperto le danze”, nel lontano 2004, l’allora Commissario Monti infliggendo una prima multa lunare (0,9 miliardi di €) alla MICROSOFT per abuso di posizione dominante poiché imponeva Internet Explorer ..... ed ha saputo resistere efficacemente a tutti ricorsi (incluso l’ultimo alla CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA di Lussemburgo). Il che ha fatto capire ai big della Silicon Valley che l’UE era ben più determinata, forte e solidale di quanto suggerissero gli Steve Bannon del momento e che le norme europee avevano basi giuridiche ben più solide di quelle sostenute da astuti e agguerriti avvocati d’affari americani !

Le danze sono poi proseguite ininterrottamente ma si sono accentuate con la Commissaria Vestager che infatti, nei soli ultimi 3 anni, ha comminato multe per 10 miliardi di € :

- a GOOGLE (2,4 nel 2017 e 4,3 nel 2019) per abuso di posizione dominante per Android

- a GOOGLE (1,5 nel 2018) per concorrenza sleale su inserzioni pubblicitarie

- a INTEL (1,0 nel 2019) per abuso posizione dominante su microprocessori

- a MASTERCARD (0,6 nel 2019) per concorrenza sleale

- a QUALCOM (1,0 nel 2019) per abuso posizione dominante su micropr. LTE

 

Ma il fatto paradigmatico che ben rappresenta la potente, ma misconosciuta, attività antitrust della Commissione Europea, è che la stessa ha prodotto nei soli ultimi 5 anni un beneficio per i consumatori europei stimato in 17/24 miliardi di risparmi sui prezzi, come evidenziato dal seguenti grafico

E’ fondamentale che le grandi multinazionali “americane” sappiano che, pur essendo potentissime, non possono venire in Europa a “fare il bello e il brutto tempo” a loro piacimento ..... e per di più senza pagare dazio ! Ciò è tanto più giusto e utile in quanto le stesse riescono a evitare quasi del tutto le tasse sulle loro vaste e proficue attività europee (quantomeno per il momento, e anche legalmente, grazie al sistema fiscale irlandese).

Siccome però “non c’é rosa senza spine” ora ci siamo accorti che questa severa politica antitrust deve essere probabilmente rivisitata poiché potrebbe rendere impossibile la creazione di “campioni europei” di dimensioni sufficienti a competere con USA e Cina (v. per esempio la progettata ma contestata fusione SIEMENS – ALSTOM).

Sono certo che sia possibile e utile modificare la normativa antitrust in senso positivo per le grandi aziende europee che hanno oggettivamente bisogno di fondersi, senza peraltro riaprire la porta a cartelli e pratiche nocive per i consumatori europei. Occorre quindi evitare che per riformare norme eventualmente superate dai tempi si rischi di “gettare il bambino con l’acqua sporca” ..... come tenderebbero a fare alcuni nostri governanti (o piuttosto propagandisti ?) attuali per riformare “a modo loro” l’Europa fingendo di non sapere che la loro voce minoritaria conta ben poco nelle varie istituzioni europee.

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