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 Home page > Tribuna Libera > Grillismo e antisemitismo

Grillismo e antisemitismo

Un nuovo scontro è in atto fra il portavoce della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, e il blogger-comico-capopolitico del M5s Beppe Grillo.

Ne parlano alcuni quotidiani, riportando traduzioni più o meno fedeli, di una intervista del quotidiano di sinistra israeliano Haartez proprio a Pacifici; in precedenza un’intervista a Grillo da parte del corrispondente di Yedioth Ahronot, un altro quotidiano israeliano più “governativo”, aveva suscitato perplessità e polemiche di cui ho parlato in un articolo precedente "Grillo, Israele e il suocero iraniano".

Allora avevano fatto clamore alcune affermazioni del comico genovese sull’Iran e sulla non affidabilità di alcune traduzioni dall’arabo che il suocero iraniano gli aveva fatto notare. Tutta l’intervista suonava un po’ strana come un po' confuso sembrava il pensiero di Grillo.

Altre polemiche poi sull’apertura di Grillo ai “ragazzi” di Casa Pound o sulla semplicistica affermazione della portavoce Roberta Lombardi sulla “bontà” del primo fascismo.

Ora c’è questa nuova disputa, su cui però non voglio insistere salvo notare che le parole di Pacifici sono meno dirompenti di quanto alcuni titoli possano far pensare.

Quello che invece mi sono andato a cercare, digitando il termine ‘ebrei’ nella casella di ricerca nel forum del Movimento 5 Stelle, è che cosa circola fra i grillini, tanto per vedere se effettivamente c’è un diffuso antisemitismo nel movimento (più che nella testa di Grillo).

Risultato: ho trovato tutto e il contrario di tutto, come era prevedibile in un “gruppo” che ritiene superate le differenze tra destra e sinistra e che, per ciò, contiene in sé sia affermazioni di destra che di sinistra (perché per superare questa differenza una pura dichiarazione d’intenti evidentemente non basta, ma questo i grillini forse non l’hanno ancora capito).

E quindi, corrispondentemente alla mancanza di chiarezza imperante, ci si trovano post manifestamente antisemiti ed altri che non lo sono; e magari commenti (che a volte sono più illuminanti del post stesso) sia in un senso e nell’altro.

Sorprendente trovarci chi si scaglia contro la legge Mancino (quella che “condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali. La legge punisce anche l'utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici. Fonte Wikipedia), ma che non lesina una lezione di storia: “Nel marzo del 1921, quando ancora non era al potere né il fascismo né il nazismo ed il "Mein Kampf" non era stato neppure scritto (1925), si tentava già allora di attribuire a qualcuno, nella specie ai polacchi, una «azione sterminatrice» degli ebrei”, scordandosi che già dal 1881, anno dell’uccisione dello zar Alessandro II gli ebrei furono indicati come organizzatori del regicidio e iniziarono i pogrom antiebraici che interessarono un po' tutto il territorio russo (e la Polonia a quei tempi era ancora sotto il dominio zarista). Dalla fine dell'ottocento, proprio per mano zarista, cominciarono poi a circolare quei famosi falsi Protocolli dei Savi di Sion che sono ad oggi un testo diffuso in ambito islamico (e anche in una certa fetta del web nostrano).

Notare il lessico "si tentava di attribuire a qualcuno... una azione sterminatrice degli ebrei"...; detta da un filonegazionista suona come un'affermazione un po' sinistra.

Più ‘crudo’ un certo Marco Schanzer che titola “Creare una coscienza, un opposizione che sia Italiana e non ebrea” (sic !) dallo stile piuttosto confuso e sgrammaticato “Vi ricordo che il ministro degli esteri dell'Italia ha il passaporto israeliano E se qualcuno vuole dirmi che sono razzista, se lo risparmi, si mandi affanculo da solo e poi si chieda perche' l'Italia non ha diiritti alla felicità ed ad esprimere le sue forze migliori”, a cui un commentatore un po’ più raziocinante obbietta “Scusa Schanzer, quello che non capisco è perche ogni volta che parli di qualcosa o qualcuno devi tirar fuori il sionismo, la massoneria, gli ebrei...”. Domanda comprensibile dal momento che in un altro post il nostro aveva scritto che il Fondo Monetario Internazionale è “la superbanca degli usurai ebrei” (sic !)

Ancora più esplicito lo Schanzer quando posta un altro dei suoi lapidari scrittiSmetterla di scrivere cassate, il momento è delicato” in cui afferma “Chavez si e' ammalato , il paese del filosofo socialista Gheddafy e' stato azzannato da assassini sorretti da popoli sfruttati ed ignoranti , Domenica in Val di Susa alle ore 9 si cerca di mostrare che qualcuno in Italia e' vivente , in Islanda -Ecuador-Grecia ce' gente che lotta per scrollarsi di dosso gli ebrei e l' 'esercito Usa , la polizia aggredisce la gente che vuole migliorare il paese , si sta impiantando a Vicenza una polizia ancora peggiore e agli ordini degli Usa , ce' un nuovo quadro di potere nel mondo ed in Italia al posto di destra e sinistra: MAFIA e EBREI , la stampa e le tv dicono il contrario di cio' che e' vero e di cio' che e giusto....” eccetera (le sgrammaticature sono sempre sue).

Non meglio di lui va un commentatore che aggiunge “Enry (sic) Ford era ebreo”, forse non sapendo che era un radicale antisemita di origini irlandesi - autore di un testo razzista "Der internationale Jude" - a cui Hitler si ispirò durante la stesura del suo Mein Kampf. In occasione del suo 75º compleanno, nel 1938, Ford fu insignito da Hitler della Gran Croce del Supremo Ordine dell'Aquila Tedesca, la più alta onorificenza del regime nazista che si poteva conferire ad uno straniero, per l'impegno della sua filiale Ford in Germania, nel rifornire l'esercito nazista di mezzi blindati” (da Wikipedia). Difficile pensare che Hitler decorasse un ebreo.

Si potrebbero aggiungere i post di Costel Pezzetta: “Polillo: in Germania le aziende vanno meglio perchè la gente lavora" che se la prende con il sottosegretario Gianfranco Polillo “quindi vorrei capire una cosa, quei 2 milioni 900 mila di lavoratori italiani disoccupati, secondo il sottosegretario sono a casa perchè non hanno voglia di lavorare ?...”. Il che sarebbe una obiezione condivisibile... salvo che la conclusione lascia poi a bocca aperta “...diceva bene zelea codreanu ! gli ebrei i sionismo e i sionisti destabilizzeranno l’europa con i loro crimini contro l’umanità !!!”.

Evabbé. Dallo stesso pulpito grillesco uscì la famosa offesa a Gad Lerner definito un "verme ebreo".

Infine un certo Antonio Cavallaro che lapidariamente proponela messa al bando della Massoneria e del Sionismo”. Come si possa fare, non si sa.

Ci va più duro Toni Jop sull'Unità di domenica che ha tenuto sotto osservazione il blog di Beppe Grillo raccogliendo "...una fioritura abbastanza abominevole di post razzisti, violentemente antisemiti (che) ha fatto seguito alla replica del leader unico. «Ebrei maiali», «Se gli ebrei sono sempre stati odiati, un motivo c’è», «Gli ebrei ancora esistono? Ai ai Hitler, non ti sei impegnato abbastanza», «Ebrei, sono i nazisti attuali». Così scrivono, così sta scritto. Una signora obietta a uno di loro: lei sta facendo apologia di reato, lo sa? «Che me ne fotte degli ebrei», risponde. Così è stato per tutto il giorno, per ore nessuno ha provveduto a cancellare questa immondizia. Peccato, in altre occasioni, e per altri contenuti, hanno dimostrato grande tempestività".

Insomma, nel più puro stile rozzo-apocalittico-risolutivo-decisionista-ignorante nel forum del M5S si trova effettivamente una certa quantità di antisemiti (magari mascherati da antisionisti come non di rado accade) spesso controbattuti da altri commentatori che sono indiscutibilmente gente che parla di diritti civili e non di "cassate".

Interessante notare che se “ce' un nuovo quadro di potere nel mondo ed in Italia al posto di destra e sinistra: MAFIA e EBREI” come diceva il buon Schanzer (e le sgrammaticature, di nuovo, sono sempre sue); mafia ed ebrei vengono postati come contrapposti. Contrapposti come le vecchie destre e sinistre. E nel caso fossi un ebreo non mi dispiacerebbe essere contrapposto alla mafia anziché accomunato ad essa nel solito delirio d'antàn sui complotto demo-pluto-giudaico di funesta memoria.

Forse non è quello che intendeva l'autore del post, ma a me piace leggerla così, come l'unico barlume di inconsapevole intelligenza in un mare magnum di confusione mentale e di deliri che poco hanno da invidiare alle scemenze apocalittiche dell'ormai noto (e ampiamente schernito) "Gaia" dell'inquietante Casaleggio.

Speriamo che il grillismo produca qualcosa di meglio di questa manica di idiozie anche se, per ora, non è che si veda granché. Il meglio, per ora, viene invece da quella fantastica donna di nome Laura Boldrini giustamente indignata: “smantellare tutto non e’ piu’ democrazia, fa venire i brividi”. Concordo.

Commenti all'articolo

  • Di GeriSteve (---.---.---.74) 25 marzo 2013 13:04

    credo che se si domandasse a Grillo se lui è antisemita o no lui, prima di rispondere, si domanderebbe: con quale risposta ottengo maggior consenso?

    credo che sia lo stesso "metodo scientifico" con cui, ad esempio, predica che vanno vietati i vaccini perchè sono inutili e provocano l’autismo.

    GeriSteve

  • Di pint74 (---.---.---.89) 25 marzo 2013 19:41
    pint74

    Direi che in un blog così frequentato è decisamente possibile trovare commenti razzisti e non solo antisemiti,nel mucchio vi sono sempre mele marce.Se girate su FB non è raro trovare di peggio eppure nessuno grida allo scandalo.
    Si fà guerra di disinformazione per demolire il m5s ,a mio parere,e magari si infiltrano troll nel blog che fanno commenti razzisti per poi accusare di razzismo il movimento...

    • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 25 marzo 2013 23:34
      Fabio Della Pergola

      invece di giustificare con la scusa "tanto è dappertutto così" e poi con la balla attuale dei troll e dei multinick vediamo se per caso nel movimento c’è gente così che sarebbe magari da buttare fuori invece di ricorrere sempre all’accusa di disinformazione sul m5s (che a sua volta di disinformazione mica ne ha fatta poca con la menata che destra e sinistra pari sono).

  • Di (---.---.---.244) 2 settembre 2013 21:53

    Ma non hai niente di meglio da fa che parlare del M5S e GRILLO, adesso sono addirittura razzisti!!!! Poi i primi a criticare i sionisti sono i VERI EBREI che tu neanche sai che sono! leggi la Bibbia che per i veri Ebrei è la Verità. Non parla di avere armi nucleari, di cacciare i palestinesi dalle Loro terre con la forza e di mettere il denaro prima di tutto!! Non è che se uno dice qualcosa anti-sionista allora vuol dire che è contro gli ebrei

    • Di (---.---.---.93) 3 settembre 2013 10:09

      Quanto a cacciare altri dalle loro terre, direi che la Bibbia ne è piena, ma si tratta ovviamente di racconti amplificati che fanno parte della tradizione letteraria "eroica" di un popolo che, COME TUTTI GLI ALTRI DELL’EPOCA, sgomitava per farsi uno spazio.

      I commenti di cui parlo nell’articolo - trovati nel blog di Grillo - parlano di "ebrei", legga bene, non di sionismo. Quindi sono commenti razzisti.

      FDP

    • Di Persio Flacco (---.---.---.160) 9 settembre 2013 12:46

      Bisognerebbe anche aggiungere che una nota lobby internazionale fa del suo meglio per convincere l’opinione pubblica che i termini "ebreo" e "sionista" sono sinonimi.

    • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 9 settembre 2013 16:11
      Fabio Della Pergola

      Essendo Persio Flacco un noto poeta satirico, si suppone che questa affermazione sia originata dalla vena satirica; non si spiegherebbe altrimenti.

    • Di Persio Flacco (---.---.---.160) 10 settembre 2013 16:46

      Definirei P.F. più che altro un ostico fustigatore di costumi.

      Riguardo alla promozione dell’equazione antisionismo = antisemitismo da parte della nota lobby gli esempi non mancano. Quello in fondo è uno dei tanti.

      Il gioco di specchi dal quale salta fuori quella equazione è semplice: il sionismo di oggi è il sionismo di ieri, dunque essere antisionista significa negare a Israele il diritto di esistere ecc.

      Questo ovviamente è falso: il sionismo di oggi non può essere quello che è stato il sionismo prima della fondazione dello Stato di Israele.
      Il sionismo di oggi è né più né meno che un movimento nazionalista come ce ne sono tanti, non diverso nelle idee guida da quelli passati e presenti.

      ---------------------------------------------------------------
      Los Angeles Times

      Letters to the Editor
      Los Angeles Times

      To the Editor:

      Two opinion articles addressed anti-Semitism as separate from anti-Zionism. Judea Pearl finds the latter more dangerous than the former. Ben Ehrenreich suggests that anti-Zionism is nothing more than legitimate criticism of Israel.

      The Anti-Defamation League views anti-Zionism as a form of anti-Semitism — and certainly one of its most pernicious.

      We agree with Ehrenreich that there is a place for legitimate criticism of Israel. The anti-Zionist movement, as it has become today, seeks to delegitimize Israel as a nation and singles out Jews alone as a people who are not entitled to a homeland.

      This position has been co-opted as a front for those who want to blame Jews for the perceived wrongdoings of Israel. It is not mere criticism of Israel but a movement to displace Jews from their internationally recognized homeland.

      And it is just the beginning. As we saw during the recent Gaza conflict, there were numerous incidents of people allegedly protesting Israel and Zionism who wound up assaulting Jews and vandalizing Jewish institutions.

      Don’t be fooled by the term. Anti-Zionism is a form of anti-Semitism, and both are dangerous.

      Amanda Susskind
      Director, ADL Pacific Southwest Region

       
       
    • Di (---.---.---.93) 10 settembre 2013 18:19

      E’ scontato che se si nega agli "ebrei" (leggi: al popolo ebraico) ciò che riconosce legittimo ad altri si compie un’opera legittima (criticare un nazionalismo) agendo in modo illegittimo (criticarlo solo ad uno in virtù del suo essere un certo particolare popolo). In questo caso essere antisionisti equivale ad essere antisemiti. Utilizzare una critica legittima per veicolare contenuti razzisti.

      E’ il caso di Hamas:
      1) “Israele sarà stabilito, e rimarrà in esistenza finché l’islam non lo ponga nel nulla, così come ha posto nel nulla altri che furono prima di lui” (parole dell’imam e martire Hassan al-Banna [fondatore dei Fratelli Musulmani, 1906-1949], possa Allah avere misericordia di lui)" - qui si definisce la negazione del diritto di Israele ad esistere.
      2) Il Movimento di Resistenza Islamico è uno degli anelli della catena del jihad nella sua lotta contro l’invasione sionista (art. 7 dello statuto fondativo) - qui si definisce il proprio antisionismo
      3) "L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo" (citato da al-Bukhari), idem. Qui si parla di uccidere gli "ebrei" (non gli israeliani né i sionisti).

      Quindi Hamas è un movimento antiisraeliano, antisionista e antisemita.

      ADL mette in evidenza come il problema in modo più generale: "The anti-Zionist movement, as it has become today, seeks to delegitimize Israel as a nation and singles out Jews alone as a people who are not entitled to a homeland". (il movimento antisionista, come è diventato oggi...; non il movimento sionista come è diventato oggi !)

      L’equazione antisionismo = antisemitismo non è un problema suscitato "dagli ebrei", ma degli oppositori che non sanno (o non vogliono) distinguere i termini ebrei, da sionisti, da israeliani.

      Vedasi anche http://www.agoravox.it/La-svolta-di...

      PF castigava i costumi; i suoi epigoni non vedono quali sono i costumi da castigare....

      FDP

    • Di Persio Flacco (---.---.---.105) 10 settembre 2013 20:47

      Per quanto mi riguarda considero l’argomento di capitale importanza, da quello che capisco invece non lo è altrettanto per lei.

      Dunque non vorrei tediarla con una conversazione alla quale forse partecipa solo per dovere di gestione dei commenti che il suo articolo riceve.

      Se le interessa continuare questa conversazione me lo faccia sapere, altrimenti basterà che non risponda.

    • Di (---.---.---.93) 10 settembre 2013 22:16

      Ne abbiamo già parlato (molto) a lungo in altre occasioni. Avevamo convenuto (lei aveva convenuto) che le nostre rispettive posizioni sono inconciliabili. Non vedo l’utilità di continuare a discutere su questo argomento: lei ritiene che il sionismo sia oggi una pratica aggressivamente colonialista. Io ritengo che il sionismo sia la prassi nazionalista che ha preparato il terreno giuridico e istituzionale affinché lo stato di Israele nascesse e che il sionismo attuale ha la stessa funzione di difesa dello stato nazionale ebraico, mentre alcune componenti delle destra nazionalista e religiosa israeliana promuovono e difendono le colonie nelle West Bank e altri, sionisti di sinistra, sono contrari e propongono da sempre una trattativa più aperta con i palestinesi (ma sempre sionisti sono).

      In conclusione: lei ritiene che sia legittimo essere antisionisti e che questo non ha niente a che vedere con l’antisemitismo. Io ritengo che essere antisionisti significhi negare il diritto all’esistenza dello stato di Israele e che questo abbia (spesso) al suo fondo un’ideologia antisemita, perché solo agli ebrei si nega ciò che si ritiene legittimo per altri.

      Altra cosa è essere fermamente contrari alle politiche israeliane nei Territori su cui ho le mie idee, ma non nego certo a nessuno il diritto di critica.

      Insomma, di che cosa dobbiamo discutere se si parte da posizioni come queste ?
      FDP

    • Di Persio Flacco (---.---.---.160) 11 settembre 2013 12:18

      Lei dice:

      -Avevamo convenuto (lei aveva convenuto) che le nostre rispettive posizioni sono inconciliabili. Non vedo l’utilità di continuare a discutere su questo argomento"
      Ha ragione, avrei dovuto astenermi dal commentare il suo articolo.

      -lei ritiene che il sionismo sia oggi una pratica aggressivamente colonialista.-
      Non ho una opinione così riduttiva del sionismo, dunque probabilmente non ho scritto nulla del genere. Avrò semmai detto che essendo il sionismo un movimento nazionalista ispira anche (ma non solo) certe tendenze aggressivamente nazionaliste.

      -Io ritengo che il sionismo sia la prassi nazionalista che ha preparato il terreno giuridico e istituzionale affinché lo stato di Israele nascesse-
      Concordo: prassi e struttura organizzativa. Qualcuno lo definisce movimento risorgimentale ebraico. Cosa che non è il sionismo attuale. E’ un fatto, non una opinione.

      -e che il sionismo attuale ha la stessa funzione di difesa dello stato nazionale ebraico-
      Uno Stato in genere ha i suoi organi che provvedono alla difesa e alla promozione dei suoi interessi.
      Organi che rispondono alle linee di indirizzo del governo e del parlamento, non alla visione politica ideologica dei vertici di una lobby.
      E’ anche interessante il modo col quale pone la questione: una riedizione della classica domanda "Questo giova agli ebrei?". In sintesi: la lobby sionista porta vantaggio a Israele, dunque è ok. Intendiamoci: si tratta di una domanda legittima e comprensibile se fatta da un membro di una comunità ebraica che ha in prima battuta la preoccupazione di difendere la sua comunità, il luogo della sua identità culturale e/o religiosa, dalla ben più grande e potente comunità nella quale è immersa. Diciamo che quella domanda deriva dal una sorta di istinto di autoconservazione.
      Ma Israele non è un ghetto, non è il più grande ghetto del mondo: è uno Stato sovrano, uno stato-nazione, e la domanda "Questo giova ad Israele?" diventa la più schietta espressione di una mentalità ultranazionalista.
      In queste ore l’AIPAC, soprannominata il gorilla da 800 libbre, è impegnata a convincere il Congresso a dare il suo consenso ad un attacco alla Siria. Non so in base a quali considerazioni l’AIPAC ritiene che "Giova ad Israele" un attacco USA alla Siria: lo immagino, credo anche abbastanza precisamente, tuttavia questa volta dall’altra parte c’è, in base ad uno degli ultimi sondaggi, il 74% di cittadini statunitensi contrari all’attacco che spingono in direzione contraria.

      Qualcuno si è accorto del pericolo: sia che il consenso venga dato o negato i cittadini americani percepiranno la lobby come una entità che li ha sovrastati presso i loro rappresentanti o che, avendo tentato di farlo, è uscita sconfitta e ridimensionata dallo scontro. Questo "Giova ad Israele?" Io non credo. 
      Anche perché il confine tra la definizione di lobby pro-israeliana e lobby ebraica è sottile e ricco di ambiguità.

      Ma questo è solo un aspetto legato alla contingenza, ve ne è un altro molto più carico di implicazioni. Lo si mette in luce ponendosi la domanda: "Perché la Lobby ritiene che sarebbe vantaggioso per Israele se la Siria venisse bombardata?" In base a quale visione ideologica? Non tratto questo aspetto per brevità: non voglio esagerare.

      -In conclusione: lei ritiene che sia legittimo essere antisionisti e che questo non ha niente a che vedere con l’antisemitismo. -
      Esatto. Sono ideologicamente avversario dei nazionalismi: li ritengo la materia con la quale sono stati costruiti i totalitarismi nazifascisti.

      - Io ritengo che essere antisionisti significhi negare il diritto all’esistenza dello stato di Israele-
      Se cortesemente mi illustrasse in base a quali percorsi logici arriva a questa conclusione...

      -e che questo abbia (spesso) al suo fondo un’ideologia antisemita, perché solo agli ebrei si nega ciò che si ritiene legittimo per altri.-
      Ma guardi, io non nego a nessuno il diritto di ubriacarsi col nazionalismo.

      - Altra cosa è essere fermamente contrari alle politiche israeliane nei Territori su cui ho le mie idee, ma non nego certo a nessuno il diritto di critica.-
      Diritto di critica, purché non si indichi la fonte ideologica che ispira tali politiche, che altrimenti scatta l’accusa di antisemitismo.

    • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 11 settembre 2013 13:24
      Fabio Della Pergola

      "Ha ragione, avrei dovuto astenermi dal commentare il suo articolo", ma è più forte di lei, le scappa proprio la necessità di disputare. Cominci allora firmandosi con nome e cognome. Non vorrei scoprire che sto litigando con il mio vicino di casa...

      Stato "ebraico" ha il senso di quello che io dico e che lei fa finta di non vedere. Non è uno stato dei suoi cittadini, di qualsiasi etnia, religione, cultura, lingua essi siano, ma uno stato-nazione. Il sionismo - che è stato il movimento risorgimentale ebraico - ha oggi la funzione di difendere l’ebraicità dello Stato, nato come stato degli ebrei.

      Questo non lo fa lo "Stato" in senso lato, che difende i suoi confini e le sue istituzioni a prescindere dalla composizione etnica della popolazione. Lo fa il movimento ideologico che difende la caratterizzazione etnica dello stato. Sarebbe quella che lei definisce sprezzantemente "visione politica ideologica dei vertici di una lobby". E con questo rispondo anche alla sua ultima affermazione.

      Ciò non vuol dire che questo concetto sostenga la colonizzazione della WB, al contrario. Un sionista vede come fumo negli occhi la possibilità che Israele annetta la Cisgiordania perché diventerebbe uno stato bi-nazionale molto più di quanto non sia già. Quindi un sionista, al contrario di quello che dice lei è sostanzialmente a favore della nascita di uno stato palestinese (anche se una minoranza di estremisti di ultradestra vorrebbe occupare tutto il territorio fino al Giordano espellendo i palestinesi, ma è chiaramente un delirio) a fianco di quello ebraico.

      Per questo motivo Abraham Yehoshua scrisse molto chiaramente - da sionista di sinistra - la sua contrarietà alla occupazione della WB. Qui http://archiviostorico.corriere.it/... ma anche qui http://www.lastampa.it/2012/01/08/c...

      Altre questioni che si pone sono incomprensibili: "la lobby sionista porta vantaggio a Israele, dunque è ok" - affermazione insensata. "Diciamo che quella domanda deriva dal una sorta di istinto di autoconservazione" - bontà sua.
      "Questo giova ad Israele?" diventa la più schietta espressione di una mentalità ultranazionalista" - affermazione ridicola. Chiunque si occupi di politica estera si chiede che se una cosa giova o no al suo paese o a quello cui è legato per motivi culturali, ideologici, storici, religiosi o perché gli piace una donna di quel paese. Insomma, di che cosa sta parlando ?

      AIPAC: citi le fonti. A me non risulta che Israele abbia né l’interesse né la voglia di infilarsi in un conflitto da cui non sa come ne uscirà.

      "Sono ideologicamente avversario dei nazionalismi: li ritengo la materia con la quale sono stati costruiti i totalitarismi nazifascisti" - buon pro le faccia. Suppongo quindi che sia anche contrario al nazionalismo palestinese e quindi alla nascita di uno stato palestinese.

      Ultima cosa: non posso dedicarle gratuitamente tutto questo tempo. Mi scusi. Come le ho già chiesto altrove o mi manda un bonifico anticipatorio oppure i suoi commenti devono limitarsi alle poche righe di un vero commento. Non me ne voglia. Saluti.

    • Di Persio Flacco (---.---.---.160) 11 settembre 2013 14:20

      Riguardo all’AIPAC mi ha chiesto le fonti. Questa è una:

      http://www.haaretz.com/news/diploma...

      Sul resto sorvolo.

    • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 12 settembre 2013 02:21
      Fabio Della Pergola

      Grazie. Ma ripeto: a me non risulta che Israele abbia interesse ad agire contro la Siria; né contro Assad né contro i ribelli. Altrimenti le sue dichiarazioni ufficiali in appoggio all’intervento militare sarebbero state aperte e pubbliche, non affidate a una lobby (o almeno non solo). Concorderà che ad oggi ha tenuto invece un profilo molto basso.

      Indubbiamente Haaretz ritiene che l’AIPAC farà pressioni per un intervento. Ma cosa farà l’AIPAC lo vedremo quando l’AIPAC avrà fatto qualcosa, non leggendo quello che un giornale ritiene che succederà. Per ora abbiamo solo delle interpretazioni. Saluti.

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