Google usa i suoi soldi per difendere i nostri diritti, o il contrario?
Google spende milioni di dollari in azioni di lobbying. A volte si oppone a brutte leggi liberticide, ma quando si occupa di privacy?
Sergey Brin, bontà sua, ci informa che la libertà della rete è in pericolo. Non solo quella della rete, ci sarebbe da dire, ma la cosa interessante è che nello stesso periodo esce un'altra notizia, nel primo trimestre 2012 Google ha speso ben 5 milioni di dollari in lobbying al senato americano.
È piuttosto interessante cercare di capire qualcosa del mondo delle lobby americane, visto che proprio qui da noi stiamo discutendo di soldi e politica. Ed è più facile del previsto, visto che esiste un sito dove sono riportati tutti i soldi che le aziende spendono per pagare lobbisti professionisti per influenzare il senato in vari argomenti. È facile usarlo, basta inserire il nome del cliente e scaricare i pdf con i temi su cui ha lavorato. La cosa si fa interessante se cercate per argomenti, provate con "piracy" oppure "SOPA". Verranno fuori decine di milioni spesi negli ultimi mesi da tutti i fronti. Da un lato avremo Viacom, BSA, MPAA, ESA, dall'altro Google, eBay e la NetCoalition (qui una lista delle formazioni in campo nel match SOPA/PIPA).
Una lotta che costa milioni di dollari tra chi vuole rendere la rete un posto più chiuso e chi invece la vuole difendere per come è oggi. Verrebbe da dire che è un bene che in Google abbiano deciso di usare i loro soldi per difendere i nostri diritti, anche se è chiaro che ognuno sta solo dalla parte che gli merita per difendere il suo business.
Certo non tutti i business sono uguali, se si vuole fare un parallelo è un po' come la lotta tra chi si è buttato sull'energia rinnovabile e chi sfrutta la rendita di posizione delle centrali elettriche, tutte le persone oneste intellettualmente sanno da che parte stare. Ma ogni business ha i suoi scheletri nell'armadio e Google non fa eccezione. Provate a cercare "privacy" nel solito database. Secondo voi quali erano le "Privacy Issues" su cui Google ha speso quei 220.000 dollari a cavallo tra 2011 e 2012?
Io ci vedo due possibilità:
- ha lavorato per la meritevole causa portata avanti insieme a molti altri per una revisione della legge sulla privacy per dare meno poteri di controllo allo stato;
-
ha cercato di prevenire problemi nel periodo in cui ha deciso di unificare tutti i database dei dati dei suoi utenti creando, in pratica, un unico enorme database delle nostre attività.
La prima ipotesi è accattivante ma tutto sommato, unendo alcuni puntini, la seconda sembra più verosimile. Quali puntini? Tra gennaio e febbraio, quando Google ha annunciato di voler cambiare le proprie policy ha ricevuto molte critiche perché tutti sanno che unificare database diversi non significa solo riunire e riorganizzare frammenti già esistenti, significa anche derivare nuove informazioni sugli stessi utenti a disposizione degli inserzionisti. Oltre alle critiche ci sono state anche un'azione legale e grande attenzione dalle istituzioni tra cui una lettera dalla associazione dei magistrati e ben due lettere di parlamentari preoccupati che aldilà delle dichiarazioni di big G le nuove policy producessero maggiore disclosure dei dati. Tutto a meno di un anno di distanza dall'accordo faticoso che Google era riuscita a trovare con FTC dopo la brutta figura di Buzz. Proprio a questo accordo facevano riferimento i parlamentari nelle loro preoccupate lettere e si sa che quando i parlamentari bussano è quantomai scortese non mandare un lobbista ad aprire la porta.
In questo caso verrebbe da dire che non è un bene che in Google abbiano deciso di usare i nostri diritti per difendere i loro soldi.
Come dicono altri, l'attacco ad una rete libera non viene solo dai nemici di Google ma viene da tante grandi aziende, molto ricche e molto aggressive ciascuna focalizzata sul suo business. Se le esternalità del business di Apple e Facebook sono i walled garden, quella del business di Google è la creazione di un enorme database con le nostre azioni. A ciascuno di noi tocca scegliere il male minore per cui tifare...
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