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QUATTRO COSTOLE ROTTE — 2
Insisto sulle 4 costole rotte, o incrinate, perché è importante datare queste fratture, nel senso almeno di stringere la finestra temporale. Abbiamo già visto come i medici legali le datino a 30-60 giorni prima del decesso, dunque alla finestra 9 marzo - 9 aprile circa. Abbiamo già visto come non risulti e sia da escludere che Moro abbia subito fratture prima del 16 marzo. Quindi la finestra si stringe al periodo 16 marzo - 9 aprile circa. Abbiam visto altresì, e dopo lo ripeterò in dettaglio, come cogenti ragioni induttive e filologiche ci spingano verso il 9 aprile non verso il 16 marzo. Ora mi soffermo su una famosa intercettazione telefonica. Il testo lo traggo dallo splendido libro di perizie foniche Le telefonate, di John Trumper, Cleup editore, Padova 2018, p.284 : se non vi spaventano glottologia, fonologia, fisica acustica e matematica superiore, leggetelo : son le migliori perizie sul caso Moro sul piano scientifico, accanto a quella geoforense del grande Lombardi che analizzeremo infra. Se non volete spendere, dette perizie le trovate gratis online agli atti della Moro1.
Trattasi della telefonata del 24 aprile 1978 a don mennini (ambiguo sacerdote amico di Moro usato dai "br" come tramite di alcune lettere), da parte di anonimo terrorista o intermediario misterioso :
Mennini : Pronto
Anonimo : Buona sera. C´è Don Antonello Mennini ?
Mennini : Sono io.
Anonimo : Don Mennini, buona sera.
Mennini : BUONA SERA. COME STA?
Anonimo : EH, BENE, SEMBRA....MEGLIO. NON SI SA ANCORA.
Ora : è chiaro che il come sta di mennini non è rivolto all´anonimo, altrimenti costui non avrebbe risposto SEMBRA...NON SI SA ANCORA. Tale espressione fa più plausibilmente riferimento a una terza persona, che difficilmente, date le circostanze, può essere altri che Moro. Dunque, il 24 aprile Moro sta meglio, sembra, ma non si sa ancora: e siccome l´unico accidente capitatogli durante i 55 furono le 4 costole, chiaro che si parla di quello. Se il 24 aprile la situazione costole è in via di miglioramento, ma ancora incerta, è più logico pensare a una data di frattura
tarda, verso il 9 aprile, che ad una precoce verso il 16 marzo.
Infine : Flamigni, La tela del ragno, terza edizione ottobre 1993, p. 94 :
" 23 marzo 1978
Il presidente del Consiglio Andreotti annota nel suo diario : " Cossiga mi dice che da un avvocato delle Br si sarebbe appreso che Moro sta bene e non gli verrebbe fatto alcun male " ".
Questa frase è attribuita in nota alla p. 95 di un´opera di giulio andreotti citata ibidem a p.13 :
g. andreotti, diari 1976-1979, rizzoli, milano, 1981.
Se vero, allora le costole se le ruppe o gliele ruppero dopo il 23 marzo - il che armonizza con gli altri argomenti supra.
Si può argomentare ancora, che Moro si ruppe (o gli ruppero) le 4 costole NON a Fani (SE era a
Fani) ; NÉ nel piegarsi per entrare nella cassa (SE fu incassato, cosa di cui dubito, ma comunque) ; NÉ all´inizio del sequestro, ma almeno 3 settimane dopo :
lettera dalla prigionia 15 edizione gotor, a Eleonora, p.25 (Moro, Lettere dalla prigionia, a cura di miguel gotor, einaudi 2008) :
" Sono INTATTO e in perfetta 7-4-1978 lucidità " :
la lettera fu scritta il 5 o il 6 aprile secondo gotor, perché fu recapitata il 6 (niente fonti : ho scritto a gotor da tempo chiedendole, anche perché in CM CXXII,323 si dà invece per pervenuta l´8, il che eliminerebbe la stranezza del 7 : l´arcibonzo non si abbassa certo a rispondere ad un Aleth qualsiasi...), ed allora quel 7 sarebbe errore di Moro (o codice forse) - ma quel che conta qui, è che siamo certi che Moro scrive tra il 5 e il 6 aprile, massimo il 7 : dunque almeno fino al 5 aprile, NON si era rotto le 4 costole : "sono INTATTO" ! E questo conferma definitivamente tutti gli altri argomenti pro datazione tarda supra.
Ergo : poiché il collegio dei più illustri clinici medico-legali in sede necroscopico-autoptica giudica le fratture di Moro prodottesi da 30 a 60 giorni prima del 9 maggio : essendo dunque il terminus ante quem il 9 aprile, giorno più giorno meno : possiamo ora datare plausibilmente le fratture alla finestra ristrettissima 6-9 aprile, diciamo per sicurezza, 6-10 aprile, con un margine di errore di +1 o 2 giorni al massimo.
È veramente scandaloso ancora, come quei vigliacchi (e complici) di magistrati e agenti per 45 anni, non abbiano mai chiesto a moretti e compagni di merende COME Moro si fosse rotto quelle 4 costole...silenzio assoluto, insabbiamento totale come al solito.
Ma la vexata quaestio delle fratture va ulteriormente approfondita.
https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=frattura+lineare#vhid=eEgTxAq9M1VTZM&vssid=l
https://www.paginemediche.it/glossario/fratture-i
“ Una frattura lineare è una frattura incompleta, come una crepa, che non provoca la totale rottura dell’osso, e in genere è il risultato di traumi lievi.”
Anzitutto, va ripetuto che il verbale di autopsia non è un mistero, è disponibilissimo online qui : https://www.memoria.san.beniculturali.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
Si tratta del vol. XLV degli atti della Moro1, pp. 728 scan = 720 cartaceo originale per le fratture costali. Detto vol. 45 fu pubblicato nel cartaceo originale, nel 1989, come si legge a pag. 1 del link cit. ; quindi, da allora almeno, è a disposizione degli studiosi presso l´archivio del senato. Online, fu messo molti anni fa sul portale dei Beni Culturali, Per non dimenticare, con il link dato supra, quindi da molto tempo, la consultazione ne è agevolissima per gli interessati.
Parlare di “torture bestiali” inferte a Moro come ha fatto qualcuno, è ipotetico : primo perché, come detto, le fratture costali ad esempio, con grande probabilità ma nessuna certezza prodottesi durante i 54, poterono ad esempio, ben essersi prodotte in seguito a caduta accidentale (che Moro avesse precario senso dell´equilibrio e cadesse spesso è attestato da una delle figlie, mi pare maria fida se ben ricordo) ; oppure in seguito a trauma da impatto se era a Fani ; secondo perché il verbale citato, parla letteralmente di " immagini lineari di frattura" : questa espressione, sulle prime ambigua, a mio avviso non può che intendersi come "immagini di fratture lineari" : "immagini lineari" infatti è espressione dell´algebra lineare, che qui sarebbe del tutto fuori luogo come senso. Ora purtroppo non s´è mai saputo, o meglio io non so, che fine abbiano fatto le radiografie del cadavere, sul cui radiogramma i legali dicono espressamente di aver basato la diagnosi di frattura (p.727) : il reperimento di tali radiografie sarebbe molto importante, ma temo siano state distrutte o nascoste come moltissimo altro del caso Moro. Ma se la mia interpretazione coglie nel segno, e di fratture lineari si trattava, allora siamo nel campo delle fratture più lievi catalogate in letteratura medica :
" Una frattura lineare è una
frattura incompleta, come una crepa, che non provoca la totale
rottura dell’osso, e in genere è il risultato di traumi lievi. "
:
https://www.paginemediche.it/glossario/fratture-i
Se dunque di trauma lieve si trattò, questo porterebbe ad
escludere tortura, ed orientarsi piuttosto verso lieve trauma
accidentale.
ALETH
COPYRIGHT ALETH 2019 + 2023 + 2026
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QUATTRO COSTOLE ROTTE — 1
p. 728 per le fratture. È il volume
XLV degli atti della prima Commissione Moro.
Nel referto autoptico
di Moro, si parla della rottura di 4 costole (escluse le altre
fratture provocate dai proiettili del 9 maggio) : i forensi datano le
fratture fra i 30 e i 60 giorni circa prima del 9 maggio, perché
erano già in stato di avanzata guarigione al momento della morte.
Certo, verrebbe naturale pensare che se le sia rotte nel trambusto dell´attentato fra il tamponamento da dietro dell´Alfetta di scorta, la perdita di controllo da parte di Ricci colpito, e il buttarsi di Moro a destra dietro gli schienali per ripararsi come asserisce fiore, uno dei 4 avieri-br che avrebbero compiuto la strage ( e quello che avrebbe materialmente catturato Moro, con o senza moretti a seconda delle versioni). Inoltre, non sono pervenute lettere di Moro dei primi 10 giorni del sequestro, il che potrebbe far pensare che non scrisse in quel lasso di tempo per il dolore acuto delle fratture. Ma non ci è pervenuto tutto ciò che scrisse nei 54 giorni. Inoltre stiamo per vedere come il comunicato numero due delle "br" affermasse che l´interrogatorio di Moro era in corso al 25 marzo, e il cosiddetto Memoriale pervenutoci, consiste proprio in risposte scritte alle domande dei terroristi.
A pag. 48 della relazione medico-legale su Moro, basata sugli esami necroscopici effettuati il 9 e il 10 maggio 1978, si parla di frattura e non di incrinatura :
" SI OSSERVA INOLTRE, A CARICO DELLA IV,V,VI E VIII COSTA DI SINISTRA, IMMAGINI LINEARI DI FRATTURA CON SEGNI PERIFOCALI DI UN NETTO ADDENSAMENTO RIPARATIVO, SOPRATTUTTO A CARICO DELLA V E VIII COSTA, OVE È BEN APPREZZABILE L´APPOSIZIONE DI CALLO OSSEO IN AVANZATA FASE DI CALCIFICAZIONE.
DETTI ULTIMI ASPETTI ORIENTANO PER POSTUMI RELATIVAMENTE RECENTI DI FRATTURE LA CUI EPOCA DI PRODUZIONE PUÒ ESSERE FATTA RISALIRE FRA I TRENTA ED I SESSANTA GIORNI. "
Dunque, le 4 costole di Moro si ruppero tra il 9 marzo e il 9 aprile circa. Ma non mi risulta da nessuna fonte che si fosse rotto 4 costole prima del 16 marzo, dunque possiamo dire: tra il 16 marzo e il 9 aprile circa. È da escludere che se le fosse rotte prima del 16 marzo, perché altrimenti il dolore acuto non gli avrebbe consentito di svolgere la sua vita normale : il 15 per esempio, era in studio a via Savoia. E i suoi familiari avrebbero ben testimoniato di tali fratture pre-sequestro, che non potevano passare inosservate.
La relazione medico-legale non riporta il punto esatto di frattura di quelle costole: cioè, cosa intendono per costa a sinistra ? Ogni costola gira attorno al torace, dunque siamo ad esempio sul petto o sulla schiena ? O sul fianco ? Che fine hanno fatto le lastre fatte al cadavere di Moro ?
Nel novembre 1979, il sisde avrebbe intercettato due br non identificati che discutono del sequestro Moro per sentito dire da altri br : essi menzionano i testamenti di Moro, che verranno scoperti solo nel 1990 a via di Monte Nevoso, dunque parrebbe che siano attendibili. Dicono che Moro non fu torturato fisicamente (gotor, Lettere dalla prigionia, einaudi 2018 p.186).
Il referto autoptico completo del
10.5.78 e le relazioni medico-legali del 9 e successive
:
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/908826.pdf
pp. 649 sqq.
http://www.fontitaliarepubblicana.it/documents/642-volume-45-ocr.html
p. 728 per le fratture. È il volume
XLV degli atti della prima Commissione Moro.
Il cuore è a posto,
niente ischemie o problemi coronarici o altre anomalie cardiache a
p.660 del primo link. Dunque parrebbe di dover escludere cardiopatie
recenti o pregresse tali da necessitare massaggio cardiaco. E quindi
eventuale massaggio cardiaco come causa delle fratture costali
verrebbe a cadere.
Aggiungo che nel referto autoptico
breve del 10.5, le ferite cicatrizzate in zona pube e glutei sono
definite "vecchie", dunque si deve desumere che esse siano
molto anteriori a Fani. Le cicatrici sono 2 : a parte ovviamente i
fori dei proiettili del 9 maggio. La prima è una vecchia cicatrice
da sutura chirurgica nella zona pubica, non datata precisamente ma
appare chiaro che sia di tempi andati e ben anteriore a Fani
altrimenti l´avrebbero detto perché rilevante ai fini dell´indagine
omicidiaria. La seconda è una vecchia cicatrice sul gluteo
destro.
Pare dunque doversi escludere del tutto, sulla base delle
perizie sul cadavere, che Moro fosse stato ferito a Fani. Oltretutto
non v´è alcuna macchia di sangue nella 130 sulla zona dove Moro, SE
presente, avrebbe poggiato glutei e pube.
E il cuore è a posto,
dunque il 16 marzo e gli eventi successivi non gli causarono alcuna
seria cardiopatia o danno cardiaco - il che non supporta la teoria
che vedremo, espressa dal pentito peci (che l´avrebbe appresa da
fiore, uno dei brigatisti di via Fani), e ripresa da giovanni Moro
nella sua audizione alla Moro1 : che cioè Moro avrebbe subito uno
shock tale in via Fani, da impedirgli addirittura di rendersi conto
del massacro della scorta attorno a lui.
A Moro dunque, su
questa base, l´unico trauma fisico che potrebbe essere occorso il 16
marzo, è la possibile frattura delle 4 costole. Ma quello è solo il
terminus a quo.
In altre parole,Moro ne uscì del tutto illeso,
tranne la possibile ma non certa rottura di 4 costole, e senza
problemi cardiaci di sorta. E siccome la 4 fratture non sono esposte,
Moro NON sanguinò in via Fani - ammesso e non concesso che fosse
presente - né ovunque fosse, dal 16 marzo al momento in cui gli
spararono il 9 maggio per ucciderlo.
Alle pagine 680 sqq. del cursore, nel link supra, abbiamo la relazione medico-legale completa, che a p. 48 del cartaceo, 728 del cursore, evidenzia le 4 fratture costali, tutte a sinistra. Come da trauma inferto o procurato accidentalmente solo alla parte sinistra del busto.
Conclusioni provvisorie : sulla base
delle perizie medico-legali, SE non depistanti o errate pure loro,
pare doversi desumere che :
1. Moro non fu ferito il 16 marzo, che
fosse a Fani o no
2. il sangue che par di vedere nel corpus
foto/video sul sedile posteriore a sinistra della 130, lato verticale
in basso, non può pertanto essere il suo; né possono esser di suo
sangue, le macchie sulle 3 macchine usate per la fuga
3. Moro non
riportò alcuna disfunzione cardiaca né il 16 marzo né durante i 55
o 54 giorni.
Un indizio della possibilità che Moro
non riportò quelle 4 fratture il 16 marzo, bensì dopo, mi pare
siano le due famose fotografie di Moro prigioniero pubblicate sui
giornali rispettivamente il 19.3 e il 19.4.1978 : ecco la prima :
https://it.wikipedia.org/wiki/Cronaca_del_sequestro_Moro#/media/File:Aldo_Moro_br.jpg
Non so quando fu scattata, immagino il giorno prima o un paio di giorni prima, ma quel che conta è che Moro appare, relativamente parlando, di buon aspetto, curato, non sofferente fisicamente, e con l´espressione del volto persino leggermente ironica.
La differenza con la seconda foto, pubblicata il 19.4, quindi 1 mese dopo, è drastica :
https://it.wikipedia.org/wiki/Cronaca_del_sequestro_Moro#/media/File:Moro_seconda_foto.jpg
Qui Moro appare sofferente fisicamente, il viso incolto, abbattuto - potrebbe molto più plausibilmente essere l´espressione di chi, oltre al terribile stress psicofisico della prigionia, ha 4 costole rotte, riportate forse per trauma da inferta violenza ? In ogni caso, il confronto tra le due foto mi parrebbe portare ad escludere le fratture prima della foto pubblicata il 19.3.
Un altro argomento in favore di una datazione tarda delle fratture, più verso il 9 aprile che il 16 marzo, è la mera quantità dell´ouput scrittorio di Moro, tra Memoriale e lettere : centinaia di fogli, il grosso dei quali deve aver riempito prima di rompersi o incrinarsi le costole, altrimenti il dolore non gli avrebbe consentito di scrivere tanto. Il "processo a Moro" da parte delle scheinbr si svolge a marzo/aprile appunto: il comunicato 2 delle scheinbr del 25 marzo informa che l´interrogatorio è in corso, e il 3 del 29 marzo, che esso prosegue con la completa collaborazione del prigioniero; il 4 del 4 aprile, vede ancora Moro sottoposto a processo; il 5 del 10 aprile dice che l´interrogatorio prosegue; ma finalmente, il comunicato 6 del 15 aprile (scritto ovviamente come tutti, prima del suo ritrovamento) annuncia che l´interrogatorio al prigioniero Aldo Moro è terminato con la sentenza di colpevolezza e la condanna a morte:
http://www.robertobartali.it/cap08.htm
Tra il 5 e il 10 aprile, Moro redige i suoi testamenti e addii, già evidentemente edotto della sentenza. Il Memoriale è costituito in gran parte, dalle risposte di Moro all´interrogatorio. Ne abbiamo 229 fotocopie di manoscritto su 420 in tutto trovate nell´ex covo br di via Monte Nevoso a Milano nel 1990 (le restanti pagine contengono le lettere): alle 229 vanno sottratte qualche decina di pagine del Memoriale scritte dopo il 10 aprile, ma aggiunte un´altra cinquantina almeno per le prime 36 lettere pervenute, scritte anch´esse entro il 10 aprile circa: il totale è di circa 260 fogli (+ x non pervenuti + le minute perdute: Moro copiava spesso in bella, come provano gotor in Lettere dalla prigionia, einaudi 2018, e Twardzik nell´edizione critica del Memoriale del 2019), la gran parte dei 420 pervenuti: dunque Moro scrive tantissimo nei primi 30 giorni di prigionia, una produzione difficilmente concepibile con 4 costole appena rotte e dolore acuto. A conferma di ciò, abbiamo uno iato quasi totale di scritti dalla prigionia pervenuti, proprio tra il 10 e il 20 aprile circa: fase in cui pertanto, Moro doveva essere impossibilitato a scrivere, essendosi appena rotto le costole. Per le datazioni degli scritti dalla prigionia, ottimo gotor, Lettere dalla prigionia, einaudi 2018 citato.
Ho tra le mani questa nuova, costosa ma utile edizione del Memoriale (Il memoriale di Aldo Moro 1978, edizione critica, archivio di Stato/de luca editori, Roma 2019), in cui Padova Antonella grafologa, distingue 4 fasi della scrittura di Moro : la prima energetica,volitiva, tra fine marzo e il 13 aprile ; la seconda stentata, disuguale, intorno al 23 aprile. Sono queste prime due fasi che mi interessano particolarmente. Perché se la Padova ha ragione, allora stupisce che non colleghi tali differenze di energia grafomotoria alla frattura delle 4 costole di Moro attestata dai medici legali come prodottasi tra 60 e 30 giorni circa prima dell´obitus. Cioè tra il 16 marzo e il 9 aprile circa, dato che prima del 16 stava benissimo e la sera del 15 lavorò fino a tardi a ricucire i dissensi sul nuovo governo. Dunque, poiché tra metà aprile circa e il 22, c´è una settimana circa di iato quasi totale nella produzione grafica di Moro, se ne evincerebbe che la frattura avvenne verso il 9 aprile e non verso il 16 marzo, e che la settimana di iato sino al 22 aprile, e poi la scrittura debole attorno al 23, siano dovute al dolore acuto della recente frattura delle 4 costole che gli impediva, prima di scrivere tout court, poi di imprimere energia al tratto.
Invece dalla terza fase descritta dalla padova a p.100 (Il memoriale di Aldo Moro cit.), attorno al 30 aprile, la grafia di Moro inizia a riacquistare omogeneità e regolarità : a quasi 3 settimane dalle fratture, il dolore acuto è evidentemente passato. Che poi la scrittura ridiventi stentata a maggio, come dice la padova, se vero, questo sì potrebbe dipendere dal cambio prigione e dalla disperazione del fallimento di ogni via di salvezza.
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Non so se magari boffi può aver seguito il laser all´inverso, cioè dall´impatto terminale D sullo sportello di Leonardi al deflettore di Ricci : coi replicatori laser si lavora anche all´indietro :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD20/0197_003.pdf
p.22 fig.12.
Ma in tal caso, siccome non pare che il D sullo sportello abbia foro d´uscita (solo C e B hanno bozze sul lato esterno), come ha fatto boffi a specillare questo D terminale ed ottenerne l´inclinazione ?
Oltretutto, boffi scrive che la traiettoria D impatta sul sedile di Leonardi, perforandone il margine dx prima di terminare nello sportello. Ma i due fori di uscita dal sedile che si vedono qui, uno dei quali dovrebbe coincidere col D secondo boffi, sono talmente irregolari che non comprendo come boffi abbia potuto specillarli e laserarli unendoli al foro sullo sportello e poi all´indietro al deflettore di Ricci :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD12/0018_003.pdf
rilievo 299. Idem per i due corrispondenti fori d´ingresso nel sedile, rilievi 300 e 301.
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I FALSI SCOOP DI ZATTI FEDERICO
La borsa Loyola a Monte Nevoso la segnalai io allo Zatti sul sito rainews di fb - grazie dell´onestà intellettuale nel plagiarmi. Effettivamente è curiosa la sua presenza tra i bierre. Ho chiesto spiegazioni a bonisoli, mai ricevuta risposta. Ma essa non prova per niente che la prima prigione di Moro (ce ne furono altre) fosse nell´inesistente cantiere Loyola al 114. John Felice era stato davvero agente segreto per gli inglesi durante la guerra, ma nemmeno questo prova sua complicità coi bierre, né come quella borsa finì a Monte Nevoso. Tuttavia la borsa Loyola è curiosa, e la sua provenienza resta misteriosa giacché quel tipo di borsa aveva più che altro circolazione interna al campus e non commerciale nei negozi. Ciò non coimplica non potesse trovarsi usata a Porta Portese, ma non lo rende facilissimo. Tornerò sulla borsa.
Ma : al 16.3.78, non c´era nessuna Loyola a Massimi 114. Stava ancora nella vecchia sede a Villa Maria Theresa, non lontano sulla Trionfale al civico 8062 (oggi via Girolamo Nisio 57). E non c´era al 114 nessunissimo cantiere Loyola : quando avvenne il trasloco mesi dopo, la Loyola occupò i locali preesistenti delle suore che glieli avevano affittati, senza alcuna nuova costruzione - quale conduttore mai si metterebbe a costruire per il padron di casa ? Solo decenni dopo la Loyola acquisterà gli stabili dalle suore e vi costruirà nuove aggiunte. Tutto questo lo segnalai al persichetti, lo trovate sul suo sito insorgenze naturalmente senza riconoscimento per me dato che trattasi notoriamente di ennesimo fior di galantuomo. Poi, che John Felice POSSA ipoteticamente essere coinvolto, è latamente indiziario perché lui mantenne per tutta la vita contatti al più alto livello con il vertice dell´anticomunismo (e quindi, antimoroteismo) internazionale : (dal sito del john felice rome center) : "While teaching a summer program in 1961, Felice was invited to lunch with Italian President Giovanni Gronchi and American diplomat Clare Booth Luce. Luce opined that both Italy and America needed a large, permanent study-abroad program anchored in Rome. Wanting to seize the once-in-a-lifetime opportunity, Felice asked Gronchi if the Italian government could help start such a program." Ma certamente NON fu mai anfitrione della prigione di Moro al 114 di via Massimi, come sto per provarvi :
ecco quel che mi scriveva il 9.1.2023 Suor Laura Restelli, amministratrice delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena che nel 1978 affittarono parte dei loro locali di via Massimi 114 alla Loyola : " Gent.mo sig..., ... Ora, dal mio ufficio con alcune note di archivio sono a poterle confermare quanto segue... ... dalle note di archivio possiamo dare queste certezze. Alla fine di maggio del 1965 nella casa dove ora si trova la Loyola University (corpo storico - NON le nuove costruzioni) si trasferisce la Curia generalizia della congregazione. L’altra casa (114/B) resta casa di noviziato, mentre il 114/A è sede della curia generalizia, casa di formazione per le giovani professe e casa di esercizi per la Congregazione. Tale resta fino al capitolo generale del 1976 quando comincia una riflessione sull’uso di questo immobile. Il 16 aprile 1978 la casa viene chiusa e la curia generalizia e il gruppo di formazione si trasferisce nella casa di noviziato in locali che erano stati ristrutturati allo scopo. Dal 1 maggio 1978 nella casa entra la Loyola University, con un affitto che era già stato firmato nel mese di febbraio 1978. Come vede non ci sono periodi vacanti: essendo i due immobili molto vicini quei 15 giorni sono serviti alle suore per finire il loro trasloco e all’Università per cominciare ad approntare i locali a suo uso. L’affitto con il Centro universitario dura fino al luglio 2009, quando avviene la vendita e quindi il passaggio di proprietà del bene. Quindi spero di aver risposto alle sue domande: non ci sono tempi in cui l’immobile rimase vuoto, nel senso che o c’erano le suore che stavano traslocando o c’era il Loyola che stava approntando i suoi locali. Inoltre all’inizio del viale c’è sempre stato un cancello a delimitare la proprietà. L’immobile non aveva allora le dimensioni attuali.,, Cordiali saluti. sr Laura Restelli Sede Legale-Economato Generale Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena Via degli Artisti 17 - 00187 ROMA " :
dunque : al 16.3.78 non c´era nessuna Loyola a via Massimi 114 e non c´era nessun cantiere perché la Loyola affittò preesistenti locali delle suore.
Abbiamo agli atti della prima commissione d´inchiesta due testimoni oculari d’eccezione : la signora Iole Dordoni sta passeggiando col cane all’angolo tra via Carlo Belli e via Marcello Casale De Bustis, quando vede sopraggiungere a grande velocità il convoglio dei terroristi : una grande scura (la 132) seguita da due piccole (le due 128, blu e bianca). Arrivano alla catena che chiudeva De Bustis, la manipolano, la superano e proseguono dritti passando a DESTRA della quercia che stava un tempo in mezzo alla strada DOPO la svolta a sinistra per il tratto di via Massimi dove c’è il 91. La Dordoni vede bene che il convoglio NON gira a sinistra per quel tratto di Massimi : va dritto, passa la quercia a destra, NON gira a destra dove c´è oggi (ma NON al 16.3.78) l’università Loyola dei gesuiti. Superano Villa Rossini, che sta DOPO la svolta per Massimi 91 e DOPO la svolta per la Loyola. La Dordoni specifica ad Imposimato nel ´79 che i terroristi NON girano a destra per infilare il viottolo del 114 : CM 42, p. 511 . Insomma : i terroristi NON portano Moro a via Massimi 91, né al 114 (Loyola). Vanno dritti giù per il tratto di Massimi (una via con due tronconi) che arriva a via Serranti. Tutto ciò è confermato indipendentemente dall’altra oculare preziosa, la fu signora Anna De Luca in Angelini, che abita prospiciente la catena di De Bustis. Anche lei vede il convoglio proseguire dritto giù verso via Serranti.
Nuovi edifici ed ampliamenti furono operati dalla Loyola solo DOPO l´acquisto degli immobili dalla suore nel 2009 (fonte sito John Felice Rome Center). Quindi il disegno di Gradoli NON può essere quello di inesistente cantiere Loyola. (dal sito del jfrc) : " 1978: The Rome Center moves to its current location, a spacious residential campus on Via Massimi, atop Monte Mario. The converted former convent is a large, U-shaped building, which houses classrooms, student dormitories, administrative offices, a cafeteria, a coffee bar, and more.... 2009: Loyola purchases the Via Massimi campus. ", Il primo nuovo edificio è inaugurato solo nel 2011 : " 2011: The state-of-the art library, or Information Commons (IC), is inaugurated." Il secondo nuovo edificio, solo nel 2015 : " 2015: The new dining hall – known by students as the mensa – opens in the spring semester." Il terzo. solo nel 2020 : " 2020: After more than a decade of fundraising and planning, the JFRC inaugurates its new residential hall and chapel." ALETH
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